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Aspettative riguardo l’E3 2017 di Sony – Il Natale che vien di giugno

E3 2017 Sony

Quando ero più piccolo, l’attesa del giorno di Natale era il momento in cui riponevo tutte le speranze di vedere avverati i miei desideri nati e sviluppati nel corso dell’anno e i quali volevo vedere esauditi in quello che era il giorno più “sacro” e quasi rituale del calendario. Natale era intriso di tutte le sensazioni migliori non solo derivate dalla smania di possedere qualche nuovo giocattolo nel senso più gretto e materiale (anche ovviamente, ero un bambino), ma anche dalla più intima fantasia di voler vedere i miei infantili sogni divenire fattiva realtà davanti ai miei occhi per poterli letteralmente adorare come solo un bambino sa fare. Crescendo e maturando (ma non così tanto) come persona e appassionato di videoludica, io come chiunque altro, ho però scoperto che di Natali, in un anno, ce ne sono due, e il secondo avviene sempre allo scoppiare dell’estate, dura qualche giorno e si chiama E3.

Ogni videogiocatore infatti, seriale o occasionale ha sempre, volente o nolente, un occhio o un orecchio puntato a quello che è di fatto l’evento che determina la qualità dell’annata dell’industria del videogame e che, analizzato in una visione di insieme più ampia a livello storico è in grado di offrire la “diagnosi” sull’andamento e la maturazione della corrente generazione ludica. Lontano dall’aspetto più tecnico e statistico però, l’E3 resta comunque il momento in cui tutti noi, con le antenne all’insù, speriamo di vedere presentato o annunciato ciò che desideriamo da tempo, oppure qualcosa in grado di stupirci.

E3 Sony

Rispondere a qualcuno che mi chiede cosa io personalmente mi aspetti da questo E3 non è certo una cosa semplice, e per farlo, coerentemente col mio approccio al videogioco ormai da anni, mi affido all’istinto: chiudo gli occhi e ascolto le sensazioni che si affollano sul retro della nuca e sopra il diaframma piuttosto che il freddo calcolo probabilistico basato sulle ultime news (che resta comunque da non perdere di vista: sognare è più bello se fatto in maniera cosciente).

In questo articolo, poiché sono nato e cresco principalmente come giocatore PlayStation, parlerò di quelle che sono le mie personalissime, condivisibili o meno, aspettative per il prossimo E3 che riguardano Sony, non tanto per un campanilismo che porterebbe solo ad inasprire una già oltremodo infantile e inutile console war, ma perché in linea generale preferisco parlare di cose delle quali sono in grado di entrare nel merito.

E3 Sony

Per quanto riguarda le console del colosso giapponese, nei giorni pre-E3 si sono inseguite delle voci di corridoio per le quale non sarebbe escluso che Sony possa presentare, o almeno annunciare un’eventuale Playstation 5. Questi ovviamente sono solamente rumor, sostenuti quasi esclusivamente da una maglietta con uno strano logo indossata da Hideo Kojima: il fatto che questo personaggio sia caratterizzato a metà tra genio ed eccentricità però getta un’ulteriore sfumatura di mistero su una vicenda che già di per sé non è supportata da fatto alcuno.

Riflettendo sulla questione, ho notato solo qualche giorno fa il fatto che la PlayStation 4, attualmente l’ultima console di Sony, sta per compiere il quarto anno di vita (è stata presentata a febbraio 2013 per essere lanciata a novembre dello stesso anno), e un suo annuncio che possa aprirle la strada per invadere il mercato magari verso la fine del 2018 non è così fuori dal mondo: infatti anche se la PlayStation 3 aveva avuto un arco vitale decisamente più ampio, negli ultimi tempi il mercato di questo settore ha decisamente cambiato passo, imponendo a chi volesse seguire l’ultimo modello di un top di gamma in qualunque ambito ritmi molto più serrati, e una presentazione di una nuova console, vista in quest’ottica, è tutt’altro che da condannare o disapprovare, anche alla luce del periodo che si frapporrebbe tra presentazione e lancio, che permetterebbe a qualunque giocatore di maturare una sua personale idea in merito con relativa scelta di una linea di azione.

