Pubblicato nel 2025 da Free League Publishing, ALIEN The Roleplaying Game – Evolved Edition: Core Rulebook rappresenta l’evoluzione diretta e consapevole del gioco di ruolo ufficiale ambientato nell’universo di ALIEN, un volume che non sostituisce semplicemente la precedente edizione, ma la rilegge, la rifinisce e la amplia alla luce di anni di gioco al tavolo, e che al momento non è ancora disponibile in italiano.

Fin dalle prime pagine è evidente che non ci troviamo di fronte a una seconda edizione nel senso tradizionale del termine, ma a una revisione profonda costruita con un obiettivo molto chiaro, rendere il gioco più leggibile, più fluido e più solido senza tradirne l’identità. L’atmosfera rimane quella inconfondibile di ALIEN, uno spazio che non promette scoperta ma isolamento, sfruttamento, paura e silenzi carichi di minaccia. Tuttavia il modo in cui questa atmosfera viene trasmessa è più maturo e più funzionale rispetto al passato, con un testo che non si limita a evocare suggestioni, ma che lavora costantemente per collegare ambientazione, regole e ritmo narrativo.
L’introduzione all’universo di gioco non si limita a riproporre il quadro già noto di corporazioni onnipotenti, colonie di frontiera, religioni apocalittiche e informazione manipolata, ma lo organizza in modo più chiaro e più immediatamente utilizzabile. Rispetto alla prima edizione, dove alcune parti risultavano più descrittive che operative, qui ogni elemento del contesto sembra pensato per diventare una leva di gioco, un conflitto, una pressione da esercitare sui personaggi. Il Frontier non è solo uno sfondo narrativo, ma una condizione esistenziale permanente, e questa impostazione permea l’intero manuale.

La creazione del personaggio è uno dei punti in cui l’Evolved Edition mostra con maggiore evidenza il proprio lavoro di rifinitura. Il sistema basato sulle carriere, già solido nella prima edizione, viene mantenuto e resta perfettamente compatibile, con archetipi chiari e fortemente caratterizzati che definiscono competenze, ruolo narrativo e accesso a talenti distintivi. La vera novità è però l’introduzione del life path strutturato, una procedura opzionale ma estremamente incisiva che accompagna il personaggio dalla nascita agli eventi che ne hanno segnato la vita prima dell’inizio della storia. Non si tratta di semplice colore narrativo, ma di un sistema che produce effetti concreti, legami, traumi, benefici e limitazioni, contribuendo a creare personaggi che appaiono fin da subito stanchi, segnati, compromessi. È un’aggiunta che rafforza ulteriormente uno degli assunti fondamentali del gioco, nessuno arriva nello spazio profondo senza portarsi dietro cicatrici.
Dal punto di vista delle meccaniche di base, ALIEN The Roleplaying Game – Evolved Edition: Core Rulebook rimane fedele al Year Zero Engine, con una risoluzione rapida e orientata all’azione significativa. Tuttavia molte delle aree che nella prima edizione potevano risultare ambigue o richiedere interpretazioni al tavolo vengono qui chiarite e rese più coerenti. Il sistema di stress e panico, già centrale e tematicamente potentissimo, viene ricalibrato per funzionare meglio sia nelle sessioni singole sia nelle campagne a lungo termine. L’introduzione del valore di Resolve consente una gestione più fine della tenuta mentale dei personaggi, senza mai annullare il senso di precarietà che caratterizza l’esperienza di gioco. Lo stress continua a essere una risorsa pericolosa, un acceleratore narrativo che spinge i personaggi a osare di più, ma ora il suo impatto e il suo recupero sono più leggibili, più controllabili e meno soggetti a fraintendimenti.

