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Total War: Three Kingdoms, Così sancii il destino della Cina – Recensione

Total War: Three Kingdoms

La saga Total War, storico brand della Creative Assembly, è tornata il 23 maggio 2019 sui nostri Linux, Mac e PC con il suo tredicesimo nuovo titolo strategico a turni in tempo reale, ovvero Total War: Three Kingdoms.

Edito da SEGA e Feral Interactive, questo nuovo capitolo principale è ambientato nella Cina antica, trattandone appunto la crisi derivante dal crollo della dinastia Han ad opera del temibile Dong Zhuo; per opporsi al terribile tiranno usurpatore, ben tre eroi si uniranno in battaglia nel 190: Cao Cao, Liu Bei e Sun Jian lotteranno fianco a fianco…ma quanto a lungo potrà durare quest’alleanza di comodo? La risposta è molto semplice in realtà: non durerà affatto, viste le mire al trono che offuscano le menti di tutti i suddetti comandanti. La guerra infurierà ovunque finché uno solo si ergerà sul cadavere degli altri, e solo allora l’Impero Cinese rinascerà forgiato dalla guerra!

Per fare ciò, il giocatore avrà a disposizione innumerevoli possibilità dalla sua parte per caratterizzare e costruire il proprio impero in ogni sua minima parte, andando dalla politica, all’economia, alla cultura e, soprattutto, alla guerra. E’ proprio in questa completa libertà gestionale che si trova il fascino di questa storica saga che ho avuto il piacere di conoscere grazie a quel capolavoro del 2002 quale fu Medieval: Total War. Ma andiamo a vedere nel dettaglio tutti gli elementi che compongono quest’affascinante opera.

Vasto ed articolato pressoché da ogni punto di vista

Sarebbe riduttivo, prolisso e soprattutto stupido cercare di spiegare appieno un’esperienza complessa qual è l’approcciarsi ad un qualsiasi Total War, viste le innumerevoli articolazioni in cui è organizzato e la bellezza nel progredire al suo interno; proprio per questi motivi cercherò di essere il più conciso e riassuntivo possibile, affinché possiate godervi ogni singola scoperta ed insight che si effettuano nel corso dell’opera(e fidatevi, sono parecchi!).

In Total War: Three Kingdoms vi sono due modalità, ovvero Giocatore Singolo e Multigiocatore. Io nei titoli della saga Total War tendenzialmente mi trovo più a mio agio a stagnare nella Campagna, sia per un fatto di tradizione, sia perché spesso le partite online tendono a durare parecchio tempo, cosa che mi limiterebbe notevolmente.

Iniziando a parlare della modalità single player, essa è a sua volta suddivisa in “Campagna” e “Partita Libera”, ma, nell’effettività delle cose, le differenze tra le due sono così sottili da non essere nemmeno avvertite se non appunto la presenza di missioni che indirizzeranno le azioni verso obiettivi prestabiliti piuttosto che quelli scelti liberamente dal giocatore stesso. All’inizio di una partita o di una campagna il giocatore dovrà scegliere tra le ben dodici fazioni che il titolo ci offre, ciascuna delle quali con le sue peculiarità, siano esse positive o negative; nel caso della Modalità Campagna esse avranno una difficoltà associata a ciascuna di esse, permettendo così ad ogni giocatore di Total War: Three Kingdoms di accrescere sia le proprie conoscenze relative alla storia del periodo esplorando linearmente la storia di ogni schieramento, sia le proprie competenze di gioco procedendo da Molto facile a Molto difficile.

Total War: Three Kingdoms

Le dinamiche sono tendenzialmente le stesse presentate in ogni gioco, ma con una piccola aggiunta che dona un tocco interessante all’esperienza di gioco; ogni partita infatti potrà essere giocata in due submodalità: Romanzo dei Tre Regni, in cui si darà più risalto all’aspetto narrativo ed agli eroi presentati, oppure Cronache dei Tre Regni, quella modalità di gioco classica che, sebbene sia evoluta nel tempo, ci accompagna fin dagli albori della saga.

