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Resident Evil 2 – Un remake da paura – Recensione

A ventuno anni dal lancio originale, Capcom ripropone uno dei classici del genere survival horror: Resident Evil 2, con un remake davvero eccezionale che permette a giocatori vecchi e nuovi della saga di rivivere la spaventosa avventura ambientata a Raccoon City, nei panni di Leon Kennedy o di Claire Redfield. Scoprite tutti i dettagli nella nostra recensione approfondita.

Vecchia storia o nuova storia?

La prima buona notizia, per i fan storici della saga Capcom è che la storia si presenterà quasi del tutto inedita anche per chi ha già giocato il titolo originale oltre venti anni fa, perché se è vero che l’incipit e la fine della trama sono sostanzialmente gli stessi, l’intero evolversi della vicenda presenta una quantità tale di differenze da rendere questo remake praticamente un nuovo gioco. Aver giocato Resident Evil 2 originale non servirà a nulla anche per quanto riguarda la risoluzione degli enigmi, principali e secondari, sparsi nelle stanze delle location della cittadina infetta: gli indovinelli sono infatti del tutto inediti, ben realizzati e legati spesso all’esplorazione ambientale o allo sblocco di serrature di armadietti e collezionabili.

La trama prende il via pochi mesi dopo quella del primo capitolo con Leon Kennedy, recluta del dipartimento di Polizia di Raccoon City al primo giorno di servizio e Claire Redfield, sorella di un membro della squadra speciale, S.T.A.R.S. dello stesso dipartimento (Chris, protagonista del primo e di diversi altri videogiochi della serie Resident Evil), che si ritrovano e conoscono in una stazione di servizio, dove scoprono che gli avventori e i proprietari si sono trasformati in poco amichevoli zombie, costringendo i nostri due eroi a fuggire in città in cerca di riparo e spiegazioni alla centrale di Polizia, dove si ritroveranno, loro malgrado, a vivere due avventure separate, anche se con punti in comune. Sarà possibile decidere quale dei due personaggi utilizzare all’inizio del gioco e scegliere tra i tre livelli di difficoltà proposti dagli sviluppatori: Assistita (Facile), Standard (Normale) e Hardcore (Difficile). Oltre alle differenze di numero di munizioni, potenza dei nemici e quantità dei danni inflitti, nelle prime due sarà possibile salvare in tutte le stanze in cui è presente una macchina da scrivere, tutte le volte che si vorrà, mentre nella modalità più difficile sarà possibile salvare solamente con i nastri, che saranno ovviamente pochi e introvabili.

Durante l’avventura faremo conoscenza con vecchi e nuovi personaggi secondari e nemici, in particolar modo arriveremo ad usare per brevi parti di gameplay l’elegante e misteriosa Ada Wong e la piccola Sherry, esplorando le ambientazioni storiche del gioco originale, ampiamente rivisitate e con mappe che ora sono strutturate in maniera più credibile e sensata, dalla centrale di Polizia di Raccoon City alle fogne, dal laboratorio della Umbrella passando per l’inedito orfanotrofio.

Parlando invece del gameplay, la prima cosa da segnalare è che gli sviluppatori hanno deciso di non utilizzare l’inquadratura a telecamere fisse del videogioco originale, passando ad una più pratica camera sopra la spalla del personaggio, del tutto simile a quella utilizzata nel quarto capitolo della saga horror nipponica, da cui questo remake “prende in prestito” anche buona parte dello schema dei comandi. Il cambio di visuale lascia parecchie zone buie, principalmente dietro al protagonista e dove finisce la luce della torcia, che aiutate da un comparto sonoro eccellente, che ci permette di sentire ovunque lo spaventoso lamento dei non-morti e i rumori ambientali delle ambientazioni, creano un clima di tensione costante mentre si gioca. A differenza del quarto capitolo, in Resident Evil 2 è possibile camminare e sparare allo stesso momento, avendo in dotazione (quando disponibili) un’arma da fuoco, un coltello ed un’arma esplosiva; con un sistema di mira che prevede il restringimento del mirino dopo una breve attesa. Un solo colpo di pistola in testa non sarà sufficiente nemmeno ad uccidere gli zombie più comuni a difficoltà normale, e le munizioni disponibili non permettono quasi mai sprechi, anche se sarà possibile crearne miscelando attraverso l’inventario, allo stesso modo delle erbe curative, i diversi tipi di polvere da sparo recuperati durante l’esplorazione.

