Extra Interviste Speciali

Escape Room: intervista a Lorenzo Polentes di “Escape Room a Casa Tua” – Speciale

Viviamo in un periodo storico molto particolare che sta portando a trovare nuove soluzioni che molte imprese prima d’ora non avevano considerato.
Tra queste vi sono anche le Escape Room.

Siamo entrati in contatto con Lorenzo Polentes di Escape Room A Casa Tua, che ci ha guidato come narratore in una Escape Room, a tema “La Casa di Carta”, con una veste totalmente diversa da quella che ci possiamo aspettare, ovvero completamente online.

Gli abbiamo fatto alcune domande per avere più chiara questa situazione particolare e come si sono mossi nel tempo.

Quando hai cominciato a organizzare o fare da narratore per le Escape Room?

Tutto ha avuto inizio nel 2015 quando io e gli altri ragazzi miei soci eravamo impegnati su due fronti al contempo: tutti ingegneri dipendenti di multinazionali da un lato, tutti coinvolti nella nostra prima startup digitale (Everyride, poi nota come Andale, aggregatore di carsharing e mobilità cittadina) dall’altro.

È stato con quest’ultima che abbiamo iniziato a conoscere ed apprezzare la via imprenditoriale, e, dunque, venuti a conoscere il concetto di Escape Room all’estero, abbiamo deciso di dedicarci a svilupparlo anche nel nostro Paese.

È così che il nostro background da ingegneri atipici quali siamo, con un passato in teatro, animazione e musical, è emerso e ci siamo disposti a creare film da far vivere in prima persona: il nostro concetto di Escape Room!

Immagino che la trasposizione delle Escape Room partendo da un’esperienza reale ad un’esperienza online sia dovuta principalmente dalla pandemia, trovate un futuro per questa tipologia di gioco?

È certamente nata l’esigenza causa o merito la pandemia che ci ha costretti a chiudere temporaneamente le sedi fisiche in cui operiamo noi stessi o in cui operano gli imprenditori nostri clienti che a noi chiedono di progettare per loro nuove esperienze con nuove dinamiche che suscitino emozioni quali adrenalina o divertimento.

Non è stata però una scelta difficile, ma anzi molto scontata e abbracciata subito con entusiasmo venendo appunto da una precedente esperienza di startup digitale dall’esito positivo: abbiamo quindi fatto una crasi delle nostre competenze e interessi!

Durante il gioco ho potuto notare una fortissima componente “ruolistica” in cui, come narratore e, se me lo concedi, PNG, ci hai fatto immergere nel gioco, puoi dirci come e quanto influenza l’esperienza del GDR in una Escape Room?

In realtà è molto difficile esprimere un tale giudizio: quando mi viene posta una domanda simile sempre faccio un paragone molto semplice da intendere. Voler sintetizzare il concetto di Escape Room è come voler dare una connotazione unica al concetto di film: è impossibile.

Le trame e le ambientazioni sono molteplici, questo è chiaro a tutti, ma anche il budget investito, così come i registi e i creativi sono diversi da Escape a Escape e da questi ultimi elementi soprattutto ne consegue che la qualità delle esperienze è ben diversa tra una Escape Room ed un’altra.

Le nostre Escape Room, anche quelle fisiche, sono molto “immersive” e “filmiche”, presentano attori e dinamiche molto particolari, sempre studiate e diverse le une dalle altre e non sono quindi solamente “ambienti” diversi.

Questo richiede avere un’ampia conoscenza di dinamiche reali e di gioco da cui attingere e da poter reinterpretare, mescolare e reinventare, oltre che tecnologie e strumenti da sfruttare in modi “non canonici”. La nostra conoscenza dei Giochi Di Ruolo e delle loro meccaniche sicuramente ci è di supporto e ispirazione molte volte, pur cercando sempre di rendere le nostre creazioni godibili da chiunque e quindi anche da chi a queste meccaniche non è invece avvezzo.

Avete tratto ispirazione anche dalla vostre esperienza pregresse nello stesso ambito, o magari ci sono stati dei videogame o giochi da tavolo che vi hanno ispirato?

Direi che in questo caso non abbiamo preso ispirazioni.

Per un’esperienza come quella di questa Escape Room, di circa un’ora, per noi, quanto tempo vi è servito, avendo competenza negli strumenti che avete usato per idearla e scriverla?
In caso si tratti di una trasposizione immagino che parte del lavoro sia stato più facile?

Abbiamo in questo caso dovuto elaborare un format completamente nuovo, in cui lo scopo era quello di far vivere emozioni “come se si fosse” in una Escape Room fisica, con tutti i limiti del caso.
Non è stato semplice, ma dopo una prima settimana spesa a ipotizzare la dinamica, ne abbiamo spese un altro paio a creare la trama, le interazioni e il materiale.
Un’ultima settimana di test e di pulizia dei dettagli, a cui teniamo molto e siamo giunti al risultato.
Un tempo ridotto tutto sommato, ma sicuramente merito delle nostre conoscenze pregresse nel mercato, se ci rifacciamo a quando abbiamo progettato la nostra prima Escape Room fisica, che ci aveva richiesto 6 mesi!

Quanto influisce la vostra esperienza e i feedback ricevuti per determinare quanto tempo un Escape Room online debba durare?
C’è un tempo limite minimo e massimo entro cui volete far rimanere i giocatori?

Una regola che abbiamo desunto nel tempo, a valle di infinite esperienze e feedback dai partecipanti e che ora è per noi “regola aurea” è avere esperienze che non durino un tempo inferiore all’ora e che non superino le due ore.
Questo è il tempo che permette a tutti i “casual gamer” di divertirsi.

Questo genere di giochi sottopone spesso l’utenza a varie prove, non sole mentali ma anche psicologiche, puoi dirci cosa volete trasmettere ai giocatori?
Secondo la tua esperienza e i feedback ricevuti, ci siete riusciti, con questa specifica Escape Room o con altre sempre nell’ambito online?

Decisamente sì, il commento che maggiormente ci ha fatto intendere come fossimo riusciti nell’intento di coinvolgere appieno i partecipanti è stato quello di un giocatore che, a valle dell’esperienza, ci ha detto di aver sentito il desiderio di fuggirsene su un’isola deserta a godersi il bottino ottenuto dalla rapina.

Rimanendo sul tema “creazione”, l’Escape Room a cui ci avete sottoposto è strutturata in maniera lineare o segue una struttura ramificata ad algoritmo come succede su determinati GDR?

Potremmo dire che è un film in prima persona, dove i protagonisti sono i partecipanti, che in parte ne dirigono e in parte ne subiscono gli sviluppi!

Parliamo del fattore economico, quanto costa partecipare ad una Escape Room online come questa? 

Il prezzo dipende in linea di massima dal numero di attori coinvolti e dal numero di giocatori che prendono parte all’esperienza contemporaneamente, ma va dai 3€ ai 10€ a persona.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato sia come narratore in questa esperienza on-line che per le risposte a questa lunga intervista.

Grazie a voi!

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