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Sword Art Online: Fatal Bullet: Avete il coraggio di correre incontro ad un proiettile e morire? – Recensione

Sviluppato da Dimps e Bandai Namco che è anche publisher del titolo, Sword Art Online: Fatal Bullet è il quinto capitolo del brand a sbarcare su console e PC. Disponibile da oggi 23 febbraio su PC (via Steam), PlayStation 4 e per la prima volta anche su Xbox One, Fatal Bullet è ambientato nell’universo di Sword Art Online e più precisamente all’interno del VRMMO Gun Gale Online, uno dei tanti server di giochi di ruolo virtuali comparsi dopo che alla fine della prima saga della light novel e della serie animata venne rilasciato “The Seed” creando così molteplici mondi virtuali. Si lasciano quindi le scanzonate atmosfere fantasy che accompagnavano le precedenti ambientazioni per ritrovarsi in un mondo post apocalittico in cui le armi bianche sono sostituite da ogni tipologia di arma da fuoco, dalle pistole ai fucili da cecchino.

Doppiamente protagonisti

È importante specificare subito che per la prima volta in una trasposizione videoludica della saga sarà possibile personalizzare ampiamente il proprio personaggio, scegliendone genere, corporatura, altezza e forma fisica, tra una serie di parametri prestabiliti. Una buona implementazione che consente di avere molta più libertà rispetto ai quattro capitoli precedenti e di creare un personaggio unico all’interno del “finto” MMO virtuale. L’ espediente narrativo che fa partire i primi tutorial di gioco dopo aver creato il nostro avatar è semplice ma funzionale: saremo invitati a giocare a Gun Gale Online da una nostra amica d’infanzia, Kureha, che ci insegnerà i rudimenti del gameplay cooperando con noi in un nuovo dungeon inserito nel gioco virtuale con l’ultimo aggiornamento, in cui è ottenibile un oggetto rarissimo.

Tra tutorial e cutscene verremo pilotati ad ottenere questo ambitissimo premio e a conoscere alcuni dei personaggi che ci accompagneranno in questa avventura e con cui condivideremo gran parte delle battaglie in questo atipico JRPG che mescola elementi shooter a quelli tipici del genere già visti nei precedenti quattro capitoli della saga videoludica.
Senza spoilerarvi troppo, la campagna ci farà fare subito amicizia con Kirito, Asuna, Leefa, Sinon e gli altri personaggi presenti nella light novel, nei manga e nelle serie animate dedicate a Sword Art Online, facendoci costantemente interagire con loro grazie all’ArFA-sys type-X (personalizzabile come il personaggio principale), che altri non è che la rarissima intelligenza artificiale che abbiamo ottenuto come primo fortunato bottino, e attorno alla quale si dipanano tutte le vicende che compongono la campagna principale del gioco. Dovremmo infatti cercare i pezzi mancanti dell’ArFA-sys nelle varie macroaree che compongono l’ambientazione di gioco, che si aggiungeranno man mano progredendo di livello e liberando le zone già disponibili durante le oltre 30 ore di gioco necessarie a terminare soltanto la storia principale in una vasta e variegata mappa di gioco.

Le vicende sono incentrate sul nostro rapporto con l’ArFA-sys e la sua utilità al gruppo di Kirito e amici per poter terminare quest più avanzate e anche sul rapporto con gli altri giocatori del VRMMO, in realtà per la maggior parte interpretati da NPC, visto che si tratta sempre di un “finto” MMO in cui la componente PvE in coop online e quelle PvP sono un piacevole extra ad una campagna spiccatamente single-player. La narrazione tocca inoltre eventi visti nella seconda stagione della serie animata e ci permette di incontrare moltissimi personaggi secondari conosciuti con altrettanti riferimenti ed easter egg, che però non vietano ai novizi della saga di poterlo approcciare come titolo a sé.

