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#FeministFriday Ep.10: Sempre con Lei: Jodie Holmes

Chiamate il presidente, siamo arrivati al decimo appuntamento di Feminist Friday!

La rubrica più bella e interessante di Serial Gamer Italia (l’unica credo) raggiunge oggi il suo primo deca, e non ha intenzione di fermarsi.

Dieci appuntamenti in dieci settimane, nelle quali ho personalmente combattuto contro la mia poca costanza, spinto da un progetto che mi è stato fatto conoscere e che ho scelto perché fresco e degno di attenzione.

Dieci appuntamenti. Come vola il tempo quando ci si diverte.

Feminist Friday però non ha in programma di fermarsi tra breve (boh penso, io alla fine sono già soddisfatto così), e per celebrare il raggiungimento del numero di maglia di Ronaldo, Montella e Giuffrida (non sono sicuro di Giuffrida ma mi rifiuto di andare su Google a cercare “Giuffrida numero maglia per portare avanti sta buffonata) tira fuori dalla manica una delle carte segrete che si aveva intenzione di sbattere sul tavolo tipo caricone a briscola solo nelle occasioni che contano.

Oggi abbiamo a che fare con una ragazza che potrebbe essere tranquillamente madrina della rubrica, ma ragazzi, io vado a ispirazione più che a gerarchia. L’avrete capito, sono un sentimentale io.

I dieci tamburi rullano: da Beyond: Two Souls entra in scena Jodie Holmes.

In regalo con l’abbonamento Playstation Plus del mese di Maggio, il capolavoro di David Cage è semplicemente una perla che va giocata solo nel caso decidiate di volere venir considerati esseri umani. Se no davvero, tranquilli.

Erede delle avventure grafiche vecchio stampo, Beyond: Two Souls ci mette nei panni di Jodie Holmes, inizialmente una bambina che però vedremo crescere (eccome) nel corso della storia. Solo il fatto che Jodie sia stata interpretata grazie alla tecnica di Motion Capture niente meno che dall’attrice Ellen Page potrebbe tranquillamente tenerci qui a parlare per ore delle battaglie della Page, impegnata da anni sul fronte LGBT e su quello dell’uguaglianza.

MA ripeto, non è strettamente per questo che nasce Feminist Friday e quindi, soddisfatto di aver lanciato il sasso e nascosto la mano subito dopo per solamente rivelare un retroscena in più senza approfondirlo, torniamo a Jodie.

Sin dalla nascita, la piccola figlia degli Holmes non è come le altre bambine: è infatti perennemente accompagnata da uno spirito invisibile, con il quale solo lei può comunicare e che ha il potere di interferire con il mondo fisico. Aiden, questo è il nome dell’entità, è legato a Jodie e quindi deve seguirla ovunque vada, ma il loro rapporto non è quello tra una persona e un oggetto semplice. Aiden infatti è lo spirito del fratello mai nato di Jodie, rimasto intrappolato a metà dei piani fisici e metafisici, e la loro relazione è del tutto simile a quella di altri fratelli: litigano, si beccano, fanno comunella e provano l’uno per l’altra l’amore fraterno più classico. Certo, uno prima di litigare con un essere che può far vorticare oggetti, esplodere vetri e anche spezzare colli senza scomporsi di una virgola ci penserebbe due volte, ma Jodie non teme il potere di Aiden. È una ragazza coraggiosa, e quello è suo fratello.

Come prevedibile, la vita per la piccola non è facile nemmeno per un secondo: la perenne vicinanza con lo spirito non favorisce Jodie nel farsi degli amici, e la presenza comunque protettiva di Aiden nei suoi confronti, davanti alle angherie degli altri bambini verso la timida sorellina, la pone molto spesso in situazioni delicate, e “strani incidenti” provocati dall’entità che mettono a rischio l’incolumità dei bulletti.

I genitori di Jodie poi, a conoscenza del “potere” della figlia, non gestiscono mai la situazione in maniera soddisfacente: la madre, per quanto nutra un profondissimo affetto genitoriale nei confronti della bambina, non riesce (povera donna) a dare il supporto e le sicurezze di cui la piccola ha bisogno mentre il padre semplicemente prova per Jodie quel disprezzo proprio di chi ha paura: non ci pensa perciò due volte prima di consegnare sua figlia ad un laboratorio di ricerca governativo, dove la bambina viene di fatto relegata, lontano dai suoi genitori, per essere studiata come un topo albino.

Qui incontrerà Nathan Dawkins il dottore col compito di soprintendere la ricerca legata a Jodie e Aiden: Nathan si dimostrerà essere un uomo molto migliore del suo padre naturale, e grazie al genuino affetto che nutre per la piccola, riuscirà a sostituirsi in qualche modo alla di lei figura paterna.

Le difficoltà per Jodie però sono tutt’altro che finite: crescendo e diventando una ragazza, la protagonista del Feminist Friday di oggi verrà infatti “utilizzata” dalla struttura governativa nella quale risiede per ogni tipo di missioni segrete para-militari: I poteri suoi e di Aiden saranno sfruttati in operazioni di spionaggio, sabotaggio industriale e, cosa non semplice da gestire per Jodie, di omicidio mirato.

Il percorso di maturazione della giovane però vedrà il suo apice davanti alla rivelazione del vero avversario all’interno dell’avventura: Nathan, a capo del laboratorio di ricerca, distrutto dal dolore per la perdita della moglie, intende costruire ed aprire un portale tra il nostro mondo e quello degli spiriti per poter rivedere la consorte, incurante del caos e della morte che procurerebbe questo atto; Jodie vede il suo padre adottivo messo in ginocchio dalla sofferenza, usato da un governo per raggiungere i suoi scopi militari mentre mette in pericolo la vita stessa sulla terra.

Perché le persone tradiscono sempre Jodie? Perché nessuno si rivela all’altezza dell’amore che ha così disperatamente bisogno di riversare su qualcuno?

Come è possibile che la ragazza, legata tutta la vita allo spirito di suo fratello, sia perennemente sola?

La forza di Jodie è quella di vivere per tutta la vita in un campo di battaglia potenzialmente senza amici, in cui può fidarsi solo di Aiden, e una volta uscita comunque vincitrice da questo terreno, trovare la forza per scegliere che cosa salvare alle porte dell’apocalisse e in che modo vivere il resto della sua vita.

Dopo un esistenza passata a scontrarsi con il totale fallimento di ogni valore (legami familiari, fiducia nelle persone, sacralità della vita etc. etc.), Jodie è in grado di non perdere la capacità di amare, di mettersi in gioco e di provare di nuovo a far andare le cose nel verso giusto.

Per la decima volta, è grazie a questo che Jodie Holmes è la protagonista del Feminist Friday di oggi: più di una volta la ragazza avrebbe avuto la possibilità di scappare, di sottrarsi alle sfide che la vita le ha posto davanti, di usare il suo potere per se stessa solamente, di compiere suicidio, addirittura, ma niente. Jodie va avanti, e anche in mezzo alle situazioni peggiori, non perde la speranza.

Per tutta la durata di Beyond: Two Souls, la cosa che volevo era entrare nel benedetto schermo e abbracciare la protagonista: non ho potuto (nemmeno stavolta), e allora eccomi di nuovo qui, oggi, a celebrarla nel decimo appuntamento questa rubrica.

Basta abbracci però, che se no divento scontato e molesto! Il vostro Pido, figlio di una grande dinastia, vi da appuntamento a venerdì prossimo, sempre con Feminist Friday e sempre su Serial Gamer Italia!

Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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