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#FeministFriday Ep.3 – Oltre la Tsundere: Claire “Lightning” Farron

Eccoci al terzo appuntamento con #FeministFriday, la rubrica che, alla faccia di tutti quelli che mi vogliono male, aspira a diventare la più longeva di Serial Gamer Italia!

Per l’appuntamento di oggi ho deciso quella che sarà la nostra protagonista solo dopo una lunga riflessione, che verrà ovviamente sviscerata di seguito: diamo dunque il benvenuto a Claire Farron!

Conosciuta da tutti come Lightning, ho deciso di presentare la protagonista del tredicesimo capitolo di Final Fantasy con il suo vero nome, perché mi sembra anche giusto che impariamo a conoscerla un po’ meglio. Introdotta per la prima volta appunto in FF XIII (dove peraltro la vediamo col suo outfit più brutto), l’eroina dai capelli rosa per nulla inflazionati tra i personaggi nipponici viene analizzata in maniera più approfondita in Final Fantasy XIII-2 e soprattutto, guarda un po’, in Final Fantasy XIII: Lightning Returns.

Attraverso i tre videogiochi della serie principale nei quali è presente infatti, Lightning cambia totalmente la sua caratterizzazione.

Quando in prima battuta ho mentalmente passato in rassegna i miei personaggi femminili preferiti per trovare quelli adatti a questa rubrica, ho scartato l’ottima Claire, perché ho superficialmente pensato solo alla sua faccia più evidente, quella della fredda e distaccata tsundere, troppo impegnata ad essere disillusa dalle difficoltà del mondo per poter esprimere dei concetti più profondi del gelido pragmatismo con cui tratta ogni situazione.

Pero si sa, noi fangirl ci prendiamo ben più di un momento ogni giorno per ripensare alle nostre beniamine, specie nel mio caso per quelle che possono contare sul fascino algido di Lightning, ed ecco dunque rivalutato questo caso specifico.

Si, Claire Farron può ad un primo sguardo sembrare solo la classica rigida guerriera che nulla ha da dire, soprattutto per come viene approfondita (lei come tutti gli altri personaggi) in FF XIII, ma già dall’inizio del secondo episodio del tredicesimo capitolo ecco che la nostra eroina inizia un percorso di maturazione che ha del miracoloso: tutta la trama di Final Fantasy XIII infatti ha visto Lightning e i suoi compagni combattere contro la maledizione impostagli da delle creature superiori che lambiscono la semidivinità chiamate Fal’cie, e dall’impero che ne sfrutta il potere per accrescere il suo dominio; in pratica contro ogni cosa accomunabile ad un ordine costituito. Col secondo episodio però, Lighting viene richiamata dal piano fisico della realtà su quello spirituale da Etro, la Dea che regola il corso della vita e della morte per contrapporsi all’avanzata del Caos e del suo araldo Caius Ballad, che anela la caduta della divinità e l’avvento della fine del mondo; a questo punto la guerriera riesce a capire che il contrapporsi all’ordine per principio non sempre è la cosa giusta da fare, e a comprendere che un mondo benevolo può effettivamente esistere, e che è giusto combattere per esso, anche se questo significa sottomettere il proprio ego ad un ideale più grande.

Con la fine di FF XIII-2 si passa poi a Final Fantasy: Lightning Returns, il cui titolo richiama al ritorno di Lightning (incredibile eh?) dal trono di Etro nel mondo reale per salvare quest’ultimo  dall’apocalisse. E poi magari bere pure mezza tazza di tè.

Qui avviene il passo finale della meravigliosa maturazione della protagonista del FeministFriday di oggi. Nonché il principale motivo per cui di fatto è la protagonista del FeministFriday di oggi.

È in questo ultimo episodio infatti che con la scomparsa di Etro il mondo finisce effettivamente in un caos eterno dove la gente non invecchia, non muore e non da più alla luce un singolo figlio, e dove Lightning si ritrova ad essere messaggera della neonata divinità Bhunivelze che assegna alla ragazza dai capelli rosa il compito di salvare quante più anime possibili prima della fine del pianeta per traghettarle nel nuovo mondo che sarà creato dal Dio. Lightning ancora una volta piega la testa con responsabilità, conscia che il sacrificio derivante dalla sua sottomissione sarà, ancora una volta un balsamo per il bene superiore. Questo almeno fino a che non si scopre che Bhunivelze è tutt’altro che un dio benevolo, e il suo voler traghettare le anime da un mondo all’altro è frutto solo della sua brama di essere signore di un cosmo, dopo averne distrutto un altro.

A questo punto Lightning ha la forza di ridisegnare ancora una volta l’ordine dei suoi valori: abbandona il servizio di Bhunivelze, e sfidando addirittura una divinità, combatte la sua ultima battaglia per ciò che davvero più conta nella sua vita: se stessa e la sua felicità.

Nel momento in cui per la prima volta in tre videogiochi Lightning si presenta come Claire Farron, il suo vero nome, arriva davvero a conoscere se stessa, ad accettare i suoi lati più umani e a capire che tutto ciò che ha fatto per difendere il mondo, i suoi amici e sua sorella Serah non è stato solo per un senso del dovere derivato dalla coscienza che la sua grande forza portasse intrinsecamente con se anche il compito di proteggere gli altri (o come diceva qualcuno “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”), ma perché fattivamente prova un grande amore per le persone con cui condivide la sua vita e i suoi sforzi, e per loro farebbe di tutto, anche sfidare un Dio, due, tre.

Come ho già detto, inizialmente ero in dubbio sull’inserire Claire tra le protagoniste del FeministFriday, perché ad un primo sguardo il suo atteggiamento freddo e forzatamente disinteressato può farla sembrare appunto la classica scontrosa tsundere con nulla da offrire oltre a una ingiustificata e perenne tensione. Forse però, se mi trovo ancora a blaterare cose su Lightning dopo circa 4800 battute, significa che qualcosa da dire su questo personaggio c’è.

Lo sguardo che la guerriera di Etro lancia al mondo una volta scesa dal treno che la porta a casa, nel finale di Final Fantasy XIII: Lightning Returns è quello che mi ha convinto a renderla una delle eroine di questa rubrica.

Che valore hanno 1000 vittorie contro despoti, semidivinità, araldi del caos e Dei, davanti ad una ragazza che ritrova la forza di sorridere ad un mondo che, dopo perdite, tragedie personali e traversie, sembra non essere in grado di offrire alcuna valida motivazione per essere scoperto?

Lightning ha vissuto una guerra dentro di se per anni, una guerra che prima l’ha resa dura come una roccia, ma che alla fine l’ha portata a sentire di nuovo sue le gioie dei momenti passati con Serah e i suoi amici. Alla fine del suo viaggio Claire riscopre le sensazioni che portano lo scendere da un treno e capire che quel mondo assolato che ci troviamo davanti, appena dopo la stazione, è li per noi.

Benvenuta a Claire Lightning Farron tra le protagoniste del #FeministFriday, e appuntamento a tutti quanti venerdì prossimo!

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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