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Chaos Walking – Tanto Rumore per “nulla” – Recensione

Finalmente disponibile sulla piattaforma Prime Video in Italia dall’8 giugno 2021, Chaos Walking è una pellicola diretta da Doug Liman che vede protagonisti Tom Holland (Spiderman: far from home) e Daisy Ridley (Star Wars episodio IX: L’ascesa di Skywalker). Il film è tratto dal libro Chaos – La fuga (The Knife of Never Letting Go), primo capitolo della trilogia Chaos Walking, scritta da Patrick Ness, che ha collaborato alla sceneggiatura del film con Christopher Ford.

Dopo diverse complicazioni di produzione e post-produzione, che hanno bloccato l’uscita per circa 2 anni, il film è concluso e fruibile al grande pubblico.

Benvenuti nel Nuovo Mondo

Il film si apre senza un’introduzione storica, gettandoci nel pieno delle vicende del protagonista: il giovane Todd Hewitt, interpretato da Tom Holland. Con il proseguire della pellicola lo spettatore scopre sia l’ambientazione e il gergo sia i retroscena di cui lo stesso protagonista era all’oscuro.

Siamo nel 2257 d.C, in un futuro distopico frutto della penna dello scrittore Patrick Ness, in cui la popolazione umana ha intrapreso dei viaggi spaziali che l’hanno portata a vivere su un altro pianeta. Questo, denominato Nuovo Mondo, ha visto il crearsi di una nuova società, a metà tra lo steampunk e il western, la creazione necessaria di nuove norme e, di conseguenza, nuove difficoltà:

– Innanzitutto il pianeta non è disabitato, ma gli autoctoni sono una specie di creature bipedi altissime e mostruose che emettono un’aura luminescente. Loro sono i nemici, contro i quali la popolazione è in guerra. Vengono chiamate gli alieni o Spackle (assonanza con Sparkle: scintillante) come per contrapporli a loro, gli uomini. Quando in realtà, da invasori del pianeta quali sono, gli alieni sarebbero loro (come fa notare la protagonista a un certo punto).

– Tra le cose più curiose ed interessanti del film c’è la questione delle donne. Perché, infatti, su questo pianeta non esistono più donne. O almeno questo è ciò che racconta il sindaco Prentiss a capo della cittadina di Prentissville, in cui vive il nostro protagonista Todd. Gli Sparkles hanno sterminato tutte le donne lasciando in vita solo gli uomini.

– Allo spettatore salterà all’occhio una cosa che ormai agli abitanti è nota. Perché, trovandoci in una vicenda già avviata, non ci è dato sapere da quanto queste persone vivano sul pianeta, ma sappiamo che ormai la società è ben strutturata e gli uomini conducono la loro vita tra campi e caccia, protetti (o forse chiusi) nel loro Cerchio (“io sono il cerchio, il cerchio sono io”). Ciò che è affascinante è, piuttosto, la capacità che hanno di poter far “sentire e vedere i propri pensieri”.
La gente del luogo lo chiama Rumore, perché in effetti ha i suoi pregi e i suoi difetti.


Tutta la pellicola ruota attorno a questo fulcro importante. Perché se da un lato il Rumore è uno strumento usato dagli altri per estorcere informazioni, dall’altro è un’arma potente, se sapientemente allenata. I pensieri più intensi si manifestano visivamente fino a diventare quasi reali e tangibili. Ma solo chi è in grado di tenere a bada la propria mente può sfruttare al massimo questo dono, che suona quasi come una maledizione.

La curiosità è che solo gli uomini sono soggetti a questo.

Una volta entrati anche noi, più o meno, nella routine del villaggio, accade qualcosa di inaspettato. Un clinamen che cambia e scuote gli equilibri degli uomini. Dal cielo piove una navetta (la nave scout A), staccatasi dalla Nave Madre, un’astronave base in orbita intorno al pianeta. L’unica superstite è una ragazza: Viola (Daisy Ridley).

Così anche lo spettatore viene a conoscenza di nuove informazioni. Gli uomini attualmente sul pianeta sono arrivati con una Prima Ondata molti anni prima. A cui ne sarebbe seguita una Seconda, che però tardava ad arrivare. L’equipaggio a bordo della nave scout A, su cui c’era Viola, è stata inviata per fare una ricognizione, al fine di sondare il territorio e vedere l’adattamento della popolazione ad anni di distanza e le condizioni del pianeta stesso.

Viola è l’unica dell’equipaggio che sopravvive e si trova in una società molto diversa da quella tecnologia su cui è cresciuta. Non ha mai conosciuto il mondo vero, se non dai racconti dei suoi genitori. È sempre cresciuta in quella che potremmo chiamare, in termini steampunk, un’arca. Un’astronave-città in cui la popolazione della terra si è trasferita, in attesa di trovare un pianeta migliore per prosperare. Ma, nel frattempo, le generazioni si sono susseguite e i nuovi nati non hanno mai conosciuto la vita come la conosciamo noi.

