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The Mind’s Eclipse: La bellezza di ciò che è caduto – Recensione

The Mind's Eclipse

Le utopie sono sempre cadute, e sempre cadranno.

Fin da quando la produzione letteraria e artistica umana ha prodotto le opere prese a modello di sistema ideale (Platone, Sir Thomas Moore, Tommaso Campanella) già si annidava dietro la nuca di ogni uomo la conoscenza che nulla di perfetto può durare, e che tutto ciò che tende ad ergersi come luce imperitura sarà comunque destinato ad implodere in un baratro oscuro.

Così è stato ai tempi degli antichi greci, così è stato nella seconda metà del 1500, e così sarà nel 2352 disegnato in The Mind’s Eclipse, semplicemente perchè coloro che tentano così aspramente di creare qualcosa di infinito e perfetto, sono esseri umani, per definizione finiti e fallaci.

Sviluppato dall’omonimo studio di sviluppo The Mind’s Eclipse Interactive, The Mind’s Eclipse parte da questo disilluso e tetro presupposto per raccontare una storia di disperazione, coraggio, amore e morte. In tre parole, una storia umana. Prendendo come location una delle lune di Giove, la narrazione ci metterà nei panni di un uomo il cui nome è all’inizio sconosciuto, svegliatosi senza memoria in quella che doveva essere un’idilliaca colonia umana nello spazio, nonchè una stazione di ricerca scientifica privata sulla tecnologia dei Naniti. Qui saremo guidati da una misteriosa IA che alberga nel supporto cibernetico impiantato nel nostro cranio, per spostarci attraverso la stazione, e scoprendo così in questo modo che quello che doveva essere un’utopia paradisiaca lontana dai drammi del pianeta terra è ora solamente una città abbandonata ai resti di quella che sembra una battaglia e a inquietanti rampicanti e formazioni di naniti impazziti. Ma cos’è avvenuto qui? Chi siamo noi? Che cos’è la misteriosa organizzazione chiamata Eclissi che gestiva questo posto, e come ha potuto permettere che questi cadesse in una così rovinosa disperazione? Man mano che ci facciamo strada attraverso i vicoli insanguinati e le piazze abbandonate, dovremo combattere per salvare, in un luogo ormai morto, almeno quelli che sono i nostri ricordi, per cominciare da li a ricostruire il nostro mondo.

Il gameplay proposto da The Mind’s Eclipse è quello di una visual novel story driven, con fortissimi elementi di punta e clicca, che ci permetteranno, spostandoci attraverso i vari scenari presentati dalla storia, di esplorare ogni anfratto alla ricerca degli oggetti chiave necessari per progredire nella nostra incessante avanzata verso la verità, o anche solo dei molti dettagli che contribuiscono a creare un universo narrativo, per quanto non vastissimo, coerente e di sicuro interesse.

Le ambientazioni che ci troveremo ad esplorare lungo al nostra strada si concretizzano in quelli che sono di fatto degli sfondi bidimensionali che vanno a comunicare tra di loro attraverso uno schema in grado di disegnare una chiara mappa perfetta per orientarci e stabilire quello che sarà il nostro percorso obbligato e quali le zone opzionali che potremo scegliere di setacciare per fare luce su ciò che è accaduto nella stazione. La scelta artistica operata dal piccolo team di sviluppo peraltro è uno dei maggiori punti di forza del progetto: ogni scenario è infatti frutto del disegno a mano dei produttori, che si mostrano in questa sede dei veri e propri maestri in grado di canalizzare tinte creepy e di grande impatto emotivo nell’arte più canonicamente sci-fi su ogni tavola, colorata rigorosamente in bianco e nero (Da notare anche come invece siano presenti pochissimi scenari a colori, e legati solamente a situazioni della trama in cui il protagonista si trova ad avere a che fare con  illusioni e realtà fittizie). I dettagli in ogni scenario non mancano, e la ricerca degli indizi e degli oggetti di gioco avrà il pregio da una parte di apparire del tutto stimolante, e dall’altra di permetterci di godere in maniera ancora maggiore della cura dei disegni.

Essendo essenzialmente una visual novel, il titolo si dimostra essere fluido e stabile, proponendo un’esperienza di gioco da gustarsi senza troppi pensieri legati a requisiti di sistema, schede grafiche e sacrifici umani al dio dei graficoni, ciononostante anche dal punto di vista tecnico The Mind’s Eclipse è un progetto valido, grazie appunto ai rallentamenti inesistenti, la possibilità di salvare e caricare in ogni momento la nostra partita in numerosi slot di salvataggio, la durata dei caricamenti effimera e, dove appena maggiore, allietata comunque da elementi che non ci lasceranno mai soli davanti ad uno schermo che ci mette in attesa.

Anche la colonna sonora si impone come una componente di ottimo livello, senza sfigurare davanti a ciò che altro c’è di buono all’interno del prodotto: ogni aria della OST è in grado di fondersi perfettamente con l’ambientazione e nel momento della narrazione in cui è impiegata, creando una chimica perfetta che esalta le emozioni suggerite da ogni singolo comparto e dando vita ad un’atmosfera immersiva che pochi altri titoli di questo genere possono vantare. Un altro centro pieno, insomma.

Il secondo fiore all’occhiello di the Mind’s Eclipse, che è poi forse il suo principale punto di forza, è quello delle tematiche trattate attraverso l’esperienza. Fare un gioco esteticamente gradevole è infatti un lavoro non così arduo; farne uno davvero bello da vedersi, disegnando a mano e rendendolo pregno di qualcosa che interessi non solo l’occhio vuol dire dare uno spessore del tutto diverso all’opera,e una maturità in grado di lasciare davvero stupiti.

La narrazione splendidamente Sci-fi tratta temi non solo della portata della morte, l’accettazione e la solitudine, ma immergendosi nelle atmosfere fantascientifiche tocca argomenti di Evangelioniana memoria come la coscienza del singolo nell’amalgama di quella che invece deve definirsi umana. Il concetto della transustanziazione dell’anima in puri dati è ancora oggi nel 2018 un dibattito che interessa i salotti del settore. Accettazione della veridicità di un mondo che è sintetizzato da un IA contro invece ciò che era presente prima dell’età della strapotenza dei computer: Pro o contro? Apriamo un interessato salotto del settore e discutiamo febbrilmente nelle ore notturne delle nuove idee.

In conclusione, si può dire con tutta tranquillità che The Mind’s Eclipse è un titolo di una qualità in grado di stupire. Chiunque si aspettasse infatti una produzione al risparmio che offre di conseguenza una qualità mediocre, rischia di finire con gli occhi spalancati e le braccia aperte, come il sottoscritto.

Il gameplay canonico e stabile è infatti supportato saldamente dai pilastri del comparto artistico, delle tematiche trattate e della narrazione creati con una incredibile profondità e una cura che sfiora la definizione di amorevole.

Pensandoci, è paradossale come narrare della rovina di un’Utopia, possa essere, in un altro ambito, un Utopia di pari splendore. The Mind’s Eclipse sarà disponibile a partire dal prossimo 25 gennaio su PC via Steam .

*Versione Testata: PC, grazie al codice fornito dagli sviluppatori

The Mind’s Eclipse

The Mind’s Eclipse
7.5

Trama/Ambientazione

8.0 /10

Gameplay

7.0 /10

Grafica

7.7 /10

Sonoro

7.5 /10

Longevità

7.5 /10

Pro

  • Comparto grafico
  • Tematiche Sci Fi
  • Colonna Sonora

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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