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Labyrinth City: Pierre the Maze Detective, Un salto all’interno di un libro gioco – Recensione

2 Ago 2021 | Recensioni Videogiochi, Libri, Linux, Mac, Nintendo Switch, PC, Recensioni, Videogiochi

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Il trailer di Labyrinth City: Pierre the Maze Detective ha risvegliato molteplici ricordi della mia infanzia, in particolare della piccola libreria condivisa che avevamo in classe alle elementari e dove si potevano trovare alcuni libri gioco denominati “cerca e trova” della serie classica per bambini Dov’è Wally? che ha allietato molteplici intervalli. Facendo qualche rapida ricerca ho scoperto che in effetti l’opera in questione è la trasposizione videoludica di un libro gioco curato dagli autori Hiro Kamigaki e Chiro Maruyama appartenente a tale genere uscito nel 2015 chiamato Pierre Detective – Alla ricerca della Pietra del Labirinto. L’influenza della serie dedicata a Wally è così evidente da non passare inosservata a qualcuno che ha vissuto quel fenomeno letterario quasi in diretta, sebbene sia una sua evidente ed interessante evoluzione in quanto non si tratterà più di cercare semplicemente dei personaggi all’interno delle dettagliatissime pagine illustrate, ma anche di risolvere qualche enigma al fine di poter proseguire con quella che di fatto è una vera e propria trama. Un genere che pensavo essere totalmente dimenticato, in particolare in quest’era della digitalizzazione dove l’interesse è decisamente rivolto ad altri tipi d’intrattenimento, e di cui, soprattutto, non mi sarei mai e poi mai aspettato un videogame. I ragazzi del team di sviluppo indipendente Darjeeling e della casa editrice Pixmain mi hanno preso dunque in contropiede facendo uscire il suddetto prodotto il 22 giugno 2021 per Linux, Mac, PC (via Steam) e Switch. La domanda dunque sorge spontanea: quanto può essere divertente ed efficace la trasposizione videoludica di un libro gioco illustrato per bambini? Andiamolo a scoprire assieme.

Mannaggia a quel bricconcello di Mister X!

È un giorno come un altro nella stramba e cartoonescamente retrò Opera City, quando la piacevole quiete cittadina viene rotta dal fantomatico ladro Mister X! Intrufolatosi nel museo infatti,ruba un incredibile artefatto magico noto come Pietra del Labirinto, in grado di trasformare l’area in cui si trova in un dedalo al limite con l’incredibile. Per risolvere la situazione il curatore stesso del museo si rivolge al Detective Pierre, nemesi del suddetto manigoldo, ed alla sua assistente Carmen. Partirà dunque un delirante inseguimento al cardiopalma, dove noi giocatori nei panni del giovane Pierre dovremmo farci strada tra i labirinti e le ambientazioni più varie.

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

Ed è praticamente a questo che si limita il gameplay stesso di Labyrinth City: Pierre the Maze Detective. Non dovremmo fare altro che esplorare le numerose e labirintiche aree che ci verranno presentate man mano che avanzeremo al suo interno sfruttando la semplice combinazione di tasti direzionali per il movimento ed un altro semplice comando per interagire con i numerosissimi oggetti e npc che popolano lo schermo, non mancando però di segreti, easter egg e collezionabili da scoprire nel piacevolissimo marasma offertoci dal titolo. Un gameplay semplice, forse fin troppo, ma che risulta essere l’unico modo efficace di trasporre l’opera letteraria videoludicamente parlando ed in grado di regalare qualche piacevole momento a dei bambini che si stanno approcciando per la prima volta al mondo del gaming o a genitori che vogliono introdurli ad esso in modo graduale e commisurato all’età di riferimento.

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

Un’ottima trasposizione videoludica dell’opera originale

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective risulta essere perfettamente riportato su schermo, e per verificare ciò basta dare una semplice scorsa alle pagine dell’opera originale da cui è tratto. Ogni ambientazione è stata posta e riadattata meticolosamente all’interno del gioco, animando pressoché ogni suo dettaglio e riscrivendo anche la formula classica del libro gioco “cerca e trova” per renderla più inerente ad un videogioco. Il tutto è accompagnato da un comparto sonoro decisamente adatto e commisurato ad ogni ambientazione, che non stucca a lungo andare il giocatore, risultando anzi un piacevole compagno durante quest’esperienza rilassante. Un’opera da giocare a cuor leggero, magari coi propri cari più piccoli per iniziare a condividere qualche piacevole momento riguardante il fantastico mondo dei videogiochi.

Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

Conclusioni

Il giudizio finale su Labyrinth City: Pierre the Maze Detective è ambivalente dunque: se da un lato ci troviamo di fronte ad un’ottima trasposizione del prodotto originale, il versante videoludico lascia abbastanza il tempo che trova non andando a colpire abbastanza in profondità il cuore dei giocatori che vi si approcciano. Complice di ciò è anche il fatto che il gioco sia esplicitamente rivolto quasi esclusivamente ad un pubblico molto giovane, risultando poco interessante all’ampia restante fetta di pubblico. Per rispondere dunque alla domanda iniziale: Labyrinth City: Pierre the Maze Detective è un progetto che ha indiscutibilmente un suo peculiare fascino, cosa che però non riesce a salvarlo dall’eccessiva mediocrità del suo comparto ludico e dal fatto che questo tipo di media sia ormai considerato superato, ma che consiglio invece a quei videogiocatori che vogliono avvicinare i propri pargoli alle proprie passioni.

*Versione testata: PC, grazie al codice fornito dal publisher.

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Labyrinth City: Pierre the Maze Detective

11,99 €
6.1

Trama

6.0/10

Gameplay

5.5/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

5.0/10

Pro

  • Buona trasposizione del libro gioco...

Contro

  • ...ma mediocre a livello di gameplay

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