Pubblicata da Arc Dream Publishing, Delta Green: Dead Drops è una raccolta di cinque scenari per il gioco di ruolo horror e cospirativo. Il volume è scritto da Shane Ivey e Dennis Detwiller, con il contributo di V.A. Kaufman, e propone avventure differenti per ambientazione, struttura e impegno richiesto al Custode. Non è una campagna organica, ma una selezione di operazioni da giocare autonomamente oppure da integrare in una cronaca già avviata. A completare il materiale troviamo anche una sezione dedicata all’Air Force Office of Special Investigations, utile per ampliare il contesto istituzionale nel quale possono muoversi i protagonisti.
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Il titolo richiama il dead drop, una tecnica dello spionaggio che consiste nel lasciare informazioni in un luogo prestabilito affinché un contatto possa recuperarle senza che i due debbano incontrarsi. È un’immagine particolarmente adatta a Delta Green, dove comunicazioni clandestine, documenti incompleti e segreti custoditi da organizzazioni che non possono permettersi di fidarsi di nessuno fanno parte della quotidianità degli agenti. Il tema si presta anche a una riflessione più ampia: le informazioni raccolte durante un’indagine non rappresentano necessariamente una soluzione, e conoscere la verità non significa avere la possibilità di fermare ciò che si è scoperto.
La raccolta insiste proprio su questa consapevolezza. I protagonisti devono affrontare situazioni nelle quali le spiegazioni ordinarie si rivelano insufficienti, le istituzioni possono diventare un ostacolo e le decisioni prese sotto pressione producono conseguenze difficili da prevedere. Non tutti gli scenari affrontano questi temi allo stesso modo, ed è proprio questa varietà a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del volume. Si passa dall’indagine che introduce nuovi agenti all’orrore legato a un edificio, fino a una storia più articolata che richiede diverse sessioni e una gestione attenta di numerosi personaggi.
Il primo scenario, Meridian, introduce due nuovi agenti attraverso un’indagine che, almeno inizialmente, sembra poco più di un fastidio burocratico. Nella Joplin del Missouri, alla fine dell’estate del 2018, due funzionari federali devono verificare le finanze di un rifugio per giovani senza casa. Una missione apparentemente insignificante, che nasconde però una situazione ben più inquietante: nei boschi della regione si manifestano luci inspiegabili e una comunità religiosa sembra aver trovato in esse qualcosa di simile a una rivelazione.

Il punto di forza dell’avventura è il contrasto tra la concretezza dell’indagine e la progressiva emersione di elementi che sfuggono a qualsiasi spiegazione razionale. Il contesto sociale non è un semplice fondale, perché la vulnerabilità dei giovani coinvolti e la ricerca di un luogo a cui appartenere contribuiscono a rendere credibile il fascino esercitato dal fenomeno. Anche l’ingresso dei protagonisti nel mondo di Delta Green è parte integrante della vicenda: non si tratta soltanto di scoprire che cosa accade, ma di comprendere che cosa significhi entrare in un’organizzazione che chiede ai propri membri di accettare verità difficili da sostenere.
ATTENZIONE SPOILER – MERIDIAN
Il retroscena rivela che la cosiddetta Ghostlight è collegata a una presenza chiamata Preacher, una donna che ha subito esperimenti da parte dei mi-go ed è rimasta intrappolata in una condizione innaturale. La sua influenza si diffonde attraverso spore che alterano la percezione e la mente di chi vi entra in contatto. Daniel Keeler e i giovani che lo seguono interpretano questa esperienza come una rivelazione spirituale, senza comprenderne davvero la natura. L’orrore nasce dal divario tra la gioia e il senso di significato percepiti dai coinvolti e la realtà mostruosa che si cela dietro quella presunta illuminazione.
A Victim of the Art cambia completamente registro. A Glenridge, una cittadina di Long Island, una serie di omicidi presenta caratteristiche talmente anomale da rendere insufficiente il normale lavoro investigativo. Le vittime sembrano non avere legami evidenti e i dettagli medico-legali suggeriscono una violenza impossibile da ricondurre a un aggressore ordinario. Gli agenti devono collaborare con le autorità locali, esaminare i reperti e ricostruire relazioni che, almeno in apparenza, non hanno nulla a che fare con i delitti.
È uno scenario più vicino alla struttura del poliziesco, costruito attorno alla raccolta e all’interpretazione degli indizi. La componente soprannaturale non cancella il valore dell’indagine, ma lo mette alla prova: le prove fisiche sono concrete, mentre la spiegazione che le collega resta fuori dai modelli accettati. La presenza di un adolescente al centro della vicenda aggiunge inoltre una dimensione tragica, perché il responsabile apparente non coincide necessariamente con chi comprende e controlla ciò che sta accadendo.

