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La Regina degli Scacchi: Un fenomeno, ma non in senso buono – Speciale

Di recente ho rivisto Blade in TV e, come ogni singola volta che mi riguardo questa perla trash del 1998 diretta da Stephen Norrington, mi sale una strana voglia di cappottone lungo di pelle nera; questo “fenomeno” mi capita spesso anche durante il mio rewatch annuale della trilogia di Matrix e, volendo tornare alla mia infanzia, mi assale il ricordo dei miei compagni delle elementari che dopo il loro pomeriggio di cartoni animati giapponesi volevano uccidere Freezer a suon di pugni e calci (rigorosamente sferrati in aria) come faceva un noto Son Goku visto in TV. Ma perché io ho voglia di
lunghissime giacche di pelle dopo aver visto Matrix e loro avevano voglia di provare a volare dopo aver visto Dragon Ball?

È una curiosità che mi ha affascinato sin da bambina, quando guardavo quei miei compagni letteralmente rompere ossa delle braccia o delle gambe (o entrambe nella peggiore delle ipotesi) per imitare gli anime di Italia Uno: c’è una effettiva correlazione tra alcuni eventi della vita vera e quello visto in televisione? Perché fare quello che ti dice quello schermo senza mai rifletterci troppo?

Passiamo ai giorni nostri: io oggi di anni del Signore ne ho 25, 20 in più di quando andavo in prima elementare, ma questo fenomeno è sempre evidente ed è sempre al mio fianco, che io lo voglia o no.

Negli mesi scorsi è uscita “La Regina degli Scacchi” (titolo originale: “The Queen’s Gambit”), miniserie originale di Scott Frank firmata Netflix che racconta la storia di Elizabeth “Beth” Harmon, giovane promessa degli scacchi che si fa strada tra mille difficoltà nella vita e nelle competizioni scacchistiche.

Da quando questa serie esiste ed è stata vista da 62 milioni di utenti sono aumentate le vendite di scacchiere del 210% (triplicate in pratica), il server di scacchi più famoso nel mondo “chess.com” è passato da circa 30.000 nuovi iscritti a 100.000 o più in un solo giorno, aggiungendo addirittura la
modalità “gioca con Beth Harmon” dove gli utenti possono sfidare la nostra regina degli scacchi a 8, a 15, a 17 e a 20 anni e il libro da cui si ispira la serie ha venduto copie su copie, come non succedeva dalla sua data di uscita (il 1983, per chi se lo stesse chiedendo). Io leggendo questi dati sono rimasta basita per diversi motivi: per prima cosa ho avuto la conferma che non amo gli scacchi in alcun modo, dai tempi del primo Harry Potter e della scacchiera che si muoveva da sola, per seconda cosa il fenomeno “scazzottata in aria alla Dragon Ball” si sta ripetendo ancora una volta ma in scala mondiale…e come allora non credo sia qualcosa di cui vantarsi.

Sì, sono una persona molto polemica, un po’ come tutti i personaggi di Giovanni Storti nei suoi spettacoli teatrali: a me piace vedere le cose da diversi punti di vista ma soprattutto di non vederle mai da quello positivo. Se da una parte giocare a scacchi fa bene al cervello e in questo periodo di
lockdown è uno degli “sport” migliori da fare in casa al sicuro mi inquieta e non poco quel 210% in più di vendite: Netflix ha fatto una serie TV sul giocare a scacchi e ognuno che l’ha vista si è sentito il nuovo Bobby Fischer (uno dei nomi più celebri in questo campo), pronto a conquistare il mondiale a suon di mangiarsi re di legno e a voi sembra una cosa normale?

A me no. In quei famosi anni delle elementari, che ho citato all’inizio di questo articolo, avevo un compagno di classe che giocava a scacchi facendo tornei in tutta Italia sin da bambino ed aveva un talento smisurato: io personalmente ho perso il conto delle scacchiere rotte, delle prese in giro, delle risate di quei bulletti contro un bambino che come difetto aveva semplicemente quello di non giocare a calcio (che poi in realtà ci giocava ed era pure un discreto portiere); a me vedere quelle stesse persone guardare “La Regina degli Scacchi” e comprarsi una scacchiera su E-Bay per poi imparare a giocare con un video di Youtube mi fa leggermente bollire il sangue nelle vene. perché?

