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Destiny 2: Stagione del Tecnosimbionte – La Volta Buona – Recensione

3 Giu 2021 | Recensioni Videogiochi, PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Recensioni, Videogiochi, Xbox One, Xbox Series X

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Immagina di essere un guardiano, andare a dormire presto perché vuoi svegliarti bello riposato domani per iniziare la tua nuova avventura con la nuova stagione di Destiny 2.

Hai farmato ben benino fino al giorno prima e sei fresco come una rosa: poi però ti svegli la mattina e non c’è la mattina.

La stagione del tecnosimbionte inizia proprio così: con una notte perenne gettata sull’ultima città da parte delle menti vex che questa volta l’hanno decisamente fatta fuori dal vaso, con il Kell del casato della luce, Miraaks, che ottiene il permesso da Ikora Rey di rifugiarsi sulla torre insieme ad un gruppo di caduti in fuga dalle macchine, e con il ritorno di Lakhsmi 2, la Exo a capo del culto guerra futura che dopo essere stata seduta sul suo puf in una stanza sopra gli hangar della torre ora torna ad essere un punto di riferimento della politica dell’ultima città.

Insomma, di carne al fuoco ce n’è un bel po’ in questa nuova season di Destiny 2, e il piatto forte deve ancora arrivare. È tempo di rispolverare i fucili dei nostri guardiani e buttare un occhio in giro nell’universo di Bungie per scoprire cosa diamine stia succedendo questa volta.

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Quando le cose vanno male c’è sempre qualcuno che l’aveva detto, e quel qualcuno probabilmente è Lakhsmi 2. Oltretutto ancora più probabilmente le ha fatte andare male lei.

Narrativamente la proposta della stagione del Tecnosimbionte è sempre sulla falsariga delle season precedenti: viene introdotto subito il problema determinato dall’attacco da parte dei vex e risulta evidente la necessità di rispondere da parte dei guardiani, che dovranno fare appello a tutti i loro poteri per vanificare la minaccia, in questo caso delle mostruose macchine. A questo poi si aggiunge tutta una serie di altri eventi (a mio parere molto più interessanti) che magari non si traducono in opzioni di gameplay particolarmente nuove, ma che aprono infinite possibilità dal punto di vista narrativo, come il semplice focus sui meccanismi politici dell’ultima città o l’arrivo presso questa del casato della luce guidato da Miraaks. La storia è comunque chiamata ad evolversi ancora, sia nel lungo termine, che già all’interno di questa season.

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Dal punto di vista del gameplay, il Tecnosimbionte porta meccaniche che, almeno dal punto di vista del macrogame abbiamo già avuto modo di conoscere: viene infatti introdotto nell’Hub dell’Helm un nuovo “vendor” con cui potremo interagire per acquisire taglie, potenziamenti e equipaggiamenti stagionali, e che sarà uno dei nostri punti di riferimento per il proseguo della nostra storia. A questo sarà associata la nuova attività, Violazione, che impiegherà gruppi di 6 guardiani componibili tramite matchmaking per per attaccare le strutture di dati vex direttamente nella loro rete e tentare di fare perdere forza alla loro presa sulla torre, calata nell’ombra.

Violazione è un’attività caotica e sfidante, stracolma di nemici che soverchieranno numericamente il nostro gruppo: il gameplay, come al solito prevederà la pulizia dell’area dai mob, l’espletamento di facili compiti e una boss fight finale contro il Marcantonio vex di turno, che verrà a tentare di punire il nostro attacco alla confluenza, finendo di fatto per diventare una cassa di loot al fianco della stessa confluenza.

La season verte, dunque, proprio intorno a questa attività, non particolarmente fresca ma che inserita all’interno dell’intero contesto offre comunque del materiale di gioco nuovo per i guardiani veterani che si sfideranno per raggiungere il nuovo cap di livello, ora ben oltre il 1300.

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La parte del leone all’interno della proposta la fa però un gradito quanto atteso ritorno: stiamo parlando della volta di vetro. Il raid probabilmente più celebre della saga di Destiny è infatti nuovamente disponibile, per la prima volta sul secondo capitolo. Attraverso questa emblematica attività per 6 giocatori i guardiani scenderanno nelle viscere della enorme struttura vex su Venere per affrontare ancora una volta il leggendario Atheon, in una sfida che sa di eternità.

La volta, resa su Destiny 2 piuttosto fedelmente a quella che conosciamo, porterà enormi benefici al giocatore, che potrà ottenere completando le sue battaglie attrezzatura, armi e armamento di prima qualità, tra cui anche il celebre fucile Mitoclasta Vex, un pezzo che i veterani non potranno fare a meno di avere anche solo per collezionismo

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Destiny 2 nel complesso fa con la Stagione del Tecnosimbionte diversi passi avanti, dando però l’impressione di volersi prendere il suo tempo per settare un panorama nel quale sono previsti degli accadimenti di enorme peso. I contenuti di gioco dopo l’arrivo di Oltre la Luce più che ampliarsi si stanno modificando, con il sunsetting delle destinazioni si Marte, io e Titano ancora in atto e l’introduzione di nuove mete e attività che strizzano l’occhio sia al futuro che al passato glorioso della serie. La situazione dal punto di vista narrativo sta procedendo spedita rompendo ogni volta un piccolo tabù che si percepisce in grado di cambiare per sempre gli equilibri dell’universo. Gli eventi stanno per precipitare, lo si avverte, e quando succederà sarà interessante vedere come si muoveranno i guardiani, la città, i loro nemici e anche i caduti, vera wildcard di questa stagione.

Il Tecnosimbionte sta facendo del suo meglio per arginare la marea oscura che sta arrivando. Cosa faranno i guerrieri della luce?

*Versione testata: Ps5, grazie al codice fornito dal publisher

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Destiny 2: Stagione del Tecnosimbionte

7.9

Trama / Ambientazione

7.8/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.8/10

Longevità

7.7/10

Pietro "Pido" Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

Pietro "Pido" Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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