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Redout: Lightspeed Edition, sfidando la teoria della relatività! – Recensione

Redout è uno dei primi lavori ad essere stati realizzati dal team di sviluppo italiano 34BigThings, ed ora è disponibile anche sulle console PlayStation 4 e Xbox One.

Il titolo in questione è un frenetico, ma questo aggettivo non basta, gioco di corse futuristiche, ispirato a titoli iconici quale ad esempio Wipeout o F-Zero. Nonostante gli evidenti rimandi alle suddette pietre miliari, Redout riesce ad imporsi come un gioco caratterialmente diverso ed originale dai titoli da cui trae ispirazione, ottenendo ampio successo grazie ad un ottimo compartimento tecnico e dinamiche di gameplay divertenti e stimolanti al punto giusto.

Un titolo che stupisce su molti aspetti, ma che manca di mordente in un punto che dovrebbe ormai considerarsi fondamentale per ogni titolo sportivo, ovvero la modalità carriera. Tutto ciò è un peccato, dato che Redout è un gioco pressoché ottimo che si sarebbe potuto arricchire grazie ad una modalità carriera più curata e dettagliata rispetto a quella presentata. Ma andiamo a vedere le varie componenti del gioco in dettaglio.

Si accende Redout, si spegne il mondo

Prima di tutto bisogna affrontare un discorso che ha un che di filosofico, qualcosa che però è fondamentale per descrivere appieno l’esperienza di Redout: la prima impressione, quella che si ha di fronte ad un qualsiasi prodotto artistico, videoludico e non. Il primo impatto con un gioco per me è sempre stata una delle tappe fondamentali nell’approccio ad un qualsiasi titolo videoludico, poiché nella sua unicità sarà uno dei ricordi legato ad esso che emotivamente resterà più vivido nonostante il trascorrere del tempo. Più forte è l’impatto che un’opera ha su di una persona, più questa diverrà memorabile per colui che vi è entrato in contatto.

Ed ecco che arriviamo al succo del discorso: Redout ha un impatto FORTE! Talmente forte tanto da poter risultare, ad una prima occhiata da parte del giocatore, addirittura eccessivo. Dopo aver selezionato una delle modalità disponibili tra Carriera, Corsa Veloce, Schermo Condiviso ed Online ed aver scelto il proprio bolide il giocatore sarà catapultato in una realtà inverosimile: circuiti mirabolanti, contorti e strobosferici in cui macchine futuristiche sfrecciano a velocità supersonica, ed in questo caso letteralmente! Ci si ritrova spaesati, confusi e dannatamente lenti in un mondo che va decisamente troppo veloce rispetto a sé stessi! E, lasciatemelo dire, tutto questo mi è piaciuto un sacco!

Redout

Cercare di riportarsi al ritmo del gioco è decisamente coinvolgente e divertente, a tal punto da riuscire a catturare quasi totalmente l’attenzione del giocatore. Un’immersione completa, in cui la vera e propria difficoltà non sta nei comandi(molti dei quali già utilizzati in diversi titoli similari) ma nello stare al passo col gioco stesso.

Peccato invece per la modalità carriera, trattata in maniera superficiale e poco convincente. Sarebbe bastato così poco per rendere ancora più accattivante un prodotto già così tanto rimarcabile! Invece si tratta semplicemente di un pretesto, utile solamente per innalzare il proprio livello pilota e guadagnare abbastanza da potersi permettere i bolidi di classe più alta. Ma non fraintendetemi! Il gioco vale parecchio anche così, e le modalità online e a schermo condiviso ne accrescono ampiamente la longevità, rendendo il titolo un ottimo casual game.

Insomma un gioco divertente, ma soprattutto complesso e mai scontato: ricordatevi, infatti, che non vi è nulla di più incerto della prima posizione in Redout!

Redout

Strepitoso a dir poco

Redout  presenta caratteristiche eccellenti a livello tecnico, sia riguardo a grafica che riguardo a sonoro. Il colpo d’occhio iniziale non si va a perdere grazie alla notevole quantità di tracciati(e varianti) presenti nel gioco ma soprattutto grazie all’enorme cura dedicata ad ogni singolo percorso.

Ma la vera eccellenza tecnica sta proprio nella colonna sonora, che la fa da padrona indiscussa del gioco, riuscendo a calzare perfettamente all’irrefrenabilità del proprio veicolo…nel vero senso della parola! La musica, come anche parte dell’HUD cambieranno a seconda delle condizioni del bolide, tenendo conto sia della velocità che del livello di salute. Un ottimo mix che dona un carisma strepitoso a Redout.

Redout

Conclusioni

L’unica vera delusione che potrei aver tratto da quest’esperienza potrebbe davvero essere stato il non trovare una modalità carriera curata e dettagliata in Redout. Una modalità del genere più curata ed articolata avrebbe arricchito il gioco, che di per sé non sembra avere nessun difetto drastico. Un vero peccato,  soprattutto tenendo conto dell’ottimo lavoro effettuato dagli sviluppatori torinesi di 34BigThings a livello tecnico. In ogni caso il gioco in questione riuscirà a conquistare molti giocatori, siano essi dei neofiti del genere oppure di quelli che si sono avvicinati ad esso a fine anni ‘90.

Vi ricordiamo che Redout  è già disponibile per PC(via Steam), ma che è diventato anche disponibile per console(Xbox One e PlayStation 4) a partire dal 29 agosto 2017 col nome di Redout: Lightspeed Edition. Tale recensione ha trattato la versione Play Station 4 del gioco, che potrete acquistare in copia fisica oppure negli store digitali al prezzo di  39,99 .

Redout: Lightspeed Edition

8

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.3/10

Sonoro

8.5/10

Longevità/Multiplayer

7.0/10

Pro

  • Frenetico e divertente
  • Complesso al punto giusto
  • Comparto tecnico eccezionale

Contro

  • Modalità Carriera approssimativa

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