ATTENZIONE SPOILER – A VICTIM OF THE ART
Thomas Dengler è entrato in possesso di un antico amuleto peruviano, legato all’Ai-Apa, una creatura alata che può essere evocata attraverso un rituale e che pretende una vittima umana. Thomas non comprende il potere dell’artefatto: quando il suo inconscio si libera durante il sonno, la creatura agisce contro persone che gli hanno provocato dolore o disagio. La soluzione dell’indagine può dipendere dalla scoperta del legame tra il ragazzo e le vittime, ma attribuirgli consapevolmente la responsabilità degli omicidi significherebbe ignorare la natura del fenomeno. Distruggere l’amuleto può interrompere il legame, mentre una conclusione affrettata rischia di trasformare una tragedia in un ulteriore errore degli investigatori.
Con From the Dust ci spostiamo a Brooklyn, dove la scomparsa di alcuni bambini conduce gli agenti verso il cantiere della S. Gerritsen Mansion, un edificio con un passato oscuro. I lavori di ristrutturazione hanno riaperto una porta che avrebbe dovuto rimanere chiusa, e le sparizioni sembrano collegate a una presenza che attraversa epoche diverse. L’avventura costruisce il proprio orrore attraverso gli spazi: il cantiere, le strutture nascoste e i luoghi che non dovrebbero esistere diventano elementi centrali dell’esplorazione.
Il fascino dello scenario risiede nel modo in cui il passato continua a contaminare il presente. La storia dell’edificio non è una curiosità da ricostruire per completezza, ma una parte attiva del problema. Gli agenti devono comprendere la natura del luogo e il rapporto tra le sparizioni e ciò che si nasconde dietro la facciata di un progetto immobiliare apparentemente ordinario. Il Custode dispone di diversi elementi da mettere in relazione, ma deve anche gestire con attenzione il ritmo delle scoperte, affinché l’esplorazione non si trasformi in una semplice sequenza di stanze da visitare.

ATTENZIONE SPOILER – FROM THE DUST
La vicenda è legata alla storia di Robert Suydam, a un antico culto dedicato a Lilith e a una rete di spazi extradimensionali sopravvissuti alla distruzione del culto. Nella villa è rimasto un passaggio che consente alle creature intrappolate in quegli ambienti di tornare nel nostro mondo. I cosiddetti Favored Ones, esseri dall’aspetto simile a enormi ratti con volti e mani umani, cercano di ricostituire il culto e preparare il ritorno del loro antico padrone, rapendo bambini e sfruttando la capacità di leggere i pensieri delle persone. La minaccia non è quindi il risultato di una semplice apertura accidentale: dietro le sparizioni esiste un progetto che attraversa il tempo e che sfrutta la riapertura del passaggio per riprendere forma.
Presence abbandona in parte la struttura investigativa più convenzionale per concentrarsi su una vicenda in cui una giovane donna scompare in Alabama e riappare nel Vermont. Il caso porta gli agenti a seguire una catena di eventi che coinvolge persone, luoghi e manifestazioni difficili da interpretare, fino alla Casa dei Vivi e dei Morti. È uno degli scenari più particolari della raccolta, perché l’indagine non si limita a identificare una minaccia esterna: mette in discussione il rapporto tra gli esseri umani e le forze che possono alterare la loro percezione, le loro capacità e la loro stessa identità.
La sua natura richiede un Custode disposto a gestire con attenzione le informazioni e le reazioni dei personaggi. Le rivelazioni devono arrivare con un ritmo che mantenga il mistero senza rendere incomprensibili gli eventi, mentre le conseguenze psicologiche delle scoperte assumono un ruolo significativo. Non è necessariamente lo scenario più immediato per chi cerca un’indagine lineare, ma può offrire un’esperienza memorabile a un gruppo disposto ad accettare che le risposte aprano ulteriori domande.