Perché la televisione gli ha fatto il lavaggio del cervello e li ha indotti a comprare gli scacchi e a giocarci…quando prendevano in giro un bambino che lo faceva nell’innocenza di avere una passione un po’ diversa da quella dei suoi coetanei e questo fa riflettere sulla effettiva liquidità del cervello di alcune persone.

Mi spiego meglio: un liquido non ha un corpo o una forma ma prende quella del recipiente in cui viene messo, evidentemente ora riempie la forma di un pedone…ma quale altra forma può andare a riempire semplicemente guardando un programma in TV? Vedendo Masterchef si sentiranno Bruno Barbieri e vorranno provare a fare un fumetto di pesce spada? Vedendo “Full Metal Jacket” si arruoleranno in guerra per poi impazzire? Vedendo una partita di hockey su ghiaccio si armeranno di mazza e pattini alla ricerca di un lago congelato dove esercitarsi?

Dalla mio conto voglio spezzare una lancia a favore a quelli come me, che nonostante guardino quasi tutto lo scibile dei vari palinsesti e non solo, riescono a restare impassibili e a non subire mutamenti.

Citando un altro esempio della mia realtà quotidiana non molto distante dai giorni d’oggi: il 3 ottobre 2019 nelle sale italiane è uscito “Joker”, pellicola diretta da Todd Phillips ed essendo io un’appassionata dei cattivi firmati DC Comics ho addirittura comprato il biglietto con un largo anticipo per assicurami alla proiezione un bel posto centrale dove potessi vedere e sentire al meglio; non vi dirò se a me è piaciuto o meno perché non è un articolo riguardante questo, ma posso dirvi che personalmente l’ho trovato un film pesante mentalmente e che ha mostrato una persona con dei gravi
problemi psichiatrici alle prese con un mondo freddo e sterile che si rifiuta categoricamente di aiutarla o, semplicemente, ascoltarla.

Poche settimane dopo l’uscita di questo film, durante il mio temporeggiare nei social, ho notato sempre più post su Instagram, Facebook e Twitter di miei mutuals (persona su internet che segui e a sua volta ti segue e con la quale interagisci spesso) che citavano frasi del film dalle quali si sentivano pienamente rappresentate: ma non frasi riguardanti il problema
che ha la società moderna di aiutare chi ha delle difficoltà non sostenendola, anzi facendogliene pesare, ma su quelle riguardanti le patologie psichiatriche diagnosticate ad Arthur Fleck/Joker.

La malattia, simile alla Sindrome Pseudobulbare, di cui è affetto il protagonista viene diagnosticata dopo anni di analisi, controlli e cure ed è spesso la conseguenza di patologie ben più gravi come tumori
maligni del tronco encefalico o Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)…voi siete così sicuri di averla?

Potreste giuraci con la croce sul cuore? Io personalmente dubito che se voi foste come Joker a livello psichiatrico stareste in giro tranquilli a passeggiare, al cinema con la fidanzata o al pub a bere una birra con gli amici perché penso, anzi sono convinta al 100%, che sareste rinchiusi in un istituto di igiene mentale a farvi seguire da degli esperti perché sareste considerati pericolosi per voi stessi ma soprattutto per chi vi sta intorno.

Ora però vorrei parlare di me e quelle altre persone che si arricchiscono ad ogni nuova visione ma non copiano, che aggiungono tasselli al loro puzzle interno senza sostituirlo totalmente ogni giorno perché vedere un film e appassionarsi poi a qualcosa non è necessariamente nocivo, cambiare
passione o hobby ad ogni nuovo show di Netflix lo è.

Io stessa mi sono appassionata a tante cose negli anni grazie alla TV che me le ha fatte conoscere, ma non le cambio ogni tre mesi come la macchina dal concessionario: le persone così mi fanno paura ma sono anche le stesse che per emulare un videogioco come GTA o un film come “The Dark Knight” compiono gesti di assurda violenza che spingono la società ogni volta a dover censurare prepotentemente, riempire di disclaimer dove si specifica di non imitare quello che stiamo per andare a visionare o di condannare a priori alcune forme di intrattenimento perché ritenute pericolose…vi pare giusto che per la sconsideratezza di alcuni dobbiamo vivere in un mondo così? Non mi piace fare polemiche, ma personalmente sta
diventando una storia piuttosto pesante questa qui. Concludo con un mio piccolo consiglio: voi potete anche comprare le scacchiere, però vi avverto che sono abbastanza noiose da spolverare!

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