Trovarsi spaesati all’inizio di Total War: Three Kingdoms è la prassi, vista la quantità di possibilità gestionali che ci si trova di fronte; sebbene, infatti, la possibilità di gestire il proprio impero in ogni singolo dettaglio sia una prospettiva allettante, ben presto capiremo anche quanto tutto ciò possa risultare faticoso, senza però essere stancante o, peggio ancora, stucchevole. Superato infatti il difficile approccio iniziale subentrerà la soddisfazione che solo un gestionale di buona qualità può donare ad un giocatore.

Vedere il proprio impero crescere sarà gratificante, soprattutto tenendo in conto dell’enorme lavoro che è dietro ad ogni singolo step del processo. Evolvere la propria economia stipulando patti commerciali, preparare grandiosi eserciti e partire alla conquista di nuove comanderie, unire casate in matrimonio e chi più ne ha più ne metta!

Un altro caposaldo del gameplay che torna anche in questo capitolo è sancito dalla gestione delle battaglie, che potranno essere giocate in prima persona oppure delegando il compito al computer: non si tratta semplicemente di mandare alla carica le truppe, ma di organizzare veri e propri piani di battaglia, in cui anche solo la direzione verso cui sono rivolte le truppe è un fattore rilevante. Dalle battaglie in campo aperto, a quelle notturne agli incredibili assedi…tutte esperienze che io vi consiglio sempre di vivere in prima persona e di non delegare mai per via della profonda immersione ed epicità che anche la più piccola di esse riesce ad esercitare.

La modalità Multigiocatore prevede le stesse feature, ma ampia le già ottime longevità e sfida offerte da Total War: Three Kingdoms, in quanto cimentarsi con altri giocatori risulterà sempre diverso e complesso di volta in volta, sebbene ciò richieda molto tempo da dedicarci.

Total War: Three Kingdoms

Artisticamente attinente e curato

Il colpo d’occhio dato da Total War: Three Kingdoms è ottimo, in quanto riesce a cogliere perfettamente l’atmosfera della Cina antica anche nelle sue piccole sottigliezze, giusto per fare un esempio, le zone inesplorate non sono avvolte nella nebbia, bensì nell’inchiostro tipico che spesso ci viene mostrato nelle opere d’impronta cinese. Piccole sottigliezze e particolari sparsi qua e là, che legandosi ad un comparto grafico solido ed uno sonoro stupefacente riescono a generare un’ottima caratterizzazione ed un comparto tecnico quasi perfetto. Il quasi non è però casuale, in quanto di tanto in tanto il frame rate risulta essere un tantino traballante e non sono mancati due o tre crash in momenti relativamente concitati di gioco. Fortunatamente Total War: Three Kingdoms è ben seguito e aggiornato dai propri sviluppatori, che cercano sempre di venire incontro al proprio pubblico risolvendo questi fastidiosi, seppur piccoli, problemini che comunque non vanno ad influire eccessivamente sul giudizio finale.

Total War: Three Kingdoms

Conclusioni

Creative Assembly si qualifica nuovamente come una delle software house tra le più competenti nello sviluppo di strategici grazie a Total War: Three Kingdoms, un titolo assolutamente per i fan storici della saga e per coloro che vi si approcciano per la prima volta. La sua replicabilità è elevatissima e diversificabile in molti suoi aspetti, cosa particolarmente apprezzabile in titoli di questo genere. La localizzazione italiana è ottima e funzionale, soprattutto per titoli che come questo richiedono una gran comprensione e attenzione durante le varie fasi di gameplay, motivo in più per valutarne un probabile acquisto.

Total War: Three Kingdoms

Total War: Three Kingdoms

8.5

Ambientazione

8.0/10

Gameplay

9.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

8.5/10

Longevità/Multiplayer

9.0/10

Pro

  • Vasto e articolato
  • Ottime dinamiche di gameplay
  • Comparto tecnico attinente ed ispirato
  • Estremamente longevo

Contro

  • Approccio iniziale complesso
  • Occasionali crash o cali di frame rate

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