Si è parlato molto, recentemente, dell’atteso Marvel’s Wolverine per PS5. Un gioco in esclusiva che ha creato molto hype e, come ormai consueto, molte critiche e delusioni.
Io sono un vecchissimo fan di Wolverine, lo leggo dal 1995. Non potevo quindi esimermi dal giocare questo titolo, che sono arrivato a platinare proprio ieri. Credo quindi di poter dire un paio di cose, essendo tra il 12% di giocatori che si è preso la briga di arrivare veramente in fondo alle possibilità del gioco (e sarei curioso di sapere quanti dei SignorSoTutto delle ultime settimane hanno passato Omega Red. Per dire).
Wolverine ha una storia eccezionale. Molto meglio della maggior parte delle trame fumettistiche degli ultimi 30 anni, almeno. La storia tra lui e Jean (siamo sinceri, chi cazzo ha mai fatto il tifo per Ciclope? Dai) è ben raccontata e si sono pure inventati un’ottima storia complessiva, che si scopre soltanto ultimando l’ultimissimissimissimo livello opzionale. E vale la pena farlo. Per me, è canon; mi ricorderò questa tra le mille versioni e gli universi alternativi, perché è stata la mia preferita.
E arriviamo al primo punto. Un gioco è prima di tutto una bella storia. Non è un luogo dove farmare XP, portare a termine l’ennesima attività ripetitiva per completare una mappa, trovare quale dei passanti casuali dell’antica Britannia è l’ultimo minchione dell’Ordine degli Antichi sui 65 che devi fare fuori se vuoi vedere un cazzo di finale, tra l’altro senza neanche dei titoli o una vera chiusura (sì, Ubisoft, parlo con te, anche se ti amo ed ho finito TUTTI i minchia di AC).
Ormai se non sei un gioco da 100 ore non vali niente. Non vali i soldi che costi, non mi dai una sfida sufficientemente seria. Bene, vi dico una cosa. Io i giochi li finisco, e posso dire che in media quando arrivo alla fine sblocco sempre un Achievement che mi racconta che siamo arrivati fin lì in pochi: dal 3 al 5% dei giocatori, in media.

Quindi: la gente si lamenta perché i giochi devono essere lunghi, ma poi non li finisce. Devono essere difficili, ma poi gioca tutto a modalità Storia… senza neanche arrivare in fondo.
Io Wolverine non l’ho voluto neanche vedere alle basse difficoltà (anche perché avevo letto recensioni di settaggi troppo permissivi da parte dei programmatori, e questa è sicuramente stata una cazzata). Wolverine è il migliore in quello che fa, quindi si gioca a difficoltà massima: “Il migliore”, appunto. E minchia se è stata impegnativa. Per arrivare in fondo si devono veramente conoscere gli avversari, saper usare le mosse e le contromosse, e studiare le tattiche per ogni tipo di nemico. I gruppi di cattivi si fanno sentire e pestano sodo. Le mosse non sono soltanto tasti che si accumulano ma hanno un senso, sono state pensate per situazioni precise che vanno capite. O puoi morire, certo.
Parliamo ancora un po’ della storia, dello sviluppo. Livelli ripetitivi? Sinceramente no. Certo, è un gioco di combattimento, cosa ti aspetti? I puzzle? Le sfide di intelligenza? I nemici, ripeto, sono variegati, e si presentano in gruppi di svariata composizione avanzando con la storia. Parliamo invece del solito AC in cui stiamo saltando sulla gente con la lama celata da 15 anni… e nessuno si lamenta che è ripetitivo? Usare la lama celata è ancora una figata: artigliare la gente con Wolverine è una figata, e più diventi bravo più ti diverti. I livelli non sono lineari, non hanno tutti la stessa struttura, o lo stesso numero di stanze, o il boss alla fine… tutto è al servizio della narrazione, della storia, le cose sono asimmetriche, le location hanno lunghezze variabilissime, i boss sono pochi e messi in posti ben studiati della trama – e richiedono stamina, calma, tattica, strategia, tempo, bestemmie. Un gamer di cui non ricordo il nome (sorry) ha definito il boss finale come “uno dei combattimenti più difficili della mia intera carriera videoludica”. Gli do completamente ragione, sono veneto e il Signore non è stato bene quando l’ho dovuto finire. Vorrei sapere quanti dei critici del “Wolverine è facile” sono arrivati fin lì. Ma anche ad Omega Red, tanto per dire, che quando lo affronti la prima volta sei ancora Pipparine, lui ti guarda e tu muori.

