Con l’avvicendarsi degli anni, arrivano sempre i listoni di buoni propositi, cose da fare e obiettivi vari.
Se questa cosa è poi vera nel mondo reale, quello vivo e vibrante di The Elder Scrolls Online non è da meno: l’arrivo del 2026 impone a sviluppatori e giocatori di fermarsi solo un secondo per capire dove si dirigeranno nel corso del nuovo anno, e anche noi faremo così.
Per capire cosa ha in serbo ESO per il 2026, si è tenuta lo scorso 9 dicembre una live session tenuta dal Game Director Nick Giacomini e dall’Executive Producer Susan Kath; a questo evento abbiamo avuto modo di partecipare anche noi di Serial Gamer Italia, insieme a tanti altri giornalisti di settore.
L’obiettivo era dichiaratamente quello di buttare uno sguardo al futuro di ESO, e qui di seguito proveremo a raccontarvi qualcuna delle succose novità che sono attese per l’anno appena iniziato.
L’evento, pure col suo carattere istituzionale, si è tenuto attraverso un confronto molto umano con gli sviluppatori, che hanno presentato il materiale e risposto alle domande in primis nella veste di persone che parlano di qualcosa che gli interessa e a cui tengono, felici di mostrare il frutto del loro lavoro e senza sottrarsi agli eventuali dubbi che questo può far sorgere in qualcuno.

SEASON O NON SEASON?
Giacomini, fin da subito ci ha parlato della struttura degli update per il futuro di ESO: il team ha preso ormai un anno fa la decisione di abbandonare i grandi contenuti annuali (Content del calibro di Greymoor, Blackwood e affini) e passare all’archetipo delle Season, di cui quella del Worm Cult che ci ha accompagnato per lo scorso anno è stata la prima.
Questo passaggio è confermato anche a oggi, e anche nel 2026 (così come presumibilmente anche nel futuro) ci troveremo ad avere a che fare con le ormai note Stagioni.
Giacomini ha spiegato che a differenza dei major update passati, pensati per essere molto corposi, le Season sono dei contenuti più “flessibili”, e che danno modo agli sviluppatori di reagire meglio ai feedback ricevuti dai player.
Non si avranno più quindi espansioni gargantuesche volte in primis a colpire per il fattore “quantità” e poi destinate a cristallizzarsi così come sono nel bene o nel male: quelli che arriveranno saranno tutti contenuti snelli e dilatati nel tempo, in modo tale da dare a Zenimax la possibilità di operare sull’esperienza dei giocatori in tempo quasi reale, valutando i feedback, migliorando le debolezze riscontrate e confermando i punti di forza.
Ogni season avrà la possibilità di essere diversa da quella precedente regalando ai giocatori una grande varietà di esperienze e ampiezza di scelta, nonché agli sviluppatori l’opportunità di sperimentare nuove formule di gameplay e contenuti in un modo più fluido che in passato.
Insomma, “Flessibilità” sarà la nuova parola d’ordine su ESO, e la metafora perfetta per descrivere questa maturazione del gioco è quella del passaggio da guidare una grande Corazzata ad un agile incrociatore.

LA NUOVA SEASON
L’arrivo del nuovo anno profuma come un nuovo corso, e sembra quasi voler relegare la Season appena passata al ruolo di banco di prova per quello che verrà.
A conferma di questo, la prossima stagione di The Elder Scrolls Online prenderà il nome di Season Zero.
La Season Zero arriverà il 2 aprile contemporaneamente su console e PC, e promette di cambiare radicalmente il modo di giocare a The Elder Scrolls Online, non tanto per una questione di contenuti quanto per l’implementazione di nuove features e miglioramenti vari.
La stagione introdurrà i Tamriel Tomes, che per farla più semplice possibile saranno il corrispettivo dei Season pass di ogni Game As A Service.
Ci saranno tre “livelli” di Tomes, di cui il primo sarà gratis per tutti, mentre il secondo e il terzo saranno a pagamento, e in base al loro prezzo offriranno ricompense e vantaggi maggiori.
Susan Kath ha spiegato che i Tamriel Tomes hanno un duplice obiettivo: il primo è quello di rendere più appetibili, tramite nuove ricompense, tutta una serie di attività che rischiano di diventare per i giocatori solo un compito noioso da assolvere, senza avere poi le dovute gratificazioni.
Il secondo focus dei Tomes è quello di rendere più schematiche e intellegibili le liste delle nostre attività e dei nostri obiettivi in game.
I Tamriel Tomes, a differenza degli Endevors attualmente vigenti in game, funzionano principalmente su base settimanale (e non giornaliera), dando così ai giocatori una lista di cose da fare, ma anche la libertà di scegliere quando e come farle.