ATTENZIONE SPOILER – PRESENCE
La scomparsa e la ricomparsa di Robyn Bullock sono parte di una vicenda che coinvolge una presenza innaturale capace di intervenire sulla vita e sulla mente. Nel corso dell’indagine, il contatto con questa forza può provocare negli agenti esperienze estreme e il risveglio di capacità psichiche. La trasformazione personale diventa così parte della minaccia: l’esperienza investigativa non lascia necessariamente i protagonisti uguali a come erano all’inizio, e ciò che potrebbe sembrare un potere acquisito può rivelarsi un ulteriore segnale dell’influenza dell’ignoto.
Il pezzo più impegnativo del volume è Jack Frost, ambientato nel dicembre del 1998. Qui i giocatori non interpretano agenti di Delta Green, bensì ricercatori del Project PLUTO, un programma segreto dell’apparato MAJESTIC dedicato allo studio della tecnologia extraterrestre. L’operazione WEATHERWATCHER li conduce a Willis, in Alabama, dove un fenomeno meteorologico estremo ha attirato l’attenzione del governo. Il compito iniziale sembra circoscritto, ma la situazione si complica rapidamente per la presenza di apparati militari, interessi concorrenti e fenomeni che sfuggono alle spiegazioni scientifiche.
La differenza rispetto agli altri scenari è sostanziale. Jack Frost non è pensato per essere risolto in una singola sessione: la struttura si sviluppa su più giornate, dal 22 al 25 dicembre, e alterna indagini, esplorazioni, rivelazioni e momenti di crisi. Il numero di personaggi coinvolti e la presenza di gruppi con obiettivi divergenti chiedono al Custode un lavoro preparatorio considerevole. In cambio, il manuale offre una situazione più ampia, nella quale la pressione del tempo, l’esaurimento dei protagonisti e il progressivo deterioramento dei rapporti tra le diverse fazioni alimentano la tensione.

ATTENZIONE SPOILER – JACK FROST
Il fenomeno è legato a Itla-shua, il Wendigo, un Grande Antico la cui manifestazione nella regione è collegata a un antico santuario sommerso in un lago artificiale. Il luogo risale alla civiltà di K’n-Yan e serviva a mantenere la creatura quiescente: il sacrificio di una vittima ne altera le energie e ne provoca l’allontanamento. La situazione degenera mentre i ricercatori cercano di comprendere l’evento e le forze governative coinvolte perseguono i propri obiettivi. Il gruppo non può semplicemente risolvere il problema con una vittoria convenzionale: può cercare di ridurre i danni e salvare vite, mentre le rivelazioni del 25 dicembre conducono la vicenda verso un esito apocalittico.
A completare il volume troviamo una sezione dedicata all’Air Force Office of Special Investigations, scritta da V.A. Kaufman con Shane Ivey, e un indice che aiuta il Custode a individuare rapidamente riferimenti e materiali. Sono strumenti meno appariscenti dei cinque scenari, ma contribuiscono a rendere il libro utile anche quando non si decide di giocare immediatamente una delle operazioni incluse.
Nel complesso, Dead Drops è una raccolta varia, che alterna indagini criminali contaminate dall’innaturale, orrori legati a luoghi dimenticati e situazioni nelle quali la realtà sembra perdere progressivamente la propria consistenza. Non tutti gli scenari hanno lo stesso peso, e Jack Frost si distingue nettamente per ampiezza e complessità. Questa varietà è un vantaggio per chi vuole ampliare una campagna, ma richiede al Custode di valutare con attenzione quale avventura si adatti meglio al proprio gruppo e al tempo disponibile.
Il principale limite del volume è proprio la disomogeneità dell’impegno richiesto. Alcune operazioni possono essere affrontate con una preparazione relativamente contenuta, mentre altre chiedono di organizzare numerosi personaggi, informazioni e sviluppi potenziali. Jack Frost, in particolare, necessita di un lavoro preparatorio importante e di una gestione attenta dei diversi gruppi in scena. Non è un difetto esclusivo di Dead Drops, ma un aspetto da considerare prima di portare il materiale al tavolo, soprattutto se si cerca un’avventura pronta da gestire senza un approfondimento preliminare.
Per chi apprezza Delta Green, tuttavia, il valore della raccolta è evidente. I cinque scenari offrono modi diversi di affrontare il rapporto tra investigazione, orrore e sacrificio, senza ridurre il gioco a una successione di incontri con mostri da eliminare. Qui il vero prezzo della conoscenza è ciò che resta dopo aver scoperto la verità, quando non è più possibile tornare alla vita precedente e non esiste alcuna garanzia che il sacrificio compiuto sia servito a qualcosa. È in questa consapevolezza, più che nella semplice presenza dell’orrore cosmico, che Dead Drops trova la propria identità.
*Copia digitale del manuale fornita dall’editore in cambio di una recensione onesta.