Il panico, di conseguenza, diventa ancora più efficace come strumento narrativo. Gli effetti non sono semplici penalità numeriche, ma reazioni che influenzano il comportamento, le relazioni e la gestione della scena. In questo senso l’Evolved Edition dimostra una maggiore consapevolezza di come il panico debba servire a far deragliare le situazioni, non a bloccare il gioco. È un sistema che crea caos narrativo in modo coerente e che rafforza l’idea che la vera minaccia, spesso, non sia solo la creatura nell’oscurità, ma la fragilità umana sotto pressione.
Il combattimento è un altro ambito in cui la revisione si fa sentire in modo netto. Se la prima edizione già proponeva scontri rapidi e letali, qui la gestione di armature, munizioni e danni viene resa più coerente e trasparente. La standardizzazione della capacità dei caricatori e la revisione dei valori difensivi riducono l’attrito al tavolo e aumentano la sensazione di controllo senza mai rendere il combattimento “sicuro”. Ogni scontro resta una scelta rischiosa, ogni errore può essere fatale, ma ora le conseguenze sono più chiare e più immediate. Anche situazioni particolari come il combattimento in assenza di gravità o in ambienti estremi ricevono un trattamento più strutturato, trasformandosi da eccezioni narrative a vere e proprie condizioni di gioco.

L’equipaggiamento segue la stessa filosofia di pulizia e funzionalità. Armi, strumenti, farmaci, armature e veicoli non vengono presentati come semplici liste, ma come strumenti narrativi prima ancora che meccanici. La gestione delle risorse, già centrale nella prima edizione, viene rafforzata e resa più esplicita, sottolineando costantemente quanto la sopravvivenza dipenda da scelte logistiche tanto quanto dal coraggio o dalla competenza.
Uno dei passi avanti più significativi dell’Evolved Edition riguarda il supporto alla campagna. Dove il core rulebook originale offriva soprattutto un quadro generale, qui troviamo un’ambientazione pronta all’uso, il Tartarus Sector, descritta in modo sufficientemente dettagliato da sostenere una campagna lunga senza risultare opprimente. Colonie, sistemi, tensioni politiche e interessi corporativi forniscono una rete di spunti che si intrecciano naturalmente con i temi del gioco. La stazione Novgorod, presentata come location dettagliata, funziona perfettamente come hub ricorrente, un luogo familiare e al tempo stesso carico di potenziali minacce.

La sezione dedicata alla Game Mother è probabilmente una delle più riuscite dell’intero volume. Rispetto alla prima edizione, qui i consigli di conduzione sono più sistematici, più espliciti e direttamente collegati alle meccaniche. Il manuale non si limita a suggerire “come raccontare una storia horror”, ma spiega come utilizzare stress, panico, agende segrete e conflitto tra personaggi per costruire tensione in modo controllato. La distinzione tra modalità cinematografica e modalità campagna non è solo teorica, ma accompagnata da indicazioni pratiche che aiutano a modulare ritmo, mortalità e arco narrativo.
Un’aggiunta particolarmente significativa è la modalità Last Survivor, una proposta di gioco in solitaria che va ben oltre il semplice adattamento delle regole standard. Questa modalità introduce procedure specifiche, generatori di eventi, obiettivi e progressione, creando un’esperienza autonoma, coerente con il tono del gioco e sorprendentemente efficace. È un segnale chiaro di come Free League abbia voluto ampliare le possibilità di fruizione del gioco senza snaturarne l’identità.

Nel complesso, ALIEN The Roleplaying Game – Evolved Edition: Core Rulebook è uno di quei manuali che dimostrano cosa significhi davvero far maturare un gioco senza snaturarlo. È spietato, coerente, estremamente consapevole dei propri obiettivi e capace di trasformare ogni scelta, meccanica o narrativa, in pressione reale al tavolo. Non cerca di piacere a tutti, non addolcisce i suoi temi e non fa sconti ai personaggi, ma proprio per questo riesce a essere così efficace, solido e memorabile. Un riferimento per il genere horror fantascientifico, non perché perfetto, ma perché sa esattamente cosa vuole essere e lo realizza con una lucidità progettuale rara.
*Manuale fisico e digitale fornito da Free League Publishing in cambio di una recensione onesta.