Oltre che con vari oggetti in game, il completamento delle attività dei Tamriel Tomes ricompenserà i giocatori con una nuova valuta, più simile ai Seal of Endevors che alle Crown, che avranno modo di spendere in diverse modalità: la prima di queste è stata presentata come il Gold Coast Bazaar.
Situato intuitivamente nella Gold Coast che abbiamo avuto modo di esplorare ed amare prima su Oblivion e successivamente anche su ESO con l’aggiornamento della Dark Brotherhood, il Bazaar sarà una nuova tipologia di mercante che, accettando come pagamento la nuova valuta dei Tamriel Tomes, metterà a disposizione dei giocatori una pletora di oggetti inediti e vecchi, dando la possibilità ai giocatori di acquisire tanto oggetti mai visti quanto piacevoli riproposizione di item resi disponibili in particolari eventi ed ora difficili da reperire.
Il Gold Coast Bazaar si aggiornerà periodicamente in modo tale da fornire sempre una scelta interessante ai suoi acquirenti in arrivo da tutta Tamriel.

Un’altra importante aggiunta che arriverà con la Season Zero, questa volta anche sul piano dei contenuti veri e propri, saranno data dalle Event Zone.
Queste saranno delle vere e proprie aree di gioco esplorabili in solo o in gruppo, che presenteranno delle semplici Quest Linee che, soprattutto, saranno disponibili per un periodo di tempo limitato.
La prima event Zone sarà situata nella misteriosa Fargrave, e prenderà il nome di Night Market.
La chiave di lettura per queste nuove aree e relative attività, come specificato più volte con entusiasmo da Giacomini, sarà la sfida che propongono.
Night Market sarà un contenuto con un coefficiente di difficoltà più alto della media, ed è pensato esplicitamente per regalare ai giocatori battaglie impegnative.
Si tratta di una vera e propria sperimentazione da parte del team di sviluppo, che pure entusiasta della nuova proposta, promette di valutare con solerzia i feedback della player base così da portare eventuali modifiche alla tipologia di contenuto o, se fosse bene accolto, considerare la possibilità di renderli delle vere e proprie modalità permanenti.

L’ultima grande aggiunta in termini contenutistici è stata poi stata rivelata come l’arrivo dei Solo Dungeon: il team di sviluppo ha infatti espresso interesse e attenzione anche per quella grande fetta di player base che affronta il gioco in solitaria, e ha annunciato che l’esperienza dei dungeon da 4 persone (una delle attività più solide dell’intera esperienza, a mio avviso) verrà reimmaginata in un nuovo tipo di approccio, volto a permettere ai giocatori di affrontare la segreta da soli.
Inizialmente solo alcuni dei dungeon si vedranno arricchiti di questa nuova modalità, ma col passare del tempo e delle patch sembra essere volontà degli sviluppatori includere tutti i dungeon nella lista di quelli affrontabili in solo.
Stando a quanto detto dagli sviluppatori, inoltre, le ricompense per questo tipo di attività verranno reimmaginate in modo tale da rendere la sfida appetibile: mi è poco chiaro però se questo voglia tradursi in una nuova lista di set ottenibili o se l’affrontare un determinato dungeon ci premierà con i pezzi dei set che siamo abituati a conoscere.

