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Gamerwall – Presentazione della nuova realtà italiana dedicata all’università e ai videogiochi

Poche ore fa siamo stati ospiti di Microsoft presso la Microsoft House di Milano, in viale Pasubio 21, per la presentazione della nuova collaborazione tra la compagnia e la start up Gamerwall.

GamerWall è una nuova realtà italiana nata da tre amici laureati come sito di informazione, che ora punta in grande sotto diversi aspetti legati all’unione di due correnti apparentemente incompatibili tra loro: l’università e i videogiochi.

Questa nuova start up tutta italiana si pone proprio come legame tra questi due mondi cercando di avvicinare gli studenti universitari al mondo e alla cultura del gaming, con l’obiettivo di dare una vera e propria cultura videoludica ai ragazzi offrendo loro anche la possibilità di partecipare a tornei su diversi giochi, in particolare di prender parte al campionato a tappe organizzato nei vari atenei aderenti all’iniziativa.

Presentazione Gamerwall

Innanzitutto l’evento, che ha visto coinvolti diversi esponenti della start up, è stato introdotto da Ivan Grieco, commentatore eSport professionista, il quale ha presentato dapprima uno dei “padroni di casa”, ossia Paolo Bagnoli, che ha approfittato dell’occasione per parlare brevemente del brand Xbox e dell’aspetto educativo a cui da grande importanza la compagnia, anche grazie alla presenza di Minecraft in diverse scuole.

Successivamente Grieco ha dato la parola a Giampiero Miele CEO e Cofounder di Gamerwall il quale, dopo un’introduzione alla start up, ha incominciato a spiegare più nel dettaglio alcuni degli obiettivi e dei punti fondamentali su cui si basa il progetto.

Gamerwall si basa su tre punti cardinali che come detto in precedenza trovano le loro radici sia nell’università sia nel gaming, infatti troviamo lo studio, che deve andare di pari passo con il videogioco, il quale viene anche considerato nella classifica speciale stilata dalla compagnia; l’aggregazione sociale, un punto fondamentale del progetto, che punta a far conoscere sempre più persone tra loro con la possibilità di studiare e divertirsi insieme grazie all’opportunità di giocare all’interno della propria università; infine troviamo il divertimento, anch’esso fondamentale per portare avanti l’iniziativa.

Ciò detto la palla è passata nelle mani di Emiliano Spinelli, event manager della compagnia, che ha introdotto ottimamente la Gamerwall University League, il campionato a tappe con scadenza mensile che si terrà fino a luglio 2018 per un totale di 10 tappe.

Ogni evento avrà un titolo diverso su cui competere, per dare modo a quanti più studenti possibili di concorrere al premio finale. La piattaforma su cui si giocheranno i vari eventi sarà Xbox One, Microsoft infatti è stata la primissima azienda a rendersi disponibile a supportare l’idea.

La prima tappa, lo scorso 27 ottobre, ha raggiunto risultati oltre ogni aspettativa, con 163 tesserati. Il lato innovativo, e che ha attratto fortemente la LUISS Guido Carli, l’università con cui è associata Gamerwall, è il fattore media accademica che influirà sul punteggio finale. Infatti per avere maggiori opportunità di vincita bisognerà anche e soprattutto mantenere una buona media durante l’anno accademico.

Il ranking è proprio il fiore all’occhiello di Gamerwall dato che la compagnia adotta un sistema che prende in considerazione di tre diversi elementi: il fattore media accademica sopracitato, la presenza agli eventi del giocatore ed infine la sua bravura in quest’ultimi. Il tutto andrà a moltiplicarsi a seconda della rilevanza dei tre fattori con la media che non penalizzerà, qualora non fosse ottima, il livello videoludico del partecipante all’evento anche se farà parte del 60% della valutazione complessiva. (Per esempio un giocatore avrà molte possibilità di un buon piazzamento in caso di media pari a 30 e con risultati videoludici discreti, ma sarà lo stesso anche per un universitario con molte vittorie nei tornei e qualche voto più basso).

Come premio per il vincitore finale del campionato è poi prevista una borsa di studio del valore di undicimila euro proprio presso l’ateneo LUISS Guido Carli di Roma, che è stato il primo a credere nel  progetto. Da questa dimostrazione di fiducia è nata decisione di organizzare la prima stagione della Gamerwall University League solo ed esclusivamente per gli studenti LUISS.

Infine, dopo un breve intervento del ricercatore presso il laboratorio d’impresa e management dell’Università Luiss, Andrea Resca, sempre in merito all’importanza del videogioco come aggregatore sociale e non come perdita di tempo, ha partecipato alla discussione anche Thomas De Gasperi, cofounder e head communications di Mkers, la nota realtà di eSport che vede tra le sue file anche il campione europeo di FIFA 17, Daniele “Prinsipe” Paolucci, il quale si è detto molto interessato all’iniziativa Gamerwall rimarcando soprattutto il tratto didattico e di aggregazione di quest’ultima.

Gli eSport sono infatti immensamente popolari tra gli studenti universitari e sono un’eccezionale opportunità per gli studenti di creare un forte senso di comunità per condividere la propria passione per il gaming.

A conferma di ciò, anche se in terra straniera, la University of California, ad Irvine, ha recentemente aperto un padiglione dedicato agli eSport, i quali stanno emergendo anche come materia d’interesse accademico. La Communication University of China di Pechino ha istituito un corso di management in eSport che partirà quest’anno e negli Stati Uniti, l’Università del South Carolina offre classi sull’industria degli eSport.

Per finire, grazie ad alcune domande dei presenti all’evento, si è parlato di argomenti chiave soprattutto per quanto riguarda gli indirizzi scolastici precedenti alle università ma anche della possibilità di vedere, in un futuro relativamente lontano, gli eSport in un’ottica olimpica dopo l’apertura (non adesione) del Cio.

Innanzitutto è stato domandato ai membri di Gamerwall se fosse possibile prendere in considerazione l’eventuale “sbarco” dell’iniziativa anche per quanto riguarda scuole superiori, con Miele che c’è stato un tentativo in merito, ma che per ora sono stati riscontrati diversi problemi burocratici e istituzionali per via della tutela sui minori e dei relativi permessi, ciò ha portato Gamerwall a trattare con l’ateneo LUISS anche per ottimizzare i tempi.

Successivamente si è passati al tema olimpico, con Spinelli che ha ribadito la sua visione di gamer professionista, il quale si rifà molto alla visione di sportivo, paragonando le due facce del gamer (amatoriale e professionista) con altrettante visioni di uno sportivo, che può praticare il calcetto con gli amici ma che può essere chiamato tale solo in caso di attività agonistica.

Infine si è parlato anche del fattore perdita di tempo associata al mondo dei videogiochi, uno dei luoghi comuni che Gamerwall cerca di combattere, dato che giocare è molto più che buttare via minuti della propria vita, dato che si possono vivere esperienze uniche grazie a questo medium, ma anche conoscere persone e stringere veri e propri legami.

Gamerwall quindi si pone come una vera e propria innovazione nell’ambito scolastico e ludico in Italia con l’obiettivo alla base della società che è proprio quello di far crescere sempre più la cultura del videogioco e della sua componente competitiva, gli eSport.

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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