E3 Sony

Per ciò che invece concerne i titoli singoli o le esclusive, per i quali Sony ha avuto sempre un occhio di riguardo, sul piatto servito durante l’E3 ci saranno probabilmente molte leccornie: tra le più importanti spicca di sicuro Death Stranding, il prossimo titolo di Kojima che tutti aspettano con ansia, e riguardo al quale anche io non vedo l’ora di avere qualche elemento in più col quale farmi un’idea più o meno precisa di quello che sembra essere un gioco in grado di portare uno tsunami rivoluzionario in tutto il mondo della videoludica (e forse non solo).

Insieme a questo colosso che promette di elevare a piani sconosciuti la narrativa interattiva figura un titolo che ha ricevuto la sua consacrazione proprio grazie ad una narrativa sapiente e toccante sopra ogni altra cosa, capace di essere esaltata da ambientazioni e colonna sonora: si tratta di The Last of Us 2, gioco presentato con il primo trailer già alla scorsa fiera di Los Angeles ed ora pronto per ricevere qualche dettaglio in più, magari addirittura una data di uscita. Sebbene infatti io sia sempre un po’ tiepido riguardo ai sequel, il primo capitolo di TLoU aveva messo in campo tutte le carte per essere un capolavoro, e sono abbastanza fiducioso che Naughty Dog possa ancora oggi riprendere in mano il mazzo e giocare una mano magistrale per stupire ancora una volta i fan.

Sempre parlando della mia congenita (e non necessariamente giustificata) diffidenza nei sequel, è giusto trattare anche di From Software, e nello specifico, del caso Bloodborne 2: tra conferme della presenza di quest’ultimo alla conferenza E3 e susseguenti smentite, ormai capire qualcosa di quello che realmente succede è un’impresa, e l’unica cosa certa è che il team di sviluppo capitanato da Hidetaka Miyazaki ha da contratto in progetto almeno un’altra esclusiva con Sony; che questa sia poi un sequel del primo Bloodborne o una nuova IP, non è ancora dato di saperlo con certezza.

Il mio personale parere sulla questione però è il seguente: avendo giocato con passione tutti i giochi della “serie SoulsBorne” Bloodborne resta probabilmente il mio titolo preferito, per narrazione, ambientazioni, colonna sonora e anche per il fatto che sia meravigliosamente autoconclusivo. Il suo DLC The Old Hunters è a mio parere l’espansione a pagamento migliore di tutti quelle rese disponibili da From Software ed è riuscita sia ad ampliare il magnifico universo narrativo di Yarnham, sia a completarlo rispondendo a molte domande che tradizionalmente vengono poste indirettamente in titoli di questa serie.

Bloodborne non ha assolutamente bisogno di un sequel perché è una perla che splende da sola libera dai vincoli di essere parte di una collana. Quello che potrebbe offrire un Bloodborne 2 è semplicemente una ridondante ulteriore caccia ai mostri, evidenziando così la distinzione (già presente) tra coloro che giocano ad un SoulsBorne per l’esperienza che porta attraverso il piacere di esplorare e speculare su una storia bellissima, e quelli che con un pad in mano, vogliono solo picchiare i cattivi, chiunque essi siano, con le spade strane.

Trovo molto difficile che un’eventuale espansione della storia possa raggiungere i fasti del primo capitolo; questo rende dunque molto rischiosa la scommessa poiché c’è poco da vincere e moltissimo da perdere. Ovviamente ripeto che il mio parere è personale e non deve essere per forza condiviso: ognuno di noi vive un videogioco come preferisce, l’importante è che sia cosciente delle sue linee di pensiero e successiva azione.

Sarà poi probabilmente presente all’E3 anche God of War 4, prossimo titolo di Santa Monica Studios che attraverso le sue prime presentazioni e gameplay si è mostrato più interessante che mai, presentando un Kratos meno “tamarro” del solito e un’atmosfera più pacata e riflessiva, senza però abbandonare quella viscerale violenza che contraddistingue la saga del Fantasma di Sparta.