Una lunga parte dell’incontro ha poi visto gli sviluppatori concentrarsi sugli aggiornamenti più legati alla parte “qualitativa” dell’esperienza di gioco. Giacomini e Kath si sono avvicendati in questa sezione quasi dialogando su tutta una gran lista di novità che colpiranno parti e meccaniche di ESO già presenti.
Innanzitutto, riferendosi allo scheletro della roadmap, ancora una volta definita come flessibile e soggetta a cambiamenti in base a feedback e stato resle dei lavori, gli sviluppatori hanno annunciato che le patch arriveranno in contemporanea su PC e Console già dal 9 marzo, cancellando quell’antipatico delay per i giocatori Console.
Ogni nuovo aggiornamento a livello di contenuti, inoltre, sarà d’ora in avanti incluso nell’update, e quindi sostanzialmente gratuito per i possessori del gioco base; in questo modo il team di sviluppo intende semplificare la cooperazione tra giocatori e amici, che non si vedranno più frenati nel fare squadra tra di loro dall’accesso agli ultimi contenuti da parte di un membro o l’altro del party.
Si va a delineare in questo modo, in tutta onestà, una struttura un po’complessa di accesso alla totalità dei contenuti di The Elder Scrolls Online.
I giocatori, infatti, avranno accesso a tutti i nuovi contenuti dalla Season Zero e il season pass (Tamriel Tomes) li approfondirà con ulteriori ricompense.
Per quanto riguarda invece le precedenti major expansion e i DLC passati, questi saranno sempre acquistabili tramite Crown Store o resi disponibili con l’ESO Plus.
L’abbonamento mensile non perde nessuno dei vantaggi che offre al giocatore in termini di boost e crown, ma anzi prova a incastrarsi in maniera organica con i Tamriel Tomes: ogni 12 mesi di abbonamento all’ESO Plus (che saranno cumulabili tra loro e non dovranno per forza consecutivi) al giocatore verrà “donato” un token per sbloccare il livello più alto di un Tamriel Tome a sua scelta, che sia quello della stagione corrente o di una prossima.
La presenza di diverse tipologie di servizi di abbonamento (season pass e ESO Plus) può effettivamente risultare confondente, ma d’altronde risulta necessaria per ordinare tutta una serie di contenuti a pagamento che sono arrivati nel corso di più di 10 anni di storia del gioco. È lecito che gli sviluppatori non intendano svendere tutte queste espansioni, e anche visto che non sembrano purtroppo esserne in arrivo altre nel medio futuro, la regolamentazione di quelle già presenti tramite microtransazioni e accesso tramite ESO Plus potrebbe essere sufficientemente comprensibile.

Sempre in questa sezione della conferenza gli sviluppatori hanno parlato della lunga lista di aggiornamenti grafici e bilanciamento alle classi che intendono portare nel corso del 2026.
Le classi più datate di ESO, infatti, riceveranno degli aggiornamenti prima grafici alle varie abilità, in modo da rendere più accattivante anche la parte visiva, sia in termini di gameplay: la ratio del team di sviluppo in questo senso vuole essere quella dell’esplorazione di nuove creazioni e combinazioni di build, iniziata con l’introduzione dello scribing (la creazione di nuove abilità) e successivamente del sublcassing (la meccanica per la quale si possono unire più classi in una sola build).
Il primo bilanciamento, stando a quanto indicato dagli sviluppatori, colpirà le abilità della skill line del lupo mannaro, ma proseguirà con molte altre nel corso dell’anno: per avere aggiornamenti su questa parte della roadmap gli sviluppatori invitano a seguire i prossimi annunci, che includeranno anche dei celeri miglioramenti alla quality of life di varie meccaniche quali il livellamento delle cavalcature, la banca del giocatore e il respec delle skill.

