Nel panorama degli autobattler e dei roguelite strategici è sempre più difficile trovare titoli che riescano a distinguersi davvero. Hive Blight prova a farlo con una premessa tanto semplice quanto originale: guidare uno sciame di insetti in un mondo corrotto da una misteriosa piaga fungina, costruendo squadra e sinergie run dopo run in un sistema che mescola strategia tattica, gestione delle unità e progressione roguelite.
Il progetto è attualmente disponibile in Early Access su Steam, e questo si percepisce in alcuni aspetti ancora in fase di rifinitura. Allo stesso tempo però è evidente che alla base del gioco ci sia già una struttura piuttosto solida, soprattutto per quanto riguarda la costruzione delle strategie e la varietà delle combinazioni possibili tra unità e oggetti.

Il contesto narrativo non è particolarmente elaborato, ma riesce comunque a dare una direzione all’esperienza. Il mondo degli insetti è stato colpito da una misteriosa contaminazione fungina guidata da una figura chiamata Fungomancer, una presenza che sta lentamente corrompendo l’intero ecosistema.
Il compito del giocatore è guidare diverse fazioni di insetti e creare uno sciame abbastanza forte da contrastare questa minaccia.
La struttura del gioco segue quella tipica dei roguelite: ogni run inizia con la scelta di due clan di insetti, una decisione che influenza immediatamente il tipo di strategia che si potrà sviluppare. Ogni fazione ha infatti caratteristiche e abilità specifiche che favoriscono determinati stili di gioco.
Alcuni clan sono orientati verso strategie aggressive e danno diretto, mentre altri si concentrano su status alterati, supporto o controllo del campo. Questa scelta iniziale è già sufficiente per cambiare completamente il modo in cui si affronta una partita e invita fin da subito alla sperimentazione.
Durante la progressione sulla mappa si incontrano nuovi insetti da reclutare, eventi casuali, negozi e potenziamenti che permettono di sviluppare lo sciame. Attualmente il gioco propone oltre trenta unità differenti, ognuna con abilità e statistiche specifiche che possono combinarsi tra loro in modi interessanti.
Ed è proprio qui che Hive Blight mostra la sua idea più riuscita: le sinergie tra unità e abilità. Non si tratta semplicemente di mettere insieme le creature con le statistiche più alte. Molte delle strategie più efficaci nascono invece dalla combinazione di effetti passivi o abilità che si rafforzano a vicenda. Alcuni insetti applicano veleno nel tempo, altri amplificano i danni da status, altri ancora attivano effetti difensivi o rigenerativi quando determinate condizioni vengono soddisfatte.
Durante una delle mie run ho provato a costruire una squadra completamente basata sugli effetti di veleno.
All’inizio sembrava una scelta piuttosto lenta, ma dopo aver trovato alcuni trinket che aumentavano i danni nel tempo la situazione è cambiata radicalmente: in pochi combattimenti la squadra è diventata sorprendentemente efficace, eliminando gruppi di nemici quasi senza bisogno di attacchi diretti particolarmente potenti. Sono momenti come questi a rendere il sistema di gioco davvero soddisfacente.

Le battaglie si svolgono in tempo reale automatico, ma con una particolarità importante: una volta iniziato lo scontro il giocatore non può più intervenire direttamente. Tutto dipende dalla fase di preparazione precedente. Il posizionamento delle unità, gli oggetti equipaggiati e le sinergie costruite determinano completamente l’esito del combattimento. Questo rende la fase strategica fondamentale, perché anche spostare un’unità di una singola casella può cambiare radicalmente l’andamento di uno scontro, soprattutto quando si tratta di proteggere unità di supporto o permettere ai tank di assorbire il grosso dei danni.
Durante l’esplorazione della mappa si incontrano diversi tipi di eventi, tra cui negozi, altari sacri, forgie e incontri casuali che permettono di potenziare le unità o ottenere nuovi oggetti.
Attualmente il gioco include più di quaranta trinket e oggetti equipaggiabili, molti dei quali introducono effetti piuttosto interessanti. Alcuni oggetti aumentano semplicemente le statistiche delle unità, mentre altri modificano direttamente il funzionamento delle abilità. In una run mi è capitato di trovare un trinket che attivava uno scudo ogni volta che un’unità veniva curata. Combinato con più unità di supporto, questo effetto ha trasformato una squadra fragile in una formazione sorprendentemente resistente, dimostrando quanto il gioco premi la costruzione intelligente delle sinergie.
Dal punto di vista artistico Hive Blight adotta uno stile visivo colorato e stilizzato. Gli insetti hanno design semplici ma distintivi, spesso ispirati a specie reali, e questo aiuta a distinguere rapidamente le unità durante le battaglie.
L’atmosfera risulta curiosa e abbastanza originale nel panorama degli autobattler, contribuendo a dare al titolo una personalità visiva riconoscibile.
Tuttavia, essendo ancora in Early Access, non mancano alcuni aspetti migliorabili. Il problema più evidente riguarda la leggibilità degli scontri, che in certe situazioni può diventare un po’ confusa quando sul campo sono presenti molte unità con effetti attivi contemporaneamente. Anche l’interfaccia in alcune fasi della gestione potrebbe essere rifinita meglio, perché spostare unità o oggetti non è sempre immediato e può capitare di compiere operazioni non intenzionali mentre si cerca di riorganizzare la squadra.

Proprio perché il titolo è ancora in sviluppo, gli sviluppatori hanno già dichiarato l’intenzione di espandere il roster di unità, aggiungere nuovi boss e ampliare ulteriormente le possibilità strategiche nel corso dell’Early Access.
Nonostante ciò, già ora il gioco riesce a offrire un loop piuttosto solido: le run scorrono abbastanza velocemente e la varietà delle combinazioni possibili spinge a riprovare più volte per scoprire nuove strategie. La sensazione dopo diverse partite è che il progetto abbia una base molto promettente, soprattutto per chi apprezza i roguelite strategici dove la pianificazione e la costruzione delle sinergie contano più dei riflessi.
Per ora Hive Blight resta quindi un’anteprima decisamente interessante, un progetto che mostra già buone idee e una struttura di gameplay convincente. Con il giusto lavoro di rifinitura e nuovi contenuti durante lo sviluppo, potrebbe facilmente trasformarsi in uno dei piccoli roguelite strategici più curiosi della scena indie.
*Anteprima scritta grazie ad un codice fornito dagli sviluppatori