Non vorrei dare tanti spoiler, ma dirò soltanto: ho vissuto un’avventura come Wolverine, facendo a pezzi cose, artigliando gente, andando in motocicletta (sequenza fighissima, hanno avuto da dire anche lì), vivendo una storia sempre interessante, bella, zeppa di Easter Egg per chi conosce il mondo degli X-Men, ed in 30 ore ho avuto la soddisfazione di platinare qualsiasi cosa (comprese tutte le sfide di abilità al massimo livello e lo sbloccare tutti i costumi possibili). Posso dire una cosa? Mi sono sentito soddisfatto, e sono entrato con gioia in una Partita+ senza più dovermi preoccupare di trovare i collezionabili o migliorare le sfide. Solo per il gusto di rivivere la storia e capirla fino in fondo, con un personaggio ai massimi livelli che diventa ancora più Wolverine. Perché quando passi alla Partita+ il fattore rigenerante aumenta, i danni sono smodati… ma gli avversari con due colpi ti seccano. Sveglia, Cocco.
Su un qualsiasi AC moderno (che io adoro, lo so che in questo articolo sembra il cattivo, ma non è così) dopo 30 ore starei neanche a metà gioco, stufo di ammazzare gente nascosta in giro per la GreciErmanItanniArabia a caso, chiedendomi quando Odino mi farà la grazia di concludere le 90 ore necessarie solo per la storia principale di Valhalla. Perché vorrei dire a quel 95% di gente che non ci arriva, che quel gioco ha una storia, e si può arrivare alla fine. C’è speranza. E quando ho finito un “Tripla A” di solito ho sempre i coglioni sfrangiati alla zuava, ho trovato la storia tirata per le lunghe in maniera assolutamente inutile, e non vedo l’ora di cancellarlo per giocare qualcos’altro. “Esci da questo disco”.
E’ questo lo scopo? O quello di fare un gioco che il 95% delle persone molla senza finirlo? E chi lo finisce si sfracascia gli zebedei nel farlo? Però mi vanto di aver fatto “la mappa più grande di tutti gli Open World”? Che senso ha se poi la gente non la vede?
Invece con Wolverine in 30 ore mi sono sentito Dio. Mi sono divertito. Conosco tutto, ho una voglia matta di rifarlo (sono già ad un terzo, confesso). Ho acquisito un’abilità con il personaggio che di solito ciaone.
Ma non dovrebbe servire a questo un gioco?
Perché cazzo dobbiamo sempre lamentarci? Perché i giochi devono valutarsi a peso come le banane? “Se non ha almeno 60 ore non vale i soldi che l’ho pagato”. Allora Einstein di Paola, Talete di Valle Aurelia, Democrito di Terrassa Padovana, facciamo un ragionamento insieme. Diciamo che Wolverine l’hai pagato 70€. Ci hai giocato 30 ore. Fanno 2,50€ all’ora scarsi. E ti do una notizia: più ci giochi, meno costa. Ora, vai al cinema a vedere Doomsday, paghi 15€. Sono 6€ all’ora, costa più del doppio di Wolverine. Però lì non rompi i coglioni, non dici che “non vale quei soldi”. Se vuoi pagare il cinema come Wolverine, devi andare a vedere solo film dalle 6 ore in su. Nolan scansati. Corazzata Potiomkin is the new black.
