Di opere videoludiche incentrate sul medioevo ne abbiamo viste moltissime nel corso degli ultimi anni con progetti esaltanti come la saga di Kingdom Come: Deliverance e saghe da ricordare come A Plague Tale, ed è proprio in questo periodo storico che va ad inserirsi la nuova fatica del team italiano Sadleo, 1348 Ex Voto, un action che punta forte sul comparto narrativo ispirandosi a traendo ispirazione da opere come Hellblade: Senua’s Sacrifice. Dopo la demo pubblicata in occasione dello Steam Next Fest che aveva lasciato qualche punto interrogativo il gioco arriva sugli scaffali dei negozi cercando di confermare le aspettative che gran parte dei giocatori avevano riposto nel prodotto. Vediamo dunque se i ragazzi di Sadleo sono riusciti a dar vita ad un’opera da ricordare.
Emancipazione
Partiamo subito dal punto migliore della produzione che mette in scena una vicenda interessante portando alla ribalta delle tematiche importanti e da non sottovalutare: il titolo infatti basa il suo canovaccio sul rapporto tra due ragazze dando grande importanza all’emancipazione. Troviamo la popolana Bianca che è schiacciata dalle pressioni sociali e costretta a prendere i voti rinunciando così ai suoi sogni di diventare una cavallerizza; in “opposizione” troviamo Aeta, la protagonista principale del gioco, che, grazie alle sue nobili origini, aspira al ruolo di cavaliera. Da qui si dirama la trama di Ex Voto che ci porta in sette, otto ore in un viaggio da parte di Aeta per recuperare la sua Bianca rapita da un incursione dei briganti fino ad arrivare al momento clou del finale che va a comporre un buon canovaccio condito da pochi personaggi chiave che vengono presentati a schermo con la propria cutscene.

Ti sfido a duello… se ci riesco
Il vero punto debole del gioco però rimane il gameplay che risulta poco rifinito e poco approfondito: Ex Voto si presenta infatti come un’avventura lineare con una serie di corridoi dove bisogna liberarsi dei vari nemici presenti che fanno capolino nelle varie aree di gioco aumentando sempre di più di numero proseguendo nel gioco. Pad alla mano le possibilità sono abbastanza poche con Aeta che brandisce la sua fidata spada utilizzandola a una mano per gli attacchi veloci e a due per gli attacchi pesanti; arma utilizzata anche per parare con tanto di barra della stamina utile proprio per la respinta dei colpi nemici. Negli scambi all’arma bianca l’unico obiettivo è quello di destabilizzare il nemico di turno a suon di attacchi per rompergli la guardia e colpirlo indisturbati stando attenti alla tipologia di quest’ultimo dato che avversari con l’alabarda per esempio hanno la possibilità di attaccare maggiormente ribattendo i colpi sferrati.
Ma il vero problema dei combattimenti si presenta sin dall’inizio quando siamo chiamati ad affrontare più avversari contemporaneamente: il lock dei nemici è infatti una seccatura con la selezione che balla da un nemico all’altro come una trottola impazzita andando a rendere il tutto incredibilmente confusionario senza contare poi delle hit box decisamente imprecise soprattutto quando si viene colpiti dopo aver fatto una buona schivata.
Per il resto il gioco implementa anche delle piccole sezioni esplorative che si intervallano tra i combattimenti con qualche strada alternativa utile per recuperare il cibo utilizzato per le cure, potenziamenti per la nostra spada, dei fogli per migliorare le abilità e alcuni collezionabili sparsi per la mappa di gioco. E’ possibile infatti applicare dei miglioramenti alla spada in quattro sezioni di quest’ultima per cambiare leggermente stile di combattimento insieme alla possibilità di sbloccare una dozzina di potenziamenti che vanno da miglioramenti della salute ad alcune mosse aggiuntive per le due stance a disposizione.

Bello da vedere ma con qualche problema tecnico
Il comparto grafico e tecnico tenta di risollevare in qualche modo quello ludico ma ci riesce solo in parte dato che le ambientazioni sono realizzate decisamente con cura ma il comparto tecnico lascia a desiderare. Ex Voto infatti ci mette davanti a degli scorci piacevoli e accattivanti con castelli e borghi riportati con cura e scenari evocativi spaziando da strutture sfarzose a villaggi depredati e colpiti dalla peste; a questo si contrappone una realizzazione tecnica con diversi problemi tra cui il frame rate ballerino e dei problemi sulle texture che in alcune situazioni fanno fatica a caricarsi per tempo. Da segnalare infine anche qualche incertezza per quanto riguarda la regia e alcune sequenze di gioco dove sono presenti degli stacchi ingiustificati e cambi repentini senza fluidità.

Un medioevo zoppicante
L’opera messa in piedi da Sadleo risulta barcollante con alcune note liete che riscontriamo nella narrazione e nelle tematiche presentate grazie al dualismo tra i due personaggi chiave della vicenda e nella realizzazione delle ambientazioni che vanno a cozzare però con un gameplay ostico e poco rifinito accompagnato da un comparto tecnico in alcuni punti problematico. Un vero peccato perché le premesse erano decisamente altre, probabilmente il titolo aveva bisogno di più tempo per essere rifinito, vedremo se con qualche patch di fortuna il team di sviluppo riuscirà a sistemare alcune delle criticità presenti considerando che il lavoro svolto non era per niente male.
*Versione Testata: PS5, grazie al codice fornitoci dal publisher







