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Telltale Games è morta, lunga vita a Telltale Games

È l’argomento del giorno, inutile girarci intorno. Telltale Games non esiste più. La software house, nata nel 2004 e responsabile delle nuove avventure grafiche (definite avventure interattive) chiuderà i battenti presumibilmente entro l’anno.

L’addio di Telltale Games, almeno all’apparenza, è decisamente un fulmine a ciel sereno. Eppure era assolutamente prevedibile, in realtà. Analizzando i numeri, i fatti e soprattutto i giochi pubblicati appare chiaro fin da subito che il modello di business non era assolutamente sostenibile per qualsiasi compagnia, a partire dalle licenze.

Telltale era partita con piccoli, ma interessanti giochi, da Telltale Texas Hold’em fino ai titoli di CSI, passando per i nuovi Sam & Max, il tutto, ovviamente, con la classica formula di episodi pubblicati a cadenza regolare.

Nel corso degli anni, il team di San Rafael è ovviamente cresciuto ed ha cominciato ad attirare a sé sempre più licenze interessanti, tanto che nel 2009 viene pubblicato Tales of Monkey Island e dopo circa due anni si arriva a Jurassic Park: The Game. È però nel 2012 che Telltale Games si conquista un pubblico decisamente più vasto con la pubblicazione di The Walking Dead, questo, basato sul fumetto omonimo, è l’unico videogioco del team che riesce a genere un profitto, con oltre 8 milioni di copie vendute.

Da qui in avanti iniziano i primi problemi. L’idea di base è intelligente: acquisire licenze di prodotti più o meno famosi per produrre delle avventure narrative utilizzando sempre lo stesso, identico modus operandi. Un workflow considerato sulla carta, che porta il board dirigenziale ad acquistare, nell’ordine, le licenze di Fables, Game of Thrones, Minecraft e addirittura Batman.
Tra il 2013 e il 2015, il team di sviluppo prende delle decisioni che sembrano funzionare, ma in realtà saranno (probabilmente) l’inizio della fine. A partire dalla continua acquisizione di licenze, un esborso monetario importante quando si acquistano i diritti per produrre avventure basate su franchise come Batman, Guardians of the Galaxy e Minecraft. Il tutto puntando su più progetti in sviluppo parallelo, con turni di crunch importanti e condizioni di lavoro che rischiano anche di destabilizzare l’ambiente.

Le licenze, lo ripetiamo, hanno un costo, così come ha un costo progettare e sviluppare più giochi in contemporanea. Costi che non sono mai rientrati dalle vendite, come testimoniato quanto accaduto ieri sera.
Ricordate quando abbiamo citato le 8 milioni di copie vendute per The Walking Dead? Sono un caso. Una mosca bianca in un mare di produzioni fatte e invendute, con Batman: The Telltale Series che è stato acquistato da qualche centinaia di migliaia di persone. Numeri impietosi, per un team votato all’eccellenza, ma che dimostrano come il modello di business oramai non sia più sostenibile.

Telltale Games ha sicuramente grandi meriti nell’industria videoludica, i suoi giochi hanno contribuito alla rinascita di un genere, quello delle avventure grafiche, che sembrava oramai spacciato. Le loro opere hanno ispirato tantissimi studi di sviluppo più o meno grandi e hanno praticamente rivoluzionato il concetto di narrativa, ma questo, purtroppo, non è bastato. Telltale Games è fallita per sciocche scelte manageriali più che per la qualità produttiva dei giochi.

Farewell Telltale. And thanks for all the fish.

 

Alessandro Adinolfi

Alessandro scrive di videogiochi da 10 anni. Tra una partita e un articolo, si rilassa con l'indie rock e le serie TV.

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