Negli ultimi anni il genere dei beat ’em up ha vissuto una piccola rinascita grazie a diversi titoli che hanno riportato in auge la formula classica degli arcade.
Scott Pilgrim EX si inserisce perfettamente in questo contesto, riportando in scena uno degli universi più iconici della cultura pop degli anni 2000 con un nuovo capitolo che cerca di mantenere lo spirito dell’originale pur introducendo qualche elemento più moderno. Dopo averci passato diverse ore in single player, la sensazione è quella di trovarsi davanti a un titolo che non vuole reinventare il genere, ma celebrarlo, mantenendo intatta la sua anima arcade fatta di combattimenti frenetici, pixel art curata e una colonna sonora che accompagna perfettamente il ritmo dell’azione.

La premessa narrativa è volutamente sopra le righe, esattamente come ci si aspetterebbe dal mondo di Scott Pilgrim. Toronto viene travolta da una serie di eventi surreali che coinvolgono robot, demoni, gang improbabili e una misteriosa versione robotica di Scott che sembra essere dietro alla scomparsa di alcuni membri della band.
L’obiettivo diventa quindi attraversare diversi quartieri della città affrontando gruppi di nemici sempre più numerosi e boss eccentrici, cercando di rimettere insieme i pezzi di una situazione che fin da subito appare completamente fuori controllo.
La trama resta volutamente leggera e spesso funge più da contorno all’azione che da vero motore della progressione, ma riesce comunque a mantenere quell’umorismo tipico della serie che alterna momenti assurdi a battute che richiamano direttamente lo stile dei fumetti e del film.

Il cuore dell’esperienza resta ovviamente il combat system da beat ’em up classico, costruito attorno a combo, attacchi pesanti, mosse speciali e oggetti improvvisati da raccogliere nello scenario. Fin dalle prime battaglie il gioco trasmette una sensazione molto arcade: i controlli sono immediati e bastano pochi minuti per iniziare a concatenare colpi in modo naturale.
La soddisfazione arriva soprattutto quando lo schermo si riempie di nemici e si riesce a gestire il caos sfruttando bene combo e armi improvvisate. Tubi metallici, casse o altri oggetti diventano strumenti perfetti per spezzare il ritmo degli avversari e creare momenti spettacolari nel mezzo degli scontri. Il feeling dei colpi è solido e il gioco riesce a trasmettere bene l’impatto delle combo, rendendo ogni combattimento abbastanza appagante anche dopo diverse ore.
Una delle novità più evidenti rispetto al gioco del 2010 riguarda la struttura del mondo di gioco. Invece di limitarsi a una semplice sequenza di livelli lineari, Scott Pilgrim EX propone una mappa della città più interconnessa, con diverse zone di Toronto che possono essere esplorate e visitate più volte durante l’avventura. Questo approccio rende la progressione leggermente più dinamica, ma introduce anche alcuni momenti in cui è necessario tornare nelle stesse aree per completare obiettivi o recuperare oggetti.
In alcune occasioni questo tipo di backtracking può rallentare il ritmo generale dell’avventura, soprattutto quando si ha l’impressione di ripercorrere più volte le stesse strade per portare avanti la storia.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è la varietà dei personaggi. Il gioco propone sette combattenti giocabili, ognuno con un proprio stile di combattimento e abilità specifiche. Alcuni sono più veloci e orientati alle combo, altri puntano su attacchi più pesanti o su un controllo migliore dello spazio durante gli scontri. Questa differenza si sente davvero durante le partite: cambiare personaggio significa spesso cambiare completamente il modo di affrontare i combattimenti, e questo aggiunge un buon livello di rigiocabilità all’esperienza.
Provare nuovi personaggi diventa quasi inevitabile, soprattutto quando si inizia a capire meglio il sistema di combattimento e si vuole sperimentare stili diversi.