Armi da fuoco, sci-fi e tanti amici gestiti dall’IA

L’hub principale è la SBC Glocken, un’immensa città, zona franca del gioco in cui non è possibile utilizzare armi ed essere feriti, dove si trovano i venditori, gli amici gestiti dall’intelligenza artificiale, l’ufficio del governatore e gli altri npc che offrono le missioni secondarie in pve e in pvp. Nella propria stanza è possibile interagire con l’ArFa, che procedendo mano a mano con la storia principale avrà più scelte nel proprio menù. Dalla gestione delle risorse finanziarie alla gestione dei vestiti, del look dei due personaggi per arrivare alle scelte caratteriali ed agli stili di combattimento. All’ArFA potrà essere assegnata una “paghetta”, e anche decidere come fargliela spendere; per il resto anche la nostra compagna artificiale sarà personalizzabile come il nostro personaggio, con punti (ottenibili al passaggio di livello) distribuibili in 6 caratteristiche: forza, vitalità, intelligenza, agilità, destrezza e fortuna. La scelta dello stile di combattimento porterà inevitabilmente a utilizzare in maniera oculata tutti i punti ricevuti, ed indirizzarli dove più sarà necessario.

I nostri due eroi avranno anche delle abilità, legate alle tipologie di armi utilizzate e selezionabili 4 alla volta: in battaglia queste saranno legate al tasto R1 e alla pressione contemporanea di uno dei quattro tasti del pad. Premendo giù nelle frecce direzionali si attiverà a schermo invece l’analogo menu riservato ai gadget, sempre legato alla pressione di R1 più un tasto, che permette di avere granate, trappole, cure e pozioni (o strumenti analoghi) a portata di mano durante la battaglia. Potremo equipaggiare due armi per protagonista che svariano dalle pistole alle mitragliette, dai fucili d’assalto ai lanciagranate ed i lanciamissili, passando per la spada laser utilizzata dal protagonista dell’anime, Kirito. Sono utilizzabili diversi stili di combattimento, da quello di Kirito appunto, con spada e pistola, alle pistole akimbo, passando per il classico fucile da cecchino o un assetto con fucile d’assalto e lanciarazzi, ognuno con le correlate abilità utili per sconfiggere le più disparate tipologie di nemici.  Infine possono essere equipaggiati un costume e due accessori che vanno dagli elmi, agli auricolari, agli occhiali da sole ed altri oggetti indossabili che conferiscono bonus ai nostri avatar.

Durante la nostra avventura in Gun Gale Online potremo sbloccare 19 personaggi in totale che entreranno nella nostra lista amici e che potremo mano a mano schierare al nostro fianco in battaglia, e la nostra affinità con gli stessi sarà molto importante, visto che sarà necessario avere con tutti una “relazione” positiva almeno al 75% per poter sbloccare il cosidetto “true ending”, mentre basterà avere un’affinità o più ad alti livelli per sbloccare il finale normale. Il gioco però è risaputo avere più finali, che si spezzano da quello normale, poiché influenzati da scelte fatte nel corso della trama. Non mancherà inoltre il “bad ending” per completare il quadro.

Dal punto di vista del combattimento il tutto si svolge in tempo reale ed è possibile richiamare l’attenzione degli alleati utilizzando il touchpad (o il tasto “select” su Xbox One) per avere la shortlist dei comandi disponibili; il gioco prevede una mira assistita che si disattiva con la pressione del mirino con il grilletto sinistro ed è disattivabile dalle opzioni. Inoltre il rampino disponibile con il tasto L1 permette di combattere e raggiungere posizioni sopraelevate e di derubare i nemici meno potenti, offrendo ancora maggiori variabili alle nostre tattiche belliche. La varietà dei biomi delle cinque aree disponibili è accompagnata da un buon numero di nemici che risponderanno ciclicamente nelle zone. Ogni area del mondo di Gun Gale Online offre numerosi boss, nella mappa e all’interno dei Dungeon esplorabili disseminati nella stessa, tutti molto diversi e con abilità ed attacchi particolari. Alla lunga ovviamente ci si ritroverà a combattere sempre contro gli stessi nemici, e l’intelligenza artificiale non è certo tra le più brillanti di questa generazione. Spesso i nemici rimangono incastrati negli scenari e almeno nella prima run basterà arrivare al giusto livello e con un buon equipaggiamento per avere la meglio sia sui villain comuni che sui boss. La produzione offre anche diverse e numerose tipologie di missioni secondarie che vanno dalla semplice uccisione di determinati tipi di nemici, alla caccia in finto pvp di altri “giocatori”, all’uccisione di boss unici, ma non offre un vero contenuto post ending. Una volta terminata la prima run infatti sarà possibile avviare una nuova partita in difficoltà estrema, oppure riavvolgere per completare le missioni secondarie e di affinità lasciate indietro. Mentre con 30-40 ore di gioco sarà possibile raggiungere livello 50-55 e terminare la storia principale senza avere tutte le affinità, per ottenere il True ending occorreranno necessariamente dalle sessanta alle cento ore;  segnaliamo che la difficoltà estrema non ha ricompense esclusive ma offre solamente Bottini rari con maggiore frequenza.

Un JRPG al passo coi tempi

A livello grafico si nota un miglioramento rispetto ai capitoli precedenti sia dal punto di vista delle texture che dei modelli poligonali, anche se ovviamente i livelli risultano spogli e non reggono il confronto con le produzioni tripla A occidentali. I miglioramenti grafici, dovuti finalmente ad uno sviluppo non più cross-gen, sono accompagnati da buone prestazioni su PS4 Pro con un framerate quasi sempre stabile sui 60 fps. Come già detto in precedenza l’IA sia nemica che alleata non è molto reattiva e precisa, e capiterà più volte che il nostro ArFA o un alleato rotoli per schivare prima di rianimare e muoia, facendo finire la missione e costringendoci a ripeterla; per fortuna i salvataggi sono precisi e nei dungeon più grandi ci sono postazioni di teletrasporto a ridosso dei boss finali, funzionalità che evita, ve lo possiamo assicurare, un bel numero di imprecazioni. Da segnalare infine che la telecamera si porta dietro il fastidioso problema dei capitoli precedenti e in alcune occasioni si rivelerà scomoda e mal gestita/gestibile, soprattutto nei combattimenti con nemici alati o in grado di volare e infine una scelta artistica, voluta evidentemente per abbreviare le parti non giocate ed attive, di avere molti eventi ed episodi che vengono solo narrati dagli NPC nella nostra lista amici con brevi cutscene, attivabili con i dialoghi extra disponibili dopo ogni missione. Avremmo sicuramente preferito poter giocare quegli eventi, tra cui il Bullet of Bullets che viene mostrato nell’anime, mentre è da lodare il voler proporre una storia nuova ed inedita invece di “riciclare” quella della light novel anche se vissuta da un altro punto di vista. Ottimo il comparto sonoro con temi azzeccati ed incalzanti, così come i sottotitoli ed il doppiaggio in giapponese con gli stessi doppiatori della serie animata.

In conclusione Sword Art Online: Fatal Bullet è un netto miglioramento, sia a livello grafico che a livello narrativo, rispetto ai precedenti capitoli videoludici del brand, con una mole contenutistica notevole ed una buona rigiocabilità, con la possibilità di divertirsi sia in single-player che in coop con amici reali. L’ambientazione più matura e sci-fi e meno fantasy smielata rende più coinvolgente un’avventura che i fan del brand e degli RPG nipponici non dovrebbero perdersi. Uniche pecche, oltre a quelle elencate precedentemente, una modalità PvP reale poco varia e la mancanza di contenuti aggiuntivi di fine gioco che aiutino a voler raggiungere livello 100 senza dover ripetere mille volte le stesse missioni secondarie.

*Versione testata: PS4 Pro grazie ad un codice digitale fornito da Bandai Namco

Sword Art Online: Fatal Bullet

Sword Art Online: Fatal Bullet
8

Trama/Ambientazione

8.5 /10

Gameplay

8.0 /10

Grafica

7.5 /10

Sonoro

7.5 /10

Longevità

8.5 /10

Pro

  • Bella ambientazione più matura
  • Tante possibili scelte tattiche nei combattimenti
  • Oltre 60 ore di gioco per completare al meglio la prima run

Contro

  • IA poco reattiva e varia
  • Mancanza di contenuti dopo l'end-game
  • Telecamera a volte fastidiosa, specie nei combattimenti contro nemici volanti

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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