Pubblicato nel 2025 da Free League Publishing, lo Starter Set di Vaesen non è ancora disponibile in italiano e si propone come una soglia d’accesso estremamente consapevole al Nord Mitico, quell’Ottocento alternativo in cui folklore e modernità convivono in modo instabile, e in cui il soprannaturale non è un’eccezione spettacolare, ma una presenza latente, radicata nel paesaggio, nelle tradizioni e nelle colpe non risolte. Non è uno starter set che si limita a insegnare come si gioca, ma uno strumento pensato per comunicare fin da subito il tono, l’identità e l’etica narrativa di Vaesen, mettendo il tavolo nelle condizioni di vivere un’esperienza coerente con il cuore del gioco.

Il box è concepito come prodotto autosufficiente e contiene tutto il necessario per iniziare a giocare senza il manuale base. Al suo interno troviamo un regolamento essenziale ma completo, un’avventura introduttiva strutturata per insegnare il sistema mentre lo si utilizza, cinque personaggi pregenerati fortemente caratterizzati, un Codex Occultum utilizzabile come manuale diegetico, oltre a dadi, mappe e materiali di supporto fisico. Ogni elemento ha una funzione precisa e contribuisce a un’esperienza compatta, priva di ridondanze, costruita con una chiara intelligenza editoriale.
Il Rules Booklet svolge un lavoro particolarmente efficace nel presentare l’ambientazione e le regole senza mai appesantire la lettura. Il Nord Mitico viene introdotto come uno spazio narrativo più che come un’ambientazione storica, un mondo in cui la rivoluzione industriale avanza mentre le antiche creature del folklore reagiscono, difendono territori, stringono patti e reclamano torti mai sanati. In questo contesto agiscono i personaggi, i cosiddetti Figli del Giovedì, individui che, a seguito di un trauma o di un’esperienza liminale, hanno acquisito la Vista, la capacità di percepire i vaesen e di interagire con ciò che normalmente resta invisibile agli occhi del mondo. È una definizione che non è solo colore narrativo, ma una vera chiave di lettura dell’intero gioco, perché chiarisce subito che i protagonisti sono persone spezzate, non eroi invincibili, e che il soprannaturale ha sempre un costo.

Le regole sono presentate in modo chiaro e progressivo, puntando sul nucleo del sistema Year Zero Engine. I lanci di dadi basati su attributi e abilità, la ricerca dei successi, la possibilità di spingere i tiri accettando conseguenze, costruiscono un loop di gioco che premia il rischio e l’iniziativa, e che soprattutto evita l’immobilismo tipico di certi investigativi. Il fallimento non blocca mai la storia, ma la complica, aggiungendo pressione, condizioni e nuove difficoltà. La gestione della paura e delle condizioni fisiche e mentali è centrale, perché in Vaesen la tensione non è solo descrittiva, è una componente meccanica che lascia segni duraturi sui personaggi.
Il combattimento è trattato con misura e coerenza rispetto all’identità del gioco. Le regole sono sufficienti per gestire scontri tesi e potenzialmente letali, ma non incentivano mai l’uso della violenza come soluzione primaria. I vaesen non sono avversari da abbattere, ma manifestazioni di conflitti più profondi, e affrontarli frontalmente è spesso la scelta meno efficace. Questo approccio rafforza l’atmosfera investigativa e orrorifica, spingendo i giocatori a osservare, comprendere e negoziare, piuttosto che a reagire d’istinto.

I cinque personaggi pregenerati rappresentano uno dei punti di forza più evidenti dello Starter Set. Non sono semplici archetipi funzionali, ma individui già carichi di conflitti interiori, segreti e ferite aperte. Torun Matses, boscaiola e cacciatrice, incarna la rabbia silenziosa e l’ossessione per la vendetta, Franz Nordenflycht porta con sé il peso di una carriera militare segnata dalla guerra e da un senso dell’onore incrinato, Otto Nyström è un sacerdote dalla fede lacerata e dall’identità problematica, Selma Nilsdotter rappresenta il conflitto tra modernità, politica e occulto, mentre Rasmus Frisk, vagabondo e figura profondamente ambigua, introduce il tema dell’appartenenza e della possibile contaminazione con il mondo dei vaesen. Tutti sono personaggi pronti all’uso, ma anche abbastanza profondi da sostenere sviluppi futuri.
L’avventura inclusa, The Haunting of Castle Gyllencreutz, è un esempio molto riuscito di scenario introduttivo. Fin dall’aggancio iniziale, un sogno condiviso e un invito enigmatico, l’avventura comunica chiaramente il tono del gioco, mescolando inquietudine, mistero e un senso costante di inevitabilità. L’incontro alla locanda, la chiamata all’azione e l’arrivo al castello costruiscono una progressione naturale che accompagna i giocatori all’interno della storia senza forzature. Il mistero al centro dello scenario ruota attorno a un torto antico e a un will o’ the wisp legato a una disputa di proprietà, e ribadisce con forza uno dei temi centrali di Vaesen, i conflitti con il soprannaturale non si risolvono con la forza, ma con la comprensione e la restituzione.

La gestione del ritmo è particolarmente efficace. Man mano che i personaggi esplorano il castello, la tensione cresce attraverso eventi inquietanti, fenomeni inspiegabili e una sensazione sempre più marcata di essere osservati. Gli handout supportano l’indagine senza risultare superflui, offrendo frammenti di passato che i giocatori devono collegare tra loro. La conclusione, che trasforma il castello nella futura sede della Società, non è solo una ricompensa narrativa, ma un ponte naturale verso una campagna più ampia, suggerendo sviluppi futuri senza imporli.
Il Codex Occultum è uno degli elementi più interessanti dell’intero box. Presentato come un testo interno alla finzione, consultabile dai personaggi, raccoglie informazioni sui vaesen, sulle loro abitudini e sui metodi per affrontarli. Questo strumento riduce la distanza tra conoscenza del giocatore e conoscenza del personaggio, responsabilizzando il tavolo e favorendo un approccio più attivo e consapevole all’indagine. È un esempio riuscito di come un elemento di supporto possa rafforzare sia l’immersione sia il gameplay.

Come ogni starter set, anche quello di Vaesen rinuncia a parte della profondità presente nel manuale base. La creazione dei personaggi è limitata ai pregenerati, alcune meccaniche sono solo accennate e il numero di vaesen presentati è contenuto. Tuttavia, queste rinunce appaiono sempre mirate e coerenti con l’obiettivo del prodotto, offrire un’esperienza completa, tematicamente solida e immediatamente giocabile, senza sovraccaricare chi si avvicina per la prima volta al gioco.
Nel complesso, lo Starter Set di Vaesen è un prodotto estremamente riuscito, capace di trasmettere l’anima del gioco fin dalla prima sessione. È uno starter set che non tratta il giocatore come un principiante da guidare passo passo, ma come qualcuno pronto a entrare in un mondo complesso e disturbante, fornendogli gli strumenti giusti per farlo. Un invito a guardare oltre il velo, sapendo che ciò che si troverà dall’altra parte non sarà mai del tutto rassicurante, ma proprio per questo degno di essere affrontato.
*Box fisico e digitale forniti da Free League Publishing in cambio di una recensione onesta.
Attenzione, spoiler: trovate lo Starter Set giocato da noi in live, in questa playlist che contiene i due episodi completi.







