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#FeministFriday Ep. 12: Cuori scuri, scure notti: Karliah

L’estate è ormai alle porte, e il Feminist Friday di oggi vuole accompagnare tutti i lettori di Serial Gamer Italia alle loro placide località balneari sotto un bell’ombrellone rosa, dove rosa ovviamente è una celebrazione del logo del sito. Nulla si pacchianamente sessista.

Questo venerdì approdiamo nell’infinito mondo di The Elder Scrolls, che ha dato casa a moltissime generazioni di videogiocatori, tra cui al sottoscritto.

L’universo di questo Fantasy RPG è vastissimo, e ogni avventuriero ha la possibilità di fare delle scelte che lo porranno nei panni di una delle moltissime popolazioni, caratterizzate profondamente nei loro usi e nei loro costumi. Io, in base alla mia esperienza di videogiocatore e al mio carattere di persona, non ho potuto fare altro che scegliere un bellissimo, simpaticissimo, squamosissimo argoniano. È quindi totalmente privo di qualunque pregiudizio razziale che vado a presentare la protagonista del dodicesimo appuntamento della rubrica: Signore e signori, Karliah.

Di cose da dire su questa elfa scura ce ne sarebbero circa novecento, ma proveremo a stare stretti: Karliah viene introdotta nel quinto capitolo della serie di TES, Skyrim: dove la conosciamo durante la lunga serie di quest legate alla Gilda dei ladri. Con la morte per omicidio del capogilda Gallus Desidenius, infatti il gruppo di furfanti con base nelle fogne della città di Riften non sta viaggiando in cattive acque, ma la situazione sembra avere una svolta quando il nuovo capo, Mercer Frey, subentrato all’assassinato vecchio leader, individua l’assassino del suo predecessore: ci viene dunque introdotta a questo punto Karliah, presentata come discepola prediletta di Gallus e sua assassina per tradimento.

Sulle tracce dell’elfa scura però scopriremo che la situazione è molto più intricata di quello che sembra, e quando arriveremo faccia a faccia con Karliah riveleremo quella che è la verità sulla vicenda e molto di più.

Non solo Karliah non è l’assassina di Gallus, con il quale era legata sentimentalmente, ma formava insieme a lui e Mercer Frey un trio molto particolare. I tre infatti facevano parte della Trinità Nightingale, un triangolo di guardiani devoti a Nocturnal, una semidivinità daedrica protettrice delle ombre e di coloro che scelgono di viverci. La trinità, oltre ad essere al vertice della Gilda dei ladri, aveva il compito di custodire i tesori della dea, fino al giorno in cui Frey decise di tradirne il servizio: scoperto da Gallus, arrivò a uccidere l’uomo, far ricadere la colpa su Karliah e fuggire con la Chiave dello Scheletro, un passpartout magico capace di aprire ogni serratura. Cominciò poi ad arricchirsi alle spalle della Gilda dei ladri, di cui si trovava ora unico capo.

Non poteva aspettarsi l’arrivo dell’argoniano più bello e palestrato di Tamriel a sbrogliare la matassa da lui creata.

Mentre Mercer muove i suoi loschi intrecci e il nostro personaggio tenta di fare chiarezza sul mistero, io mi concentrerei sulla situazione di Karliah: appena tradita dal suo confratello che ha ucciso il suo amore e le ha addossato la colpa costringendola alla latitanza, dopo avergli sguinzagliato contro tutti i tagliagole al servizio della malavita.

Nonostante tutto questo però, nonostante la solitudine e il tradimento, Karliah non si perde d’animo: riesce a mantenersi fedele ai suoi principi, a non venir meno ai compiti affidatigli da Nocturnal (anche ora che è sola e reietta), e a operare nella sua solita maniera lucida e sottile per minare la posizione di potere di Mercer.

Facendosi scoprire una ragazza tenera e candida, una volta conosciuta, Karliah riesce comunque ad agire in maniera fredda e ordinata, anche quando messa in difficoltà.

Quello che mi ha stupito di Karliah, e che continua a farlo dal 2011, è proprio la sua determinazione: L’elfa scura è la protagonista del dodicesimo Feminist Friday proprio perché riesce a restare in piedi dopo tutto quello che ha subito, e a non arrendersi alla sua situazione, organizzando in maniera lucida una linea di azione che la porterà alla redenzione.

A metà tra la candida ragazza e la fredda assassina, Karliah è il perfetto mix tra il fascino di chi non ha paura di scendere in battaglia per ciò che è giusto e chi algidamente non ha bisogno di scomporsi per avere la meglio sull’avversario.

Che sia un duello di spada, arco o contro la stessa vita, Karliah non compie un movimento di troppo, e tantomeno ne sbaglia qualcuno.

Anche voialtri quindi non sbagliatevi, e tornate venerdì prossimo su Serial Gamer Italia, quando ad orario variabile (non è l’attesa di Feminist Friday essa stessa il Feminist Friday) il sagace Pido, sangue di drago, sarà qui a portarvi il prossimo appuntamento! Chi manca è un falmer!

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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