Linux Mac Multipiattaforma PC PlayStation 4 PlayStation 4 Pro PlayStation Vita Recensioni Recensioni Giochi

Iconoclasts: Una ragazza armata di chiave inglese – Recensione

Presentato nel 2011, finalmente esce su PC (Steam, Gog, MacOS e Linux) e su console Sony (Playstation 4 e Vita) Iconoclasts, una action platform sviluppato da Joakim “Konjak” Sandberg e pubblicato da Bifrost Intercative. Impersonerete Robin una meccanica senza licenza, che vive in un mondo governato dagli One Concern, autorità religiosa sotto il comando della “Madre”. Solo i meccanici autorizzati possono amministrare la loro fonte di energia e Robin, aiutando persone bisognose, attirerà l’ira di tale organizzazione che tenterà di ucciderla. Così incominceranno le sue peripezie un po’ tra la fuga e un po’ tra la lotta contro gli One Concern.

Gameplay a ingranaggi

Iconoclasts è un platform 2D con un enorme focus sulla risoluzione degli enigmi, ma non sarà fondato solo sull’esplorazione, scontri con nemici e narrazione della storia accompagneranno il giocatore per tutta la percorrenza del gioco, infatti non sarete mai soli e abbandonati a voi stessi. È strano da esporre ma in giochi di questa classificazione si è abituati ad avere un macro-obiettivo e raramente si è “interrotti” dalla storia trovandoci a viaggiare per aree gigantesche ma non conoscendo se la direzione è quella giusta, all’opposto di Iconoclasts, dove la storia e l’esplorazione avanzeranno congiuntamente a piccoli passi riuscendo a tenere il giocatore sempre incollato allo schermo e senza annoiarlo con una dose eccessiva dell’una o dell’altra.

A portata di chiave inglese

Il fulcro del gioco è l’esplorazione e la più importante alleata per questo compito è la chiave inglese, essa interagirà con tutte le meccaniche previste e procedendo nel viaggio si potenzierà riuscendo a divenire ancor più indispensabile a quello che è già nelle prime ore di gioco. Saranno utilizzabili delle armi, che oltre ad avere l’ingrato compito di fare fuori chi si parerà dinnanzi al giocatore, lo assisteranno a risolvere molti puzzle, infatti per avanzare nel gioco non servirà sempre e soltanto la forza bruta ma l’adopero di tutto ciò che si avrà a disposizione in quell’area. Iconoclast aiuterà il player con la mira automatica, basta essere a portata con l’arma e puntarla verso il nemico e il colpo devierà direttamente verso il malcapitato. Questa meccanica semplifica il tutto ma riporta verso il vero punto di forza del gioco, ovvero la risoluzione degli enigmi.

Pixel perfetti

Iconoclasts fa impiego di una grafica stile 16-bit, pulita e rifinita nei minimi dettagli, è una gioia per gli occhi. Tutto è stato creato da una sola persona: fondali, personaggi, animazioni e anche le musiche. Ogni pixel e nota trasuda l’impegno e l’aspirazione di Joakim Sandberg di realizzare qualcosa che potesse diventare un punto di rifermento negli sviluppatori indie ed anche tra gli appassionati. Ovviamente non ha ridefinito un genere ma ha sollevato l’asticella della qualità dando una propria interpretazione delle basi poste dei grandi classici del passato. Anche la musica che ci seguirà durante l’avventura è magnifica e svolge alla perfezione il suo compito, stesso discorso per le animazioni sempre coerenti sia con il personaggio che con il mondo di gioco.

Mondo ingranato

A tutti questi ottimi ingranaggi va ad aggiungersi il level design. In iconoclasts ogni area di gioco ha un perché, ogni zona ha una quantità e qualità del dettaglio elevatissima, si vede che niente è lasciato al caso. È quasi impossibile scoprire una senza uno scopo ben pertinente o sottotono, sono tutte precise e ben distinguibili. Difficilmente bisogna usufruire della mappa per orientarsi ed ancora più improbabile perdersi nei livelli di gioco, inoltre gli enigmi sono sempre interessanti e poco ripetitivi nonostante i non troppi “attrezzi” a disposizione per oltrepassarli. Ad impreziosire le aree di gioco saranno presenti molti personaggi non giocanti ed alcuni di essi amplieranno, grazie ai loro dialoghi, la storia del gioco.

Sistema completo

Non pensate che il gioco di Konjak sia finito qua. Durante l’esplorazione della mappa scoprirete dei forzieri, essi conterranno risorse in base alla difficoltà con cui sarà possibile raggiungerli, sono presenti 4 elementi, di cui uno raro. Serviranno per “craftare” potenziamenti da “aggiungere” a Robin che le doneranno un piccolo bonus. Durante l’avventura incroceremo anche dei compagni di viaggio, che aiuteranno la protagonista di tanto in tanto con le loro abilità, avendo anche delle piccole sezioni a loro dedicate. A concludere restano le Boss Fight, molteplici e variegate, anche per loro segue lo stesso discorso fatto per grafica e level design, stupendi e soprattutto ben integrati nell’ambiente in cui le affronteremo.

Tutti gli ingranaggi al loro posto

Per farla breve vi direi di mettere mano al portafogli per acquistare Iconoclasts subito, considerando il prezzo basso (19.99€ al lancio) e l’alta longevità, superiore alle 10 ore. Sicuramente non ve ne pentirete anche se non siete amanti di questo genere videoludico. La creazione di Joakim Sandberg ha tanto da dare e lo mostra senza troppi problemi riuscendo a creare un grande sistema che gira in maniera ottima sotto qualsiasi punto di vista. Non è perfetto ma ci si avvicina, eccome se si avvicina.

Versione testata: PC grazie al codice digitale fornito da GOG.com

9

Gameplay

9.2 /10

Grafica

8.7 /10

Sonoro

9.0 /10

Trama

8.9 /10

Longevità

9.2 /10

Pro

  • Ottimi enigmi
  • Molti boss
  • Personaggi ben caratterizzati

Potrebbero anche interessarti