Il film prosegue con una serie di scontri e inseguimenti. Poi la scoperta che non esisteva solo un villaggio di Coloni su questo immenso pianeta. Infine, la rivelazione di un altro popolo e di una diversa (e possibile!) società. E la sorpresa più grande: le donne umane esistono ancora su questo pianeta.

La giovane Viola cerca di comunicare con l’arca, prima che se ne vada perché l’equipaggio non ha fornito feedback della missione. Il giovane Todd cerca di fare l’uomo, stavolta non dimostrando la sua virilità con violenza o ricatti, bensì scegliendo con la propria testa cosa sia giusto. I segreti si svelano e il sindaco Prentiss riceve la punizione, causa del suo stesso male.

No, se ci state pensando, Todd e Viola alla fine non si baciano.

Ho aspettato qualche giorno per scrivere questa recensione, per lasciare il tempo anche ai miei pensieri di sedimentarsi e non uscire prepotenti, come invece accade nel film. Avrei anche voluto aver letto il libro prima della visione, per poter avere un confronto tra l’opera originale e la trasposizione cinematografica, ma credo che sarei rimasta delusa.
Non perché il prodotto sia pessimo o di brutta qualità, quanto perché, da una parte, non è mai scontato che la resa sul grande schermo piaccia al pubblico. Per anni ha fatto viaggiare l’immaginazione nel ricreare le scene lette sui libri e si scontra poi contro l’immaginazione di qualcun altro. D’altra parte, non è ovvio che un film debba attenersi pedissequamente al testo originale, ma anzi, si può sfruttare al massimo un’idea e far sognare il pubblico grazie alla sofisticata tecnologia a disposizione. Forse proprio quest’ultimo è stato la causa di tutti i grandi ritardi all’uscita. Forse è la causa della mia delusione.

Chaos Walking è un film pieno di emozioni, interpretate o suscitate. Partendo dal protagonista, Todd è un ragazzo che non ha mai visto una donna e già questo basterebbe ad aprire parentesi psicologiche immense sulle sue difficoltà relazionali con Viola. Ad aggiungersi c’è anche il fatto che le ragazze non mostrano i loro pensieri. E Todd ha vissuto tutta la sua vita abituato a questo tipo di normalità, circondato solo da uomini i cui pensieri erano sempre in mostra. Non stupisce che, inizialmente, credesse che lei non sapesse nemmeno parlare. Come comportarsi, perciò, verso una creatura sconosciuta, diversa ma così simile, della quale non si percepisce nemmeno un pensiero? Benvenuto nell’adolescenza, Todd.

Dall’altra parte c’è Viola che è vissuta in un’astronave con il sogno della vita vera fuori, che si scontra con qualcosa che per anni sulla nave madre era sconosciuto. Un Rumore, un chiasso, assordante e fastidioso. Una società che la bracca come una preda e un nuovo amico, che pensa troppo.

E in tutto questo ci sono i giochi di potere: degli uomini sugli autoctoni del pianeta, o degli uomini tra di loro. Delle scelte intraprese dal sindaco Prentiss, che rende gli abitanti sudditi, invece di instaurare un sistema democratico. Basti pensare che Todd non sa leggere, perché il predicatore del villaggio bruciò tutti i libri quando era piccolo. Era convinto che il Rumore fosse più che sufficiente ad educare i nuovi nati. “Solo il Rumore può fare luce nell’oscurità”. E l’ignoranza genera violenza, la violenza genera violenza, la paura genera violenza, le bugie generano violenza. Un popolo debole è più facile da gestire se gli si instilla il seme della paura. Il diverso fa sempre paura. Che sia un alieno o una donna.

Gli uomini non tollerano che sappiamo tutto di loro

Si sente ripetere continuamente da Todd (oltre al suo nome, tecnica che usa per non far sentire i propri pensieri) la frase “fai l’uomo”. Quante volte l’abbiamo sentita anche noi questa frase?

La società organizzata dal sindaco Prentiss, che sembra uno sceriffo corrotto che gira a cavallo con cappello e pellicciotto rosso, è una società maschile, sottomessa ed ignorante. Le donne sono morte almeno 15 anni prima a causa, così si dice, di un’incursione degli Spackle. Ma la verità è che sono stati gli stessi uomini ad ucciderle. “Gli uomini non tollerano che sappiamo tutto di loro mentre loro non sanno nulla di noi” scrive la madre di Todd nel suo diario, letto dalla voce di Viola, che sa leggere.
Nella spirale di violenza che citavamo poco sopra, innescata dal sindaco, si trovano ovviamente intrappolate le donne: perché non colpite da questo dono/maledizione, ancora più enigmatiche di quanto non lo siano di solito, per gli uomini. Perciò spaventose e misteriose. Un pericolo da estirpare, dando la colpa all’estraneo mostruoso che vive oltre la collina.

E in questo strano mix di antico west e società tecnologizzata ,che costruisce arche immense e colonizza nuovi pianeti, ci ritroviamo in un accenno di teen drama, che non accontenta mai il pubblico (grazie al cielo, aggiungerei).

