Riftbreakers Second Edition, pubblicato nel 2025 da Blackoath Entertainment e progettato da Alex T., è la naturale evoluzione di un sistema che ha saputo ascoltare il proprio pubblico e rielaborare le sue fondamenta senza tradirne l’identità. Il manuale, non disponibile in italiano, si presenta come un volume corposo e densamente strutturato, pensato per offrire un’esperienza completa e autosufficiente, capace di sostenere sia il gioco tradizionale con Game Master sia quello in solitaria o in cooperativa senza guida. Fin dalle prime pagine emerge chiaramente la volontà di trasporre al tavolo dinamiche tipiche dei videogiochi di ruolo online, mantenendo però una coerenza sistemica che non scade mai nella semplice imitazione .

L’ambientazione di Kaethor è costruita per essere funzionale al gioco prima ancora che contemplativa. Si tratta di un mondo spezzato da tempeste dimensionali, le Riftstorms, che riversano creature e anomalie, generando una pressione costante sui territori e sui loro abitanti. I personaggi, chiamati Stranieri (Strangers), sono individui privati della memoria e catapultati in questo contesto ostile, una scelta narrativa che giustifica tanto la progressione quanto la scoperta graduale delle meccaniche. Non siamo di fronte a un’ambientazione stratificata nel senso classico, con una lore enciclopedica da assimilare, ma a un ecosistema dinamico progettato per essere attivato al tavolo, dove ogni elemento esiste in funzione del ciclo di gioco, esplorazione, combattimento, raccolta e crescita.
Il sistema di regole si basa su una struttura percentuale a D100, una scelta che garantisce immediatezza e trasparenza. Le abilità (skills) rappresentano valori percentuali e il successo si determina con un tiro inferiore o uguale al punteggio, un approccio che rende chiaro fin da subito il livello di competenza del personaggio. Questa semplicità apparente si stratifica rapidamente grazie a meccaniche come vantaggio e svantaggio (advantage e disadvantage), successi critici e fallimenti, prove contrapposte e gestione della difficoltà. Il risultato è un sistema che rimane accessibile ma che offre una profondità concreta, soprattutto quando si iniziano a padroneggiare le interazioni tra le varie sottomeccaniche.
La creazione del personaggio è uno degli aspetti più caratterizzanti del gioco. Riftbreakers abbandona completamente il concetto di classe, sostituendolo con un sistema modulare basato su Cuori (Hearts) e Abilità (Abilities). Gli attributi definiscono la struttura del personaggio, includendo elementi come Salute (Health), Etere (Aether) e Protezione (Protection), mentre le abilità coprono un ampio spettro di competenze, dalla furtività alla creazione di oggetti. Tuttavia, è il sistema dei Cuori a definire realmente l’identità ludica del personaggio. Ogni Cuore rappresenta un archetipo tematico, un insieme coerente di poteri che suggerisce uno stile di gioco, senza però imporre vincoli rigidi.

Il giocatore può assimilare nuovi Cuori durante la progressione, combinandoli liberamente e costruendo configurazioni ibride che si discostano dai modelli tradizionali. Questo approccio richiama direttamente la logica degli alberi delle abilità (skill tree) dei videogiochi, offrendo una libertà progettuale notevole. Le Abilità associate ai Cuori sono definite in modo estremamente preciso, con costi in Etere, portata, tipo di azione e difesa associata, creando un linguaggio sistemico coerente e facilmente leggibile.
Uno degli elementi più interessanti è il Carico di Abilità (Ability Loadout), una sorta di “mazzo” limitato di abilità attive che il personaggio può utilizzare in combattimento. Non basta possedere molte abilità, è necessario selezionare quali portare con sé in base al contesto. Questa scelta introduce una dimensione strategica significativa, perché costringe il giocatore a ragionare in termini di sinergia, ruolo e adattamento. La costruzione del personaggio diventa quindi un processo continuo, che non si esaurisce nella creazione iniziale ma evolve costantemente.
Il combattimento è costruito attorno a una struttura dinamica e leggibile, che combina posizionamento, gestione delle risorse e tempismo. Le zone di combattimento, le azioni e le reazioni creano un flusso che alterna momenti di pianificazione a decisioni immediate. L’influenza dei MMORPG è evidente, non solo nella presenza di ruoli impliciti, ma anche nella gestione delle abilità e delle priorità tattiche. Le Abilità Prime (Prime Abilities), utilizzabili una sola volta per scontro, introducono una gestione della tensione molto interessante, perché costringono a valutare con attenzione quando sfruttare le risorse più potenti.

