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Gotham: stagione 2 – Recensione

Il male non ha lasciato Gotham e Gotham non ha lasciato il male. Essi coesistono e non può essere altrimenti in quanto uno non vive senza l’altro e viceversa.

Ripartiamo dunque da dove la serie ci aveva lasciati, ma con Bullock intenzionato a non combattere più il crimine, e Gordon pronto a riportare in auge la sua lotta al crimine insieme al suo fedele compagno. Il Re di Gotham è Il Pinguino, ma non sarà il solo a creare scompiglio nella città del futuro cavaliere oscuro.

Gotham

La stagione si divide in due parti: la prima, chiamata “Rise of the villains”, ed una seconda, chiamata “Wrath of the villains”. Purtroppo però questa divisione rende ancora più evidente quanto la prima parte sia superiore alla seconda: infatti quest’ultima è talmente raffazzonata da sembrare quasi essere fuori dall’ideazione iniziale.

Proviamo a spiegarci meglio: Theo Gallavan, alias Azrael, nella prima metà di stagione tenterà di celare la sua ascesa al potere criminale, attraverso la lotta al crimine stesso. Ma moltissime conoscenze saranno coinvolte durante gli eventi e lo svolgimento non lascerà spazio agli indugi.

Conclusasi dunque la prima parte di stagione, Gotham si trascina in maniera pesante verso il finale, attraverso eventi fin troppo dilazionati nel tempo e scarni a differenza della tipica dinamicità della serie, che in questo caso viene tenuta in piedi solamente dalla grande presenza scenica degli stessi protagonisti e dei supercriminali. In realtà, attraverso una visione più generale della seconda stagione, notiamo che le critiche mosse alla prima stagione hanno dato i loro frutti, venendo analizzate in maniera costruttiva dai produttori del suo seguito. Infatti, in primis, la storyline segue un andamento orizzontale più netto, deciso, e abbandona (non sempre) quel fastidioso sviluppo verticale che vede la tipica “storiella” cominciare e concludersi nello stesso episodio, rendendolo i questo modo non una puntata, ma un “episodio” nel senso semantico del termine. Inoltre, cosa gradita, molti personaggi cominciano ad emergere per quello che saranno in futuro, subendo così l’inizio di un importante processo di maturazione (in particolar modo l’enigmista, mostrerà il suo ego criminale e la potenza incredibile della sua mente).

Gotham

E’ anche vero che se nella prima stagione si è cercato di rimanere dove possibile fedeli alle biografie originali, in questa seconda stagione le cose vanno diversamente: infatti gli sceneggiatori hanno preso una netta distanza dalle controparti originali dei personaggi, in quanto molti criminali nascono quando il cavaliere oscuro già veglia sulla città. Questo farà male al cuore dei fan più intransigenti, ma è una scelta che a conti fatti appare più che logica e condivisibile.

I toni dark infine, sono rimasti tali e quali, avvicinandosi di più però a fenomeni fuori dalle logiche realistiche. Ciò non danneggia la serie ma anzi la valorizza in qualche maniera. Il “realismo” Nolaniano infatti con ogni probabilità non riuscirebbe a reggere un’intera serie, ed è sotto la luce del sole quanto, al contrario, i longevi comics, ci abbiano deliziato con eventi ben lontani dalla realtà: non sarebbe stato un compito semplice infatti conferire credibilità chimico-fisica a molti dei supervillain DC.

Gotham

Concludendo, è doveroso notare e apprezzare la conferma di Benjamin McKenzie, che nei panni di James Gordon è cresciuto enormemente come attore, aumentando di conseguenza la qualità della sua interpretazione. Anche Cory Michael Smith svolge un lavoro sublime nei panni dell’enigmista, e finalmente trova lo spazio che merita nella “hall of fame” dei supercriminali. Una menzione speciale va però a BD Wong, nei panni di Hugo Strange: sembra infatti che quel ruolo gli sia stato perfettamente cucito addosso: L’intensità dello sguardo e della voce dell’attore fanno rabbrividire al pari di un bruto, seppur sia solo un omino apparentemente innocuo.

Tirando le somme, la seconda stagione di Gotham si presenta già matura e si migliora nettamente con il trascorrere delle puntate; non possiamo che augurarci di conseguenza un futuro ancora più roseo per la serie.

Appassionati e non, non temete: Gotham punta in alto.

Gotham

Gotham Stagione 2

7.8

Trama/Ambientazione

7.0/10

Gameplay

7.5/10

Grafica

8.5/10

Sonoro

9.0/10

Longevità

7.0/10

Pro

  • Sceneggiatura più matura e univoca
  • Il cast regge il peso delle interpretazioni
  • Roaster supercriminali arricchito

Contro

  • Ancora troppa superficialità nelle scelte e nei dialoghi
  • Troppi episodi

Davide Battiston

Laureando in Design e Comunicazione Visiva, da sempre nutro passione per i videogiochi, i film e le serie tv. Cosa mi incuriosisce di più? Decisamente il lato artistico.

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