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Best of 2019 di Paolo Manini

Sono un videogiocatore ormai da diverso tempo, anzi si può quasi dire che lo sono da tutta la vita, e dopo circa vent’anni di esperienza nel settore mi sono fatto un certo bagaglio culturale in merito, spero sufficiente da poter decidere almeno a titolo personale quali siano i giochi più meritevoli di quest’anno.


È un compito abbastanza arduo, soprattutto per la versatilità che mi contraddistingue e che mi permette di spaziare tra generi differenti mantenendo un certo “savoir faire”.
Premesso questo vi presento quelli che, a mio giudizio, sono i tre titoli più
interessanti.


Partendo dalla terza posizione, quanto meno una medaglia di bronzo spetta al titolo disponibile per Nintendo Switch Super Mario Maker 2.
Chi mi conosce ed è consapevole del mio percorso videoludico che ha avuto
origine con survival horror e FPS, si starà sicuramente chiedendo il perché di questa scelta… In realtà non è così irragionevole quanto sembra: il titolo è una vera e propria evoluzione del suo predecessore e aggiunge al suo repertorio non solo una modalità storia ma anche diverse funzionalità e miglioramenti online, per chi vuole regalarsi un abbonamento al servizio Nintendo Switch Online, tra cui il filtro Tag per la selezione dei livelli in base ai gusti personali dell’utente.
Tuttavia non è solo di un semplice platform dedicato alla serie dell’idraulico
italiano che si tratta ma di ciò che Super Mario Maker 2 rappresenta: come il primo capitolo, è un tentativo riuscito alla perfezione di avvicinare al mondo della programmazione, della progettazione e del disegno grafico i
videogiocatori che probabilmente, prima di aver provato questo titolo, non si sarebbero mai cimentati nell’impresa di comprendere l’immenso lavoro che c’è dietro alla realizzazione del prodotto che stanno utilizzando.
Questo viene enfatizzato dalla nuova interfaccia dell’editor ancora più intuitiva e funzionale e dai numerosi budge e riconoscimenti donati a tutti coloro che vogliono esprimere la loro creatività nella creazione di nuovi livelli. Data la mia passione per il web design e l’informatica in generale, non posso far altro che apprezzare l’idea.


Alla seconda piazza mi sento in dovere di citare l’ultimo capitolo della serie di Gearbox Software, Borderlands 3.
Penso che chiunque abbia mai anche solo bazzicato nell’ambito dei
videogiochi, non abbia potuto fare a meno di aver sentito parlare dello
“Shooter-Looter” pubblicato da 2K Games che in soli cinque giorni dal lancio  ha registrato un numero di vendite pari a circa cinque milioni di copie, cifre da capogiro che costituiscono un record anche per il noto publisher.
Questo action RPG FPS mantiene lo stile classico e cartoonesco tipico dei
capitoli precedenti ma senza togliere nulla ad una grafica molto accattivante tutt’altro che retrò, a cui si unisce un level design unico con nuovi pianeti da esplorare e panorami mozzafiato; a tutto ciò si aggiunge un comparto audio completamente rinnovato, con colonne sonore ben studiate che scandiscono i ritmi di gioco e la possibilità di sfruttare l’audio spaziale per un gameplay ancora più immersivo. Quest’ultimo infatti, caratterizzato dalla sua insana varietà di armi tutte con una particolarità e uno stile propri (con tanto di marchio di fabbrica!), personaggi con abilità speciali e albero di progressione differenti e bottini a più non posso con un design incredibilmente creativo, parla veramente da sé e credo che non abbia alcun bisogno di ulteriori approfondimenti.
Ciò che però rende così unico Borderlands 3, così come i suoi predecessori,
sono senza ombra di dubbio la trama e l’ambientazione, caratterizzati da una satira e un senso dell’humor così singolari e sfacciati da lasciare veramente poco spazio all’immaginazione ma che paradossalmente riescono ad aprire la mente dei giocatori verso nuovi orizzonti dell’intrattenimento.


Arriviamo dunque al top della mia classifica personale, che vede sul punto più alto del podio, con una luccicante medaglia d’oro il survival horror più
acclamato dell’anno, Resident Evil 2 Remake.
Anche partendo dal presupposto che il successo e la nomea dell’intera saga
non hanno bisogno di spiegazioni visto che complessivamente la serie, che ha più di vent’anni di età, ha superato le 90 milioni di copie vendute, è probabile che qualche lettore possa indignarsi nel vedersi nominato come miglior gioco dell’anno una semplice rivisitazione.
Beh permettetemi di dissentire sonoramente… Non si tratta di una semplice
“rivisitazione” ma di un vero e proprio capolavoro di restyling di un titolo che dal 1998 ad oggi riesce ancora a far parlare di sé.
Si potrebbe quasi dire che Capcom con questo nuovo capitolo abbia voluto
rivoluzionare il concetto di remake, riuscendoci in pieno visto che oltre a
riscuotere un notevole successo da parte della critica, Resident Evil 2 Remake ha già venduto oltre 4 milioni e mezzo di copie, superando perfino le aspettative della stessa compagnia nipponica.
Tuttavia non sono solo i numeri a parlare: il comparto grafico è letteralmente da paura e riesce a dare il meglio a qualunque risoluzione (perfino in 8K), con la possibilità di sfruttare anche le nuove DirectX 12; l’audio studiato a regola d’arte con suoni piacevolmente orribili, fa affidamento su una gamma completamente rinnovata di tracce senza però togliere ai giocatori più affezionati all’originale di mantenere le colonne sonore classiche del gioco, perfino nel menu di avvio.
Inutile dire che il gameplay completamente rivisitato mette a disposizione un nuovo assortimento di enigmi, percorsi e pericoli da affrontare, pur mantenendo i giusti legami con le proprie origini, con un intreccio quindi
pressoché inalterato ma tutt’altro che ripetitivo.
Ciò che però rende Resident Evil 2 Remake un titolo ancora più di successo,
non sono stati però solamente le sagge scelte in merito al rapporto novità/tradizione del gioco: parte dello stesso va anche senz’altro ai fan della serie che era dai tempi del 2002 che non vedevano sugli store un remake di uno dei capitoli cardine della serie.
Questo apprezzamento che si è fatto strada nelle varie community ha dato
libero sfogo alla fantasia e alla creatività degli utenti che hanno contribuito
(anche se indirettamente) a pubblicizzare l’opera di Capcom creando svariate tipologie di mod, meme e video più o meno “troll” che si sono fatti largo a spada tratta nel web.
Una chiara dimostrazione che anche fare leva sulla nostalgia dell’utenza,
soprattutto se si rende onore all’oggetto in questione, può non essere una
cattiva idea.

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Paolo Manini

Deputy Editor e Webmaster di Serial Gamer: anni di esperienza in videogiochi e siti web, tra un articolo e l'altro mi diverto a fare il gesto dell'ombrello a server e CMS vari.

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