Molti, troppi, concetti importanti emergono nel corso della storia, ma nonostante le quasi 2 ore di film non sembra che nessuno di essi sia stato adeguatamente snocciolato e sviluppato al meglio:

Il Rumore, prerogativa maschile, avrebbe potuto fornire una serie infinita di scenari, anche graficamente parlando, che avrebbero affascinato il pubblico, fatto immedesimare ancor di più e coinvolto. Anche la vicenda dell’assenza delle donne, del perché una società abbia scelto in massa di sterminarle, a fronte di un evento inaspettato. Del come si arrivi a tali livelli di violenza.

Il predicatore Aaron è una delle figure più forti sulla scena, eppure sempre in secondo piano. Sembra un folle, i cui pensieri brillano così forte attorno a lui da farlo sembrare un cavaliere infuocato. Perso nel suo delirio di giustizia divina. Sapere che su suo ordine si sono bruciati tutti i libri del villaggio in nome di un potere superiore come quello del Rumore, mi ha messo i brividi. Eppure il momento passa e si dimentica tutto. Si dimenticano le donne che sono state sterminate, si dimenticano i libri bruciati, si dimentica tutto per tornare a fughe e inseguimenti. Per ricordarsene sul finale in cui, magicamente, Todd riesce a gestire il suo Rumore alla perfezione, come non è riuscito fino a 5 minuti prima, tanto da rendere i suoi pensieri quasi reali.

La scena in cui Aaron cattura il piccolo Manchee mi ha spezzato il cuore. E, mi azzarderei a dire, l’unico momento in cui ho provato un brivido. Perché ritmo e storia funzionavano.

Tutto il resto sembrava incastrato, posticcio, affinché la trama si concludesse in un modo pressoché prevedibile. E per concludere con la battuta finale, per rigettarci nel teen drama che credevamo di aver scampato. Non c’è da stupirsi, considerando che il film era stato atteso con ansia come un nuovo trend per giovani-adulti al pari di Hunger Games e Twilight (a mio avviso più indicati ad una fascia di pubblico differente).

L’attesa fa crescere il desiderio (e aumenta la delusione)

Il pubblico attendeva con ansia l’uscita di questo film, per ben 2 anni. Diverse sono le cause che hanno portato ad un’uscita posticipata e, credo, abbiano influito sulla riuscita stessa del film.

Numerosi problemi legati alle riprese, hanno costretto regista e sceneggiatori a rimettere le mani sulle scene e sul montaggio, sia in fase di ripresa che di post-produzione. Come se non bastasse, entrambi i protagonisti erano impegnati sulla scena di altri due film, perciò il calendario delle riprese ha subito ulteriori ritardi per consentire ad entrambi di girare le scene in comune.

Soprattutto quest’ultimo elemento potrebbe essere la causa della scarsa alchimia che in molti lamentano riguardo i protagonisti, che sono insieme ma non risuonano.

Mentre è probabile che il rimescolare delle scene abbia portato a questo senso di poca fluidità durante tutto il film. Se l’intenzione è di trasporre al cinema tutta la trilogia, spero che per i prossimi due film, si aggiusti il tiro.

Peccato.

Chaos Walking è un film piacevole, ma non straordinario. Anche se aveva tutte le carte in regola per poterlo diventare.

La trama su cui poggia darebbe spunto per film d’eccellenza, come ne abbiamo visti nel campo del fantascientifico. Eppure la sensazione che rimane dopo la visione è che manchi qualcosa.

Il concetto di Rumore, come già accennato,avrebbe potuto spingere la regia a interpretazioni grafiche ed effetti speciali di gran lunga superiori. Ma forse ci si era già dilungati abbastanza con la data di uscita e si è voluto accorciare i tempi alla bene e meglio.

Anche molti argomenti toccati avrebbero potuto essere sviluppati in maniera migliore o almeno con maggiore fluidità, permettendo dei picchi emozionali e maggiore coinvolgimento.

Sulla carta, Chaos Walking aveva le potenzialità per essere eccezionale, ma non ci riesce. L’idea di partenza è ottima, il cast già noto anche. Eppure manca forse di armonia tra recitazione e scene che fa crescere l’hype e tenere incollati allo schermo.

Nonostante le quasi due ore di film, non approfondisce adeguatamente la quantità di argomenti proposti, che avrebbero bisogno di essere sviluppati. Si dà un assaggio di tutto e si conclude in maniera semplicistica. Con quel pizzico di teen-drama che cerca di avvicinare i protagonisti (o il pubblico agli stessi) senza riuscirci fino in fondo.

Peccato.

Chaos Walking

6

Voto Serial Gamer

6.0/10

Pro

  • trama e ambientazione avvincenti
  • il Rumore visibile
  • la tematica delle donne

Contro

  • trama non ben sviluppata in ogni argomento proposto
  • manca di fluidità e profondità
  • risultato grafico deludente

Nasconde la sua vera identità da quando aveva 5 anni, come Carmen San Diego. Ha studiato arte, ma era solo una copertura. In realtà non ha mai superato il finale di Lost e annega i suoi dispiaceri in ogni genere di film e serie TV.