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Dark: Il filo invisibile che unisce passato, presente e futuro – Recensione

Netflix continua a crescere giorno dopo giorno, portandoci la prima produzione tedesca nel catalogo della piattaforma streaming più popolare degli ultimi anni.

Baran Bo Odar e Jantje Friese, i creatori della serie, conducono lo spettatore in una cittadina tranquilla sconvolta da misteriose sparizioni, trascinandoci sempre di più in un caos multi-generazionale dal sapore amaro. Il soggetto richiama fin da subito Twin Peaks, ma non è un’opera di Lynch nonostante abbia delle similitudini narrative; la serie televisiva Dark tenta l’arduo compito di costruire attraverso questa prima stagione, una mitologia interna per le prossime annate che non tarderanno ad arrivare.

Nella cittadina di Winden i nuclei familiari sono pieni di segreti e di menzogne, inventate per un equilibrio fragile e pronto ad implodere su stesso. Dark coinvolge lo spettatore nel rapporto tra delle famiglie, inserendo una ricorrenza di eventi che porteranno a un loop di situazioni dove tutto e tutti sono collegati, uniti da un filo invisibile ma esistente.

Fin dalla sigla possiamo intuire che la molteplicità di piani temporali che andremo a visionare sono intrecciati tra loro, e passato, presente e futuro coesistono nel tempo indomabile che distrugge e crea ogni intreccio narrativo.

Lost è senza dubbio un’ispirazione per i creatori della serie, i quali hanno voluto circondare l’ambiente dei personaggi con un’aura maligna, descritta ed enfatizzata da musiche quasi onnipresenti che invadono il fotogramma per inserire quel filo di Arianna impercettibile, consumando la speranza dei personaggi.

Tutto ciò potrebbe apparire terribilmente complesso, ma non è il caso di Dark; lo split screen porterà la chiarezza nel destino dei personaggi, in cui le versioni temporali dei nostri protagonisti si susseguiranno comprensibilmente, grazie ad un montaggio ben riuscito.

La messa in scena fredda e spietata, descriverà una cittadina invasa dal terrore di non sapere cosa si nasconde sotto il velo dell’apparenza, costruito attraverso gli anni dove la circolarità narrativa riporterà i dubbi che sono stai sepolti dal tempo. La scrittura a volte pecca di superbia in alcuni dialoghi ma si tratta di sequenze molto rare, le quali non rovineranno un’ottima esperienza che potrebbe trovare nelle prossime stagioni troppe difficoltà nella stesura, rischiando di rovinare il buon lavoro fatto finora. Speriamo che non si esageri con il proseguimento della serie televisiva, la quale ha saputo con dieci puntate costruire un ottimo intreccio tra i personaggi.

Dark vuole imporsi come una delle serie televisive più importanti del panorama e tenta di condurre lo spettatore in un labirinto tra passato, presente e futuro in cui i personaggi sono legati da una ciclicità di misteriosi e terribili eventi.

8.1

Regia

8.2/10

Fotografia

8.3/10

Montaggio

8.5/10

Interpretazioni

7.7/10

Sceneggiatura

8.0/10

Pro

  • Circolarità narrativa ben scritta
  • Ottima messa in scena
  • Mitologia interna interessante

Contro

  • Qualche dialogo poco coerente

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