I coltelli e le granate stordenti ed esplosive possono essere utilizzate per salvarsi dal morso di una creatura all’ultimo secondo, oltre che ovviamente nei metodi più canonici. Ovviamente sono presenti diverse tipologie di armi, dai fucili a pompa al lanciafiamme, per arrivare a lanciarazzi e lanciagranate, differenziate per i due protagonisti e che normalmente possono essere sbloccate risolvendo gli enigmi ed esplorando bene e a fondo tutte le stanze della centrale e delle altre ambientazioni.

L’intelligenza artificiale ed in generale il comportamento (e il numero di modelli poligonali diversi) dei morti viventi sono notevolmente migliorati, e non solo inseguono efficacemente Leon o Claire, ma sono in grado anche di sfondare porte e finestre, che possono essere barricate con assi di legno che si trovano, molto sporadicamente, esplorando le varie location. Tutte le varie tipologie di nemici, inoltre, continueranno a muoversi e spostarsi anche quando il giocatore non è presente nella zona, rendendo quindi imprevedibili e pericolose anche le aree che abbiamo già esplorato e ripulito in precedenza. Oltre ai semplici zombie, ritornano, con nuove caratterizzazioni e anche peculiarità diverse, i Lickers, i cani, il Tyrant e i gli zombie-pianta, che rappresentano le minacce maggiori per la salute di Leon e Claire e non vi descriviamo per evitare spoiler sulla trama e per lasciarvi la giusta sorpresa durante il gioco.

La miglior Raccoon City di sempre

A livello grafico e tecnico questo remake di Resident Evil 2 è davvero convincente, con un saggio utilizzo del RE Engine, usato anche per il settimo capitolo della saga. I modelli poligonali e le espressioni facciali dei protagonisti e dei comprimari sono di ottima fattura, le ambientazioni sono fedeli alle originali ma con moltissimi dettagli, non solo a mero livello di pixel, in più ed il colpo d’occhio su Raccoon City ci offre, a livello tecnico e artistico, la migliore versione della città infestata, location dei primi capitoli di Capcom. Mentre su PC è possibile personalizzare di più le impostazioni grafiche ed arrivare ad una risoluzione 4K con framerate sbloccato, su Xbox One X e PlayStation 4 Pro il titolo gira a 1620p e 60 fps abbastanza stabili, mentre sulle versioni base delle due console la risoluzione passa a 1080p con framerate attorno ai 50 fps, durante le nostre prove su Xbox One e Xbox One X non abbiamo rilevato particolari cali di frame o particolari bug o problemi.

Il comparto sonoro, come già detto in precedenza, è completamente rinnovato, con un doppiaggio in italiano più che soddisfacente ed effetti ambientali credibili con una colonna sonora coinvolgente e che presenta diversi richiami alle musiche originali, soprattutto in determinate situazioni di gioco.

In conclusione, Resident Evil 2 è un remake praticamente perfetto, che riesce a rendere omaggio tanto al titolo originale quanto ai fan della saga e che può essere tranquillamente giocato anche da chi si fosse avvicinato solo ora o dopo l’ultimo capitolo uscito in questa generazione, alla storica saga horror nipponica. La trama non sconvolge i fatti principali e la cronologia dell’universo di Resident Evil, ma riesce ad essere inedita anche per chi ha già giocato il titolo originale del 1998, con nuovi enigmi e molte sorprese. La presenza di DLC gratuiti, le quattro storie di “The Ghost Survivors”, e di quattro finali giocabili, affrontando le due versioni disponibili della campagna per ogni personaggio, la longevità è superiore alle 25-30 ore per completare al 100% tutti gli obiettivi/trofei, mentre saranno necessarie circa 6-8 ore per completare una singola volta la campagna principale. Acquisto assolutamente consigliato per tutti gli amanti del genere e per i fan vecchi e nuovi dello storico brand horror di Capcom.

*Versione testata: Xbox One grazie al codice digitale fornito dal publisher

Resident Evil 2

0.00
8.6

Trama / Ambientazione

9.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

8.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

7.5/10

Pro

  • Trama inedita
  • Graficamente e tecnicamente di ottimo livello
  • Comparto sonoro eccellente
  • Crea il giusto clima di tensione/ansia nel giocatore per tutta la durata della campagna

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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