Tra i titoli che attendo di più per questo E3 però c’è Ni No Kuni 2 (tra l’altro molto coerentemente con tutto quello che ho detto fino ad ora riguardo i Sequel). Il titolo di Level 5 sarà il successore di uno dei giochi che ho adorato maggiormente su Playstation 3. Ni no Kuni: Wrath of the White Witch aveva alcune pecche a livello di coerenza storica forse, ma queste erano dovute maggiormente al fatto che il gioco fosse stato ideato per farsi apprezzare da giocatori di tutte le età, e quindi anche dai più giovani e bisognosi di una narrativa più scanzonata.

Queste, che restano delle problematiche di pochissimo conto, però non hanno assolutamente avuto un ruolo determinante all’interno di quella che per me è stata un esperienza molto pregevole, caratterizzata da un gameplay divertente e un comparto artistico sontuoso. In effetti non so se il secondo capitolo della saga sarà all’altezza del primo, anche perché dai pochi trailer che ho visto, la storia che verrà probabilmente narrata non mi ha ispirato particolarmente, ma la curiosità resta, e anche visto che non si tratta di tematiche portate in maniera impegnativa come altri titoli, sono fiducioso nel fatto che Ni No Kuni 2 possa essere un’esperienza comunque bella, meglio ancora se scissa il più possibile dal suo primo capitolo.

E3 Sony

Sono un giocatore che ha sempre dato più importanza al cuore più che all’analisi tecnica di un videogioco e all’aspetto legato al più mero gameplay e alla competitività sia in single player che online. Questo, oltre a rendermi potenzialmente scarso in qualunque titolo, mi rende molto suscettibile a qualunque emozione o significato che un titolo porta o assume.

La cosa che io maggiormente spero venga annunciata a questo E3 è un ritorno del franchise di Spyro the Dragon.

Spyro è stato il primo personaggio dei videogiochi, e quindi il primo videogioco a cui sono rimasto veramente legato. L’ho sempre preferito al suo contemporaneo Crash Bandicoot, e quando poco tempo fa si sono inseguite delle voci su un suo possibile ritorno in seguito ad una foto postata e dopo pochi minuti rimossa dalla divisione olandese di PlayStation, ho avuto un tuffo al cuore suonando dentro di me tutti gli allarmi di eccesso di hype. Ovviamente ho trovato ai limiti del demotivante l’approdo del draghetto viola nell’universo Skylanders, non tanto perché io voglia andare contro a quest’ultimo, ma perché ho sempre trovato il personaggio in questione “sacrificato” al suo interno, e avrei preferito un nuovo progetto stand-alone.

Questo anche alla luce della sua maturazione in termini di saga, che si muove dalla prima trilogia ( Spyro the Dragon / Spyro 2: Gateway to Glimmer / Spyro: Year of the Dragon) fino all’ultima di The Legend of Spyro (A New Beginning / The Eternal Night / Dawn of the Dragon), che ho trovato semplicemente gloriosa, epica e in grado di trascinare il mio beniamino in cima alla lista dei soggetti per un mio eventuale primo tatuaggio, e non sto esagerando.

La rimasterizzazione dei primi tre Crash Bandicoot nella N’sane Trilogy, mi aveva fatto e mi fa tutt’ora sperare in un trattamento simile per il drago viola della prima PlayStation, ma ovviamente sarei a favore anche di un capitolo del tutto nuovo.

Di ufficiale non c’è niente e anche le voci sono sommesse ma io, come dicevo, ho sempre dato più importanza al richiamo del cuore piuttosto che all’analisi dei dati.

E3 Sony

L’E3 2017 è alle porte e sarà come aprire un pacchetto di figurine: migliaia di persone guarderanno ciò che avviene a Los Angeles, chi più sognante e trasportato e chi meno, per vedere che cosa ne verrà fuori. Tutti però riflettendo scopriranno che ciò che scaturirà dalla fiera sarà chiamato a cambiare il futuro prossimo e remoto della nostra vita di videogiocatori e, sempre senza esagerare, se questo materiale dovesse veramente colpire nel segno, anche la nostra vita nel senso più generale.

Sguardo all’insù e dita incrociate, siamo a due passi dal grande giorno.

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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