Anche il sistema di progressione introduce qualche elemento interessante. Durante l’avventura si raccolgono monete che possono essere spese nei negozi presenti nella città per acquistare oggetti, badge e potenziamenti che migliorano le statistiche del personaggio. Non si tratta di un sistema particolarmente complesso, ma riesce comunque a dare una sensazione di crescita man mano che si prosegue nella campagna. Alcuni potenziamenti influenzano direttamente la forza degli attacchi o la resistenza del personaggio, mentre altri aggiungono piccoli bonus che possono fare la differenza negli scontri più caotici.
Parlando di difficoltà, Scott Pilgrim EX alterna momenti piuttosto accessibili ad altri decisamente più impegnativi. Alcune sezioni scorrono senza troppi problemi, mentre in altre il gioco decide improvvisamente di alzare il livello della sfida mettendo il giocatore contro gruppi numerosi di nemici o boss particolarmente aggressivi. In questi momenti diventa fondamentale sfruttare bene le mosse speciali, gli oggetti equipaggiati e la gestione dello spazio durante il combattimento.
Il sistema di difesa richiede anche un po’ di pratica, perché bloccare gli attacchi non significa necessariamente evitare completamente i danni, e restare troppo a lungo sulla difensiva può comunque lasciare il personaggio vulnerabile.

Dal punto di vista visivo il gioco è una vera dichiarazione d’amore alla pixel art. Gli sprite dei personaggi sono ricchi di dettagli e le animazioni risultano molto più fluide rispetto al capitolo originale.
Le ambientazioni riescono a catturare bene l’atmosfera stilizzata dell’universo di Scott Pilgrim, alternando quartieri urbani, locali musicali e scenari sempre più surreali man mano che l’avventura procede. Gli effetti visivi durante i combattimenti rendono ogni colpo più spettacolare e contribuiscono a dare energia agli scontri, soprattutto quando le combo iniziano a diventare più lunghe.
Un altro elemento che continua a funzionare incredibilmente bene è la colonna sonora firmata da Anamanaguchi, che accompagna ogni combattimento con tracce energiche che mescolano chiptune ed elettronica. La musica riesce spesso a dare il ritmo agli scontri e in alcuni momenti sembra quasi trasformare le battaglie in piccoli concerti pixelati. È uno di quegli elementi che contribuisce davvero a definire l’identità del gioco e che rimane facilmente in testa anche dopo aver smesso di giocare.
Ho affrontato l’intera campagna principalmente in single player, e nonostante il gioco sia chiaramente pensato anche per la cooperativa l’esperienza in solitaria resta comunque molto divertente.
È facile immaginare come il caos degli scontri possa diventare ancora più spettacolare con più giocatori sullo schermo, ma anche da soli il titolo riesce a mantenere un buon ritmo per tutta la durata dell’avventura.
La campagna principale dura all’incirca cinque ore, una durata abbastanza tipica per questo tipo di giochi. Non è un’esperienza particolarmente lunga, ma la presenza di più personaggi giocabili e la possibilità di rigiocare alcune sezioni con stili diversi contribuisce a mantenere una certa rigiocabilità.

Il confronto con Scott Pilgrim vs. The World: The Game è inevitabile. Quel titolo è diventato negli anni un piccolo cult tra gli appassionati del genere, e questo nuovo capitolo cerca chiaramente di raccoglierne l’eredità. In alcuni aspetti riesce a migliorare la formula, soprattutto dal punto di vista visivo e nella varietà dei personaggi. In altri invece l’esperienza risulta leggermente meno compatta, soprattutto a causa della struttura più aperta della città che introduce qualche momento di ripetitività. Dopo averci passato diverse ore la sensazione generale è che Scott Pilgrim EX sia un gioco che funziona meglio quando lo si prende per quello che è: un ritorno nostalgico a un beat ’em up arcade che punta tutto su ritmo, stile e divertimento immediato. Non prova a rivoluzionare il genere, ma riesce comunque a offrire combattimenti divertenti, un’estetica curata e una colonna sonora memorabile.
Versione testata: PS5, grazie ad un codice fornito dal publisher.







