Thunder Road Vendetta RPG è stato pubblicato nel 2025 da 9th Level Games e, al momento, non è disponibile in italiano. Si tratta dell’adattamento ruolistico dell’omonimo board game di Restoration Games, un passaggio tutt’altro che scontato, soprattutto perché qui non si limita a trasporre meccaniche, ma prova a tradurre in linguaggio narrativo e sistemico una precisa estetica, quella dell’apocalisse su quattro ruote, fatta di velocità, lamiera e violenza. Il risultato è un manuale sorprendentemente coeso, che fa della semplicità strutturale il proprio punto di forza, senza mai rinunciare a una forte identità.

Fin dalle prime pagine emerge chiaramente la direzione del progetto. Il mondo è collassato, ridotto a una distesa di polvere, carburante e rottami, un evento noto come “Collasso” ha cancellato la civiltà come la conoscevamo, lasciando dietro di sé un’umanità frammentata, tribale e ossessionata dalla sopravvivenza. In questo scenario, il ruolo dei Guidatori è centrale, sono loro a mantenere in vita gli insediamenti, a trasportare risorse, a combattere, a correre. Il manuale insiste molto su questo legame, quasi simbiotico, tra personaggio e veicolo, un concetto che diventa fondante sia a livello narrativo sia meccanico. “Sei la tua macchina” non è solo uno slogan, è la chiave di lettura dell’intero sistema .
L’ambientazione è volutamente tratteggiata con pennellate larghe, più evocativa che dettagliata. Si parla di guerre per il carburante, di mari che si ritirano, di città scomparse, di culti e tiranni, ma senza mai entrare in una cronologia rigida o in una geografia precisa. Questo approccio lascia ampio spazio al tavolo, al Mechanic of Carnage, equivalente del master, per costruire la propria versione della wasteland. È una scelta coerente con il tono del gioco, che privilegia l’azione immediata e l’impatto visivo rispetto alla coerenza simulativa.
Il cuore del sistema è il motore polymorph, già visto in altri titoli di 9th Level Games, qui declinato in maniera estremamente tematica. Ogni personaggio è definito da un singolo dado, d4, d6, d8 o d10, che rappresenta il tipo di veicolo guidato. Non esistono classi nel senso tradizionale, esistono ruoli incarnati dal mezzo, Murderbike, Doom Buggy, Avenger, Eliminator. Questa scelta è brillante perché elimina completamente la separazione tra fiction e meccanica, il dado non è solo una statistica, è la traduzione matematica di un’identità.

Il funzionamento è tanto semplice quanto efficace. Si tira sempre e solo il proprio dado, senza eccezioni, per risolvere azioni, difese ed effetti. Le azioni sono quattro, Shift, Steer, Shoot, Slam, ognuna associata a specifici risultati sul dado. Non esistono difficoltà variabili, non esistono modificatori numerici, il sistema si basa interamente su probabilità distribuite in modo diverso tra i dadi. Un d4 esplode più spesso, quindi genera effetti spettacolari, ma è meno affidabile, mentre un d10 è stabile, resistente, ma meno incline a risultati esplosivi. È un design elegante, che riesce a comunicare il carattere del veicolo senza bisogno di lunghe descrizioni.
L’idea che solo i giocatori tirino i dadi è un altro elemento chiave. Il master non effettua mai tiri, tutte le minacce vengono gestite attraverso i tiri dei giocatori, in particolare con i salvataggi. Questo approccio sposta completamente il focus sull’esperienza del giocatore, rendendo ogni momento attivo e reattivo. Non si subisce mai passivamente, si risponde sempre, si reagisce, si cerca di evitare il disastro mentre si accelera verso il prossimo.
Particolarmente interessante è la gestione dei risultati speciali, le Chiavi e il Pedale. Quando si ottiene il valore massimo del dado, si può “premere sull’acceleratore”, trasformando un’azione spettacolare in un successo automatico al costo di carburante. È una meccanica che incentiva esplicitamente il gioco cinematografico, premiando chi descrive azioni sopra le righe. Al contrario, il risultato minimo permette di “prendere le chiavi”, ottenere comunque il successo ma attirare su di sé l’attenzione dei nemici. Sono soluzioni semplici, ma perfettamente allineate al tono del gioco, che spingono i giocatori a rischiare e a mettersi al centro della scena.