Wolverine ha una storia ottima (che l’ho già detto?). Gameplay dinamico, funziona, è divertente, sfidante, avvicente. No bugs. Grafica spettacolare, uso dell’altoparlante integrato nel controller fantastico per rendere sia i sensi di Logan che le voci nella testa che vengono dai telepati. Momenti pelle d’oca. Colpi di scena. Ogni tanto, certo, c’è una scia che ti indica dove sta una bottiglia di cui senti l’odore. E’ WOLVERINE, PERDIO. SENTE GLI ODORI. Allora rompete i coglioni ai sensi da Witcher, al cursore di AC o di Dawnwalker che ti dice dove andare a 3 km di distanza, alle tracce da seguire di Dawnwalker (che sono i sensi da Witcher, dai, lo sappiamo tutti), a Batman Arkham che vede la gente attraverso i muri… devo continuare? E poi scusate… veramente voi volete giocare AC Odyssey in modalità immersiva senza mappa e cursore in cui dovete andare a cercare dov’è il terzo olivo della seconda collina da sinistra? Sempre ammettendo che in un cazzo di schermo io capisca come il disegnatore digitale ha inteso fare un olivo, e non un carpino? Veramente? Ma il gioco lo volete finire, volete uscirne, o è un tunnel senza ritorno? Ma se già con la mappa ci vogliono 70 ore senza contare le attività secondarie, che cazzo deve essere un videogioco? La missione della mia vita?

Ah, e poi la critica geniale: “Ci sono i QTE che accadono da soli anche se non premi”. A parte che è un’opzione selezionabile. A parte che non tutti. E poi parliamone: sono davvero QTE? No, sono parti di sequenze narrative, di Cutscenes, dove il programmatore ha deciso di tenerti un po’ coinvolto, ma non avrebbe ALCUN SENSO che lì Wolvie ciccasse un colpo o cascasse nel vuoto. Sarebbe totalmente ridicolo, e l’avrebbero criticato perché era ridicolo.
Cosa volete da un gioco? Volete davvero una storia che vi porti fino in fondo? Avete veramente la capacità di arrivare in fondo? Perché se siete, come me, tra il 5% che le cose si sbatte per finirle, e poi non vi sono piaciute, tutto il rispetto per i gusti di tutti. Ma se avete giocato 3 ore e poi iniziate a borbottare, forse la butto là che potevate provare a capirlo, quel gioco. Per fare secco Omega Red (il primo boss) ci ho messo 3 ore (il 10% del mio gameplay, lol), perché sei all’inizio e devi capire come funziona, e lui ti sembra imbattibile, ma poi ragioni, provi, muori, capisci come si possono evitare quegli attacchi, muori, dove parare dove schivare, muori, ma come cazzo si trova il timing della schivata?, muori, ma perché minchia io faccio ancora così pochi danni, muori… porco Giuda, ci devi pensare, devi imparare. Alla faccia del gioco stupido per bimbiminchia che tutti sbandierano. Ma alza la difficoltà se ti sembra facile!
Insomma, qui il problema non è Wolverine. E’ la cultura del gioco che vogliamo. Tutti i GdR vanno al ribasso: le avventure in una facciata, i manuali che ti dicono tutto loro, le tabelle già fatte, la prep già inserita nella prima pagina dell’avventura, il BG che scompare perché “l’abbiamo messo nelle regole”… le avventure veloci, in fretta, perché bisogna provare un altro gioco, correre a comprare qualcos’altro. Il videogioco che “lo voglio lungo, lo voglio difficile” (stavo per scrivere “duro” ma assieme a “lungo” andavamo da un’altra parte) ma poi in realtà non lo finisco, lo gioco a modalità facile e mi lamento che è facile. Dawnwalker che fa la modalità “Più facile del facile” (e parla uno che lo ama, ed ha esplorato tutti e 7 i finali)…
La mia verità? Wolverine è un signor gioco. Fa quello che deve fare. E’ un gioco. Mi tiene lì un numero di ore sufficiente ad avere anche una vita, mi fa sentire realizzato, divertito, capace, forte, e lo fa dopo avermi fatto incazzare e soffrire. Mi conduce per una bella storia che sa veramente soddisfare chi gli X-Men li segue e li ama da tanto tempo. Costa in proporzione la metà di un cinema, un quarto di un sushi. Ha i titoli di coda (Ubisoft, io ti riinvoco) che proseguono pure la storia e mi fanno vedere cosa viene dopo, come un film vero. E’ curato, pulito, raffinato.
E’ il migliore in quello che fa. Ma quel che fa non lo capiscono tutti. Sono impegnati a lamentarsi. Perché, poverini, nella vita gli tocca giocare. Che sfiga che abbiamo, eh?
E ricordate che se ve la prendete con Logan la sua risposta è sempre la stessa: “Un sacco di gente ha provato ad ammazzarmi. E sono ancora qui”. Sfoderate gli artigli, c’è gente a cui fare il culo.