UN FUTURO DA SCOPRIRE
La carne al fuoco dunque è stata molta, e le cose su cui riflettere, come giocatori di The Elder Scrolls Online, sono tante.
Le proposte degli sviluppatori sono tutte interessanti, e partono da una consapevolezza dello stato dell’mmorpg che non è assolutamente da sottovalutare o dare per scontata: ESO non è un progetto di poco conto né nell’ecosistema di titoli legati al franchise di The Elder Scrolls, né tantomeno nel quadro di gestione di Zenimax, e la sua evoluzione è un chiaro indicatore di questo.
Il team di sviluppo continua a modellare il gioco per renderlo fresco, moderno e fruibile, anche all’interno di un genere che, purtroppo, presta il fianco a tutta una serie di spigolosità che rischiano di rendere la sua esperienza datata, pesante e poco accessibile.
Tutto questo è rassicurante per i giocatori, e interessantissimo da analizzare anche per chi non cammina per Tamriel tutti i giorni.
Sul lato delle criticità invece, porterò qualche mia considerazione personale.
La presentazione del futuro di ESO è stata assolutamente interessante, ma l’ho trovata manchevole di qualcosa, che spero verrà trattato in futuro.
Non si è parlato per nulla di componenti narrative o legate alla storia del gioco. Abbiamo visto presentata una Stagione Zero, ma che arriva dopo una precedente Season che è stata trainata completamente dlla narrativa, e illustrata dagli sviluppatori come addirittura “il sequel della main story di ESO”, iniziata più di 10 anni fa.
Di cosa tratterà la Season Zero? Non è chiaro.
I Tamriel Times sembrano voler essere un pass perfettamente organico per dare sostanza al gioco di tutti i giorni, ma quale sarà lo scheletro intorno al quale si svilupperà la meccanica?
Cosa c’è di nuovo insomma? Un nuovo mercante nella Gold Coast non è sicuramente sufficiente, e le Event Zone potranno dare un senso al pacchetto solo in base alla loro effettiva durata, che dovrà essere vista come una vera e propria modalità relativa alla stagione (similmente a quanto visto in altri gaas). La natura hardcore del contenuto, però, mi fa sorgere dei dubbi in questo senso.
Passando poi alle altre tipologie di contenuti trattati, non si è fatto cenno alla prossima introduzione di nuovi dungeon, o comunque tipologie di aggiornamenti simili a quelle viste in passato, che includevano il classico paio di dungeon da 4 giocatori; cero da questo punto di vista l’introduzione delle esperienze in solo è una notizia grandiosa, ma anche qui si ripropone la domanda: è sufficiente migliorare quello che già si ha e sacrificare quello che si dovrebbe ottenere di nuovo in un esperienza di gioco MMO? È solo un primo passo in vista di un futuro che ci sta preparando qualcosa di più impattante?
Lo scopriremo nel 2026.

Concludendo, possiamo quindi tranquillamente affermare che la presentazione del futuro di The Elder Scrolls Online sia stata interessante, ma non priva di zone d’ombra: la cadenza stagionale dei contenuti, che ormai rimpiazza completamente quella annuale, può essere vista come una soluzione per rendere meno “corposi” gli aggiornamenti, ma certamente ha i suoi lati positivi in termini di fruibilità e flessibilità, sia per i giocatori che per il team di sviluppo.
Considerando le Season come contenitori poi, possiamo vedere come queste intendano portare con se tutta una serie di contenuti interessanti, anche e soprattutto sul piano degli aggiornamenti alle meccaniche di gioco: i nuovi Tamriel Tomes sembrano molto promettenti e tutto il florilegio di aggiornamenti grafici e al gameplay sono assolutamente pregevoli. Se tutto questo basterà per rendere il 2026 di ESO grandioso lo vedremo però solo vivendo Tamriel durante l’anno: all’appello mancano infatti alcuni dei leitmotiv tipici dell’MMORPG, come la valorizzazione di uno degli universi narrativi più floridi della storia dei videogiochi e una convincente proposta di contenuti.
Sembra che The Elder Scrolls Online abbia le idee ben chiare su come muoversi, ma dove stiamo andando è ancora tutto da scoprire, nel male o nel bene che sia.
Non è questa, però, l’avventura?