Il manuale dedica ampio spazio ai veicoli, che non sono semplicemente equipaggiamento, ma veri e propri archetipi narrativi. Le Murderbike sono veloci, fragili, creative, le Doom Buggy versatili, gli Avenger aggressivi, gli Eliminator resistenti e devastanti. Ogni categoria è descritta sia in termini meccanici sia in termini di fiction, con esempi, suggestioni, spunti estetici. Questo aiuta molto nella creazione del personaggio, che passa anche attraverso elementi come lo stile e la sostanza, equivalenti a tratti caratteriali e competenze.
Lo stile rappresenta l’aspetto esteriore, l’immagine che si proietta nel mondo, mentre la sostanza è ciò che si è davvero. È una distinzione interessante perché lega direttamente la caratterizzazione narrativa alla meccanica del vantaggio, permettendo di ottenere benefici quando si agisce in linea con questi tratti. Non si tratta di un sistema profondo o complesso, ma è sufficiente a dare colore e direzione ai personaggi.
La personalizzazione dei veicoli è un altro punto forte. Le modifiche disponibili sono numerose e spesso molto evocative, dai lanciafiamme ai sistemi di fumo, dalle armi pesanti ai dispositivi di sabotaggio. Non si tratta solo di bonus numerici, ma di strumenti narrativi che aprono possibilità di gioco. Alcune modifiche permettono attacchi a distanza, altre interazioni con l’ambiente, altre ancora effetti persistenti come incendi o ostacoli. È un arsenale pensato per generare caos creativo, più che per ottimizzare build.

Le risorse giocano un ruolo fondamentale. Carburante e rottami sono le valute principali, utilizzate per attivare abilità, migliorare risultati o evitare conseguenze. A queste si aggiungono concetti come i momenti, che regolano il flusso del turno, e le riserve della comunità, che collegano le missioni al contesto più ampio dell’insediamento. Questo introduce una dimensione gestionale leggera, ma significativa, perché ogni scelta ha un costo e le risorse sono sempre limitate.
Il manuale include anche sezioni dedicate alla gestione della partita, agli scontri su strada, agli hazard ambientali e alla creazione del Collasso. Quest’ultima è particolarmente interessante perché invita il gruppo a definire insieme la natura dell’apocalisse, creando una mitologia condivisa. Non è un worldbuilding strutturato, ma una serie di strumenti e spunti che aiutano a dare coerenza e identità alla campagna.
La presenza di gang, personaggi notevoli e zone rilevanti fornisce ulteriori elementi pronti all’uso, utili soprattutto per chi vuole iniziare rapidamente. Anche qui, però, il manuale evita di essere prescrittivo, preferendo offrire esempi piuttosto che soluzioni definitive. È un approccio che può risultare un po’ leggero per chi cerca un’ambientazione dettagliata, ma è perfettamente in linea con la filosofia del gioco.

Dal punto di vista editoriale, il manuale è molto curato. L’impaginazione è dinamica, con un uso intelligente di colori, illustrazioni e citazioni musicali che contribuiscono a creare atmosfera. Le immagini sono fortemente stilizzate, con un’estetica che richiama i poster grindhouse e il cinema post-apocalittico anni Ottanta. Non è solo un manuale da leggere, è un oggetto che comunica costantemente il proprio tono.
Sul piano dell’esperienza di gioco, Thunder Road Vendetta RPG è dichiaratamente orientato all’azione. Non è un gioco introspectivo, non è interessato all’analisi psicologica dei personaggi, a meno che questa non si traduca in una manovra spericolata o in un’esplosione. È un gioco che funziona quando si abbraccia il caos, quando si spinge sull’acceleratore e si accetta il rischio. In questo senso, è estremamente coerente con il materiale di partenza.

Ci sono, inevitabilmente, dei limiti. La semplicità del sistema può risultare riduttiva per chi cerca profondità meccanica o progressione complessa. Le opzioni di sviluppo del personaggio sono limitate, e la ripetitività può emergere in campagne lunghe se non si varia molto il contesto. Inoltre, l’assenza di una struttura narrativa più solida può mettere in difficoltà master meno esperti.
Tuttavia, questi aspetti vanno letti alla luce dell’obiettivo del gioco. Thunder Road Vendetta RPG non vuole essere un sistema universale, né un simulatore dettagliato, è un’esperienza focalizzata, intensa, immediata. E in questo riesce perfettamente. Ogni elemento, dalle meccaniche al layout, dalla terminologia al tono, è allineato a questa visione.
In definitiva, siamo di fronte a un manuale che prende un’idea molto specifica, la corsa mortale nel deserto post-apocalittico, e la traduce in un linguaggio ruolistico accessibile, coerente e sorprendentemente efficace. Non è un gioco per tutti, ma è un gioco che sa esattamente cosa vuole essere e lo realizza senza compromessi. Per chi cerca azione pura, caos controllato e un sistema che premi la spettacolarità, è una proposta estremamente solida, capace di regalare sessioni memorabili fatte di fumo, metallo e benzina.
*Edizione digitale del manuale fornita da 9th Level Games in cambio di una recensione onesta.