Il sistema supporta in modo nativo il gioco senza Game Master, attraverso un’ampia gamma di oracoli, tabelle casuali e strumenti procedurali. Non si tratta di un’aggiunta marginale, ma di una componente centrale del design. Il manuale fornisce strumenti per generare eventi, rispondere a domande, determinare reazioni e costruire archi narrativi in modo emergente. Questo permette di giocare in solitaria o in cooperativa mantenendo una coerenza interna sorprendente, un risultato che evidenzia una progettazione attenta e strutturata.
L’esplorazione si sviluppa attraverso un sistema modulare supportato da numerose tabelle e generatori. Le regioni di Kaethor offrono varietà ambientale, ma ciò che conta davvero è la capacità del sistema di produrre situazioni sempre nuove. Le missioni (quests) vengono generate attraverso bacheche o eventi casuali e spaziano da incarichi semplici fino a obiettivi più complessi come la chiusura dei Rift. Questo approccio privilegia la rigiocabilità e la varietà, sacrificando in parte la costruzione narrativa lineare a favore di un’esperienza emergente.
Il sistema di raccolta e creazione (gathering e crafting) è estremamente articolato e rappresenta una componente centrale del gameplay. La raccolta di risorse, la creazione di oggetti, la cucina e il miglioramento dell’equipaggiamento sono integrati in un loop coerente che incentiva l’esplorazione e il combattimento. La presenza di formule e progetti (blueprints) e la gestione della rarità degli oggetti contribuiscono a creare un senso di progressione costante, molto vicino a quello dei videogiochi di riferimento.

L’equipaggiamento e il bottino (gear e loot) sono gestiti con grande attenzione al dettaglio. La generazione casuale degli oggetti magici introduce una componente di sorpresa continua, mentre elementi come armi senzienti e oggetti evolutivi aggiungono profondità e personalità all’equipaggiamento. Non si tratta solo di numeri, ma di strumenti che possono influenzare il modo in cui il personaggio viene giocato e percepito.
Il bestiario è ampio e variegato, con una grande quantità di creature che coprono diverse tipologie e ruoli. Ogni mostro è definito non solo da statistiche ma anche da comportamenti e priorità, rendendo gli scontri meno prevedibili. I Riftlord, veri e propri boss legati alle Riftstorms, rappresentano sfide strutturate e impegnative, pensate per mettere alla prova il gruppo e le sue sinergie.
Dal punto di vista produttivo, il manuale presenta una veste grafica coerente e funzionale. Le illustrazioni contribuiscono a definire l’atmosfera senza mai risultare invasive, mentre l’impaginazione è pensata per facilitare la consultazione, un aspetto fondamentale in un gioco con una tale densità di contenuti. Nonostante la mole, il manuale riesce a mantenere una buona leggibilità, anche se richiede un certo investimento in termini di attenzione e tempo.

Riftbreakers 2E è un gioco che sa esattamente cosa vuole essere. Non cerca di adattarsi a tutti i gusti, ma propone un’esperienza molto precisa, costruita attorno a sistemi interconnessi, progressione costante e rigiocabilità elevata. L’assenza di una struttura narrativa tradizionale potrebbe non incontrare le aspettative di chi cerca una forte componente autoriale, ma è una scelta consapevole che permette al sistema di esprimersi al meglio.
Nel complesso, ci troviamo di fronte a un manuale solido, ambizioso e coerente, capace di portare al tavolo un’esperienza che guarda apertamente al mondo videoludico senza perdere la propria identità analogica. Riftbreakers 2E non si limita a reinterpretare modelli esistenti, ma li rielabora con intelligenza, offrendo un’alternativa concreta e strutturata all’interno del panorama dei giochi di ruolo fantasy contemporanei.
Il volume è disponibile su DriveThruRPG e Itch.io, in versione digitale ed in versione Print on Demand Softcover e Hardcover con colori Standard e Premium.
*Versione fisica e digitale del manuale fornite dall’editore in cambio di una recensione onesta.







