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GetsuFumaDen: Undying Moon, un roguelite dipinto – Recensione Switch

24 Feb 2022 | Nintendo Switch, Recensioni, Recensioni Videogiochi, Videogiochi

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Ultimamente il rapporto tra Konami e i videogiochi è particolare, basti pensare la controversa uscita di eFootball 2022 che continua ad avere più di qualche problema, con la compagnia che ha deciso di ridare vita ad un’IP mai arrivata in occidente, stiamo parlando di GetsuFumaDen, un gioco uscito nel 1987 per Famicom che non ha visto seguiti nel corso degli anni.
È proprio da questo titolo a scorrimento orizzontale che Konami ha preso spunto per dar vita ad una reimmaginazione in formato moderno con il nome di GetsuFumaDen: Undying Moon andando a dar vita ad un roguelite caratterizzato da un colpo d’occhio decisamente interessante. Vediamo dunque se la software house nipponica è riuscita a progettare un titolo di valore a distanza di 35 anni dalla sua uscita.

Un roguelite nipponico

L’ispirazione del gioco risulta sin da subito chiarissima, GetsuFumaDen Undying Moon prende spunto da titoli come Dead Cells per dar vita ad un’avventura roguelite nella quale i demoni, guidati da Ryukotsuki, hanno preso il sopravvento e l’unica salvezza risiede nel protagonista del gioco.
Il legame con l’opera di Motion Twin come detto è ben chiaro e lo si capisce appena si entra in quello che è l’hub del gioco, una villa del periodo Edo che ci mostra tutta una serie di pergamene, le quali andranno a simboleggiare tutti quegli oggetti che riusciremo a recuperare nel corso della nostra avventura, proprio come succede in Dead Cells con le ampolle della cella.
Una volta usciti dalla struttura ci ritroveremo davanti a ad una serie di percorsi, ambientazioni e luoghi ben caratterizzati con la possibilità di sfruttare qualche interazione ambientale per migliorare per esempio la visibilità oppure aprire passaggi inediti tirando una determinata leva. Purtroppo però presto si capisce che queste interazioni non aggiungono grande varietà all’esperienza di gioco che va sempre di più ad incentrarsi sul gameplay hack n slash tipico del genere con la possibilità di imbracciare una buona diversità di armi tra primarie come spade, lance e mazze, oltre che a secondarie come archi o archibugi (sarà possibile equipaggiare due primarie e altrettante secondarie). Oltre ai vari attacchi base sarà poi presente la parata e la più classica della rotolata con tanto di frame d’invincibilità, che andranno a definire un combat system decisamente interessante e spettacolare.

Serial Gamer

Ovviamente da buon roguelite il titolo targato Konami fa molto affidamento sulle sensazioni del giocatore di essere sempre su un filo di rasoio, tra la vita e la morte, con la possibilità da un momento all’altro di perdere tutto ritornando alla villda dei Getsu tenendo però i vari materiali ( a meno che non si sblocchi una determinata abilità). Come spesso succede in giochi del genere all’inizio si farà un po’ di fatica a proseguire nelle varie aree visto che bisognerà farmare i diversi materiali per guadagnare sempre più vita e cure per poi sopravvivere nelle aree successive, inizierà così un vero e proprio loop tra farming e ritorno alla base per migliorare il proprio personaggio ed attivare le varie abilità delle armi utilizzando le memorie di anima (utili anche per far salire di grado le armi), ottenibili nel corso dell’avventura uccidendo i nemici e aprendo gli scrigni.

GetsuFumaDen Undying Moonfeaf Serial Gamer

Un mondo dipinto

Per quanto riguarda l’aspetto grafico del titolo quest’ultimo è senza dubbio ottimo con uno stile vermanete apprezzabile soprattutto per le boss fight, curate sotto ogni punto di vista con tanto di eventi che si stagliano sul campo di battaglia e nemici decisamente epici, il tutto accompagnato da musiche di alto livello che riprendono le sonorità tipiche della tradizione nipponica; purtroppo però in alcune situazioni proprio la musica potrebbe far storcere il naso ai giocatori vista la presenza di altre sonorità come il metal o il reggae che meno si sposano con l’atmosfera del gioco.

getsufumaden Serial Gamer

Rispolverare un IP

GetsuFumaDen: Undying Moon brilla soprattutto per quanto riguarda il comparto artistico, risultando veramente bello da vedere, purtroppo però sul lato del gameplay non riesce ad emulare alla perfezione quanto visto in giochi come Dead Cells andando a perdersi in un’azione più lenta e decisamente incentrata sul farming che potrebbe portare gli utenti a essere più conservatori e ad andare cauti. In conclusione l’operazione di portare in auge un titolo di 35 anni fa mai arrivato in occidente è sicuramente un progetto pregevole che può portare diversi giocatori a riscoprire un IP dimenticata.

*Versione Testata: Switch, grazie al codice fornitoci dal publisher.

GetsuFumaDen: Undying Moon

€ 24,99

File votoGetsuFumaDen Undying Moon Serial Gamer

  • Trama/Ambientazione 70% 70%
  • Gameplay 65% 65%
  • Grafica 80% 80%
  • Sonoro 70% 70%
  • Longevità 70% 70%

Pro

  • Stile grafico ottimo
  • Buona varietà di armi

Contro

  • In alcuni frangenti può risultare un po’ lento
  • Troppi spunti da altri titoli
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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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