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Remothered: Tormented Fathers – Un pauroso sguardo alla beta – Anteprima

Remothered: Tormented Fathers

Sono ormai passati circa un mese e tre settimane dal nostro test sulla versione di prova per PC, che ci ha permesso di dare un primo sguardo all’incantevole, ma allo stesso tempo terrificante, mondo di Remothered: Tormented Fathers, il primo attesissimo capitolo della trilogia videoludica, horror psicologica, sviluppata da Darril Arts, in partnership con Stormind Games.

Dopo aver ottenuto l’approvazione della community di Valve e presi gli accordi per la pubblicazione del titolo, è ora possibile osservare su Steam la pagina dedicata a questo piccolo capolavoro italiano, in cui è già visibile il periodo di rilascio, previsto per un generico 2017, insieme ad una descrizione generale delle feature principali che lo caratterizzano ed ai requisiti tecnici minimi e consigliati.

Remothered: Tormented Fathers

Nonostante il gioco sia ancora da ultimare e pertanto non acquistabile nemmeno in versione Early Access (lo stesso prezzo di lancio non è tuttora noto), gli sviluppatori ci hanno comunque dato modo di mettere ancora una volta le nostre mani su Remothered: Tormented Fathers fornendoci l’accesso alla beta, una versione di prova simile a quella precedente, ma solo apparentemente poiché in essa non abbiamo potuto fare a meno di notare nuovi dettagli che ora, in questo nostro articolo, andremo ad analizzare più approfonditamente.

Mostri umanizzati o umani mostrificati?

Remothered: Tormented Fathers

La prima grande differenza tra la versione di prova già testata e la beta a cui abbiamo recentemente giocato, consiste nell’introduzione di un prologo che vede come protagonista sempre la nostra ormai cara detective Rosemary, personaggio che, come è già stato fatto presente, è ispirato a Jodie Foster ne “Il Silenzio degli Innocenti”.

Questo nuovo incipit apre il sipario ad una nuova visione degli eventi: la donna che andremo ad impersonare scende dal suo furgone per indagare sulla scomparsa della piccola Celeste recandosi così in casa Felton in pieno giorno; attraversato il giardino, viene accolta dalla badante del padrone di casa, un personaggio completamente nuovo mai presentato fino ad ora, che la invita a spegnere la sigaretta poiché “Lui detesta l’odore del fumo!“. Percorrono la casa fino ad arrivare nello studio in cui possiamo “ri-conoscere” Richard per la prima volta, un uomo anziano colto, malato e un po’ burbero, lo stereotipo di se stesso, una persona che chiunque potrebbe incontrare in qualsiasi momento nell’arco della propria esistenza.

Vi è dunque un cambiamento radicale di come i personaggi ci vengono presentati: se prima l’antagonista poteva essere tranquillamente definito come un mostro psicopatico delirante dal quale bisogna soltanto stare alla larga per salvarci la pelle, come un Pyramid Head nel mondo di Silent Hill, diventa ora molto più difficile stabilire con assoluta certezza dove risieda il confine, più che mai flebile, tra il bene e il male, continuamente offuscato e messo in discussione da punti di vista contrastanti, eventi inaspettati e reazioni diverse.

Il sussulto, seguito dall’ira di Mr. Felton dopo aver udito il nome della bambina durante l’interrogatorio di Rosemary, non può che farci riflettere sulla condizione dell’uomo e su ciò che sta evidentemente nascondendo; non sapendo però a priori chi è il cattivo di turno e cosa sta effettivamente succedendo in quella casa, il giocatore è naturalmente più spinto ad impersonarsi con la protagonista e con la sua curiosità nel voler andare fino in fondo e portare alla luce i fatti.

Tutto questo contribuisce a rendere l’intreccio del titolo davvero interessante e coinvolgente, aumentando ancora di più l’hype per chi, come il sottoscritto, è particolarmente attratto al genere di gioco a cui Remothered: Tormented Fathers appartiene.

Quando bello non basta

Remothered: Tormented Fathers

Sebbene la base del gameplay del titolo in questione sia rimasta del tutto invariata rispetto alla versione di prova precedente, privilegiando giustamente uno stile di gioco stealth, con la possibilità di difendersi solo in casi estremi se veniamo scoperti (e con oggetti a dir poco rudimentali) senza mai avere modo di uccidere chi ci sta alle calcagna, si possono notare diverse migliorie apportate sia dal punto di vista grafico/visivo, sia da quello prettamente tecnico.

Innanzitutto è impossibile non notare come le animazioni ora risultino più fluide, naturali e meno grottesche rispetto a prima e, anche se le frasi pronunciate da Richard soprattutto quando veniamo scoperti e inseguiti si sovrappongono interrompendo quella precedente, vi è un netto miglioramento che se seguito da un ulteriore lavoro di finitura potrà sicuramente portare alla perfezione.

Anche lo stesso antagonista, che prima sembrava dirigersi sempre verso la nostra posizione pur non sapendo dove eravamo diretti (specialmente quando si rimaneva nascosti negli armadi, poiché il quick time event per non farci scoprire poteva ripetersi svariate volte), ora sembra limitarsi ad una perlustrzione più generica dell’ambiente di gioco, offrendo una maggiore, seppur sempre timida e vincolata alla situazione, libertà nell’esplorazione di ciò ci sta intorno e nella ricerca di indizi; tutto ciò è sintomo di un perfezionamento dell’IA che senza dubbio verrà portato a compimento prima dell’uscita ufficiale di Remothered: Tormented Fathers.

Per quanto riguarda il comparto grafico invece, si può osservare un miglioramento nella cura per i dettagli degli oggetti d’arredamento dell’abitazione, oltre che all’effetto chiaro-scuro e ai giochi di luci e ombre prodotti soprattutto nel momento in cui accendiamo la nostra torcia; il sonoro, la cui soundtrack è realizzata da niente meno che Nobuko Toda, celebre compositore che ha lavorato a titoli e serie noti a tutti tra cui Halo, Final Fantasy e Metal Gear Solid, fornisce altresì un supporto fondamentale al gameplay, diventandone parte integrante per via di tracce audio che si modificano mostrandosi sempre più intense e suggestive quanto più è vicino il nostro inseguitore.

Remothered: Tormented Fathers, un titolo che si fa attendere

Remothered: Tormented Fathers

Considerate tutte le differenze finora elencate e il lavoro svolto dagli sviluppatori, si può sicuramente affermare che si tratta di un gioco in grado di appagare le più alte aspettative di ogni amante del genere survival horror classico, pertanto il nostro test della versione beta dell’opera di Darril Arts e Stormind Games ha avuto un esito più che positivo e non può che alimentare il desiderio della nostra redazione di gettarsi a capofitto sulla versione completa di Remothered: Tormented Fathers non appena verrà resa disponibile.

Paolo Manini

Deputy Editor e Webmaster di Serial Gamer: anni di esperienza in videogiochi e siti web, tra un articolo e l'altro mi diverto a fare il gesto dell'ombrello a server e CMS vari.

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