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The Station: Indagine nello spazio – Recensione

Sviluppato da veterani dell’industria, The Station è un mystery game a tinte sci-fi in arrivo domani, 20 febbraio, su PC, PlayStation 4 e Xbox One al prezzo di €14,99. David Fracchia (ex Irrational Games), Les Nalkin (designer di Kingdoms of Amalur: Reckoning), il compositore Duncan Watt (BioShock Infinite e League of Legends) ed i loro collaboratori, con il nome di The Station Game, hanno deciso di puntare su un’ambientazione molto usata sia nel passato recente (Prey, Tacoma) che in quello più remoto della storia videoludica, ovvero una stazione spaziale, per la loro nuova produzione in soggettiva. Il team canadese è riuscito a finanziare il progetto grazie ad una fruttuosa campagna Kickstarter che ha superato gli obiettivi iniziali, scoprite tutti i dettagli su The Station nella nostra recensione.

Civiltà aliene e misteri tra le stelle

The Station è ambientato in un’immaginario futuro in cui l’umanità avrà scoperto un pianeta alieno abitato da una razza molto evoluta, su cui gli umani hanno lanciato in orbita una stazione spaziale (assolutamente occultata agli extraterrestri) con il compito di studiarne la civiltà, profondamente bellicosa e divisa da una guerra civile. I ricercatori a bordo del complesso spaziale da diversi giorni non comunicano più con il centro operativo sulla Terra, e per questo saremo inviati, nei panni di uno specialista in ricognizioni, a bordo della stazione orbitante che da il nome al gioco.

La trama, della durata di circa 3-4 ore totali (che possono raddoppiare cercando di risolvere tutti i misteri presenti nell’ambientazione e di ottenere tutti i trofei) si dipana sull’esplorazione della Stazione spaziale e sulla ricerca dei membri dell’equipaggio scomparsi, attraverso puzzle ambientali, enigmi e la necessità di controllare ogni remoto angolo della mappa di gioco alla ricerca di indizi ed oggetti che permettano di proseguire e di sbloccare le parti della struttura non accessibili all’inizio. Ognuno dei tre componenti dell’equipaggio dispersi (Aiden Vyse, Silas Haze e Mila Lexa) aveva accesso, grazie ad un braccialetto alle aree della stazione a cui erano assegnati, e il nostro compito principale sarà scoprire cosa è loro successo ricostruendo le loro azioni grazie alla realtà Aumentata che ci permetterà di vedere alcune conversazioni dei personaggi e interagire con i comandi della struttura spaziale e di interagire con molti oggetti.

Gli enigmi non rappresentano una sfida impervia ed i giocatori più abituati a questo genere riusciranno tranquillamente a venirne a capo in una manciata di minuti, ed in generale l’esperienza di gioco è caratterizzata da una tensione costante ma pochi jump scare e veri momenti di paura; la componente narrativa resta comunque coinvolgente e mantiene l’attenzione del giocatore fino alle battute finali.

The Station

Realtà Aumentata sopra ad un mondo alieno

A livello di gameplay i controlli sono ottimizzati abbastanza bene sul controller nella versione console del titolo, anche se nei menu della Realtà Aumentata i comandi non sono molto precisi ed inizialmente occorrerà prenderci la mano.
Il comparto grafico offrono una buona qualità delle texture e dei modelli poligonali con panorami mozzafiato che offrono scorci sulle stelle e sul mondo alieno sopra il quale siamo in orbita, con un buon level design ed interni della Stazione spaziale credibili e futuristici quanto basta, né troppo spogli e né troppo pieni, con la giusta quantità e rapporto di oggetti utili/inutili all’interno dell’ambientazione. Anche il comparto audio offre un ottimo doppiaggio coadiuvato da una colonna sonora ed effetti molto immersivi e molto azzeccati.

Le note negative sono la durata (il gioco può essere completato in poco più di due ore, se si tralasciano alcuni aspetti secondari dell’indagine) e l’unico slot di salvataggio che obbliga a rigiocare da capo l’avventura per ottenere i collezionabili mancati nella prima run o completare tutte le parti della misteriosa vicenda a tinte sci-fi. Alcuni bug (soprattutto sonori) e alcuni rallentamenti sulla versione da noi testata non hanno però influito significativamente sulla prova. Il finale invece, senza farvi spoiler, riesce a catturare sicuramente l’attenzione del giocatore, spiazzandolo e costringendolo a riflettere e a rivedere il proprio punto di vista sull’intera vicenda. Da segnalare infine che i sottotitoli ed il doppiaggio sono disponibili solamente in lingua inglese.

The Station

In conclusione, The Station è un buon titolo indie che fa della componente narrativa e dell’ottimo level design il proprio punto forte, ma è in generale un’esperienza breve e non particolarmente difficile o originale, che potrebbe quindi non soddisfare i palati più esigenti del genere investigativo o puzzle games, mentre potrebbe appassionare i giocatori che solitamente apprezzano i walking simulator, a cui questa produzione sci-fi si avvicina.

*Versione testata PlayStation 4, grazie al codice fornito dagli sviluppatori

The Station

6.9

Trama/Ambientazione

7.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

6.0/10

Pro

  • Ottima trama ed ambientazione
  • Realtà Aumentata utile e convincente
  • Finale che fa riflettere

Contro

  • Enigmi facili
  • Comandi un po' legnosi all'inizio

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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