Multipiattaforma PC PlayStation 4 PlayStation 5 Recensioni Recensioni Videogiochi Xbox One Xbox Series S Xbox Series X

Werewolf: The Apocalypse – Earthblood – Un lupo mannaro ecologista in America – Recensione

Sviluppato da Cyanide Studio e pubblicato da Nacon, Werewolf: The Apocalypse – Earthblood è un videogioco disponibile dallo scorso 4 febbraio su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S, tratto dal gioco di ruolo cartaceo omonimo che fa parte dell’universo del Mondo di Tenebra (World of Darkness) insieme a Maghi: Il Risveglio e Vampiri: La Masquerade. Saranno riusciti gli sviluppatori a riportare in un videogioco le atmosfere del gioco da tavolo e le sensazioni di interpretare un lupo mannaro? Scopriamolo insieme nella nostra recensione dettagliata.

Sangue, artigli e… Ambientalismo

In Werewolf: The Apocalypse – Hearthblood siamo chiamati a vestire i panni di Cahal, un membro della tribù di licantropi, i Fianna, a cui una multinazionale petrolifera, la Endron, ha rubato il territorio in cui viveva, incipit della storia di questo titolo, che si dipana per circa 20 ore dalla prima missione in cui il nostro protagonista, dopo dei tragici avvenimenti, decide di abbandonare i suoi compagni e di perseguire la sua vendetta da solo.

A livello narrativo il titolo convince e nonostante la trama sia piuttosto lineare e priva di grandi colpi di scena, la natura ambientalista e le vicende di Cahal (e di Crinos, la sua trasformazione in lupo mannaro) risultano comunque interessanti ed abbastanza fedeli all’universo narrativo del GDR cartaceo Werewolf e al Mondo di Tenebra.

Le missioni sono abbastanza varie così come le ambientazioni, che ci porteranno ad accompagnare Cahal nella sua vendetta contro la Endron in diverse zone degli Stati Uniti, dal Nevada allo stato di Washington, e tra una missione e l’altra avremo modo di conoscere numerosi PNG in un hub che arricchisce ulteriormente la lore di gioco e permette di conoscere meglio il mondo dei Garou (così si chiamano tra di loro i licantropi nel GDR cartaceo edito da White Wolf). Le missioni principali proseguono in maniera lineare ed il giocatore non avrà modo di decidere quando affrontarle, così come le poche missioni secondarie disponibili, che però non sono obbligatorie per terminare il gioco, però le varie location offrono sempre più metodi di approccio ai player, che possono scegliere tra lo stealth ed il libero massacro dei nemici, utilizzando la forza devastante di Crinos.

Cahal può usare tra le altre cose il potere di trasformarsi in lupo, utile per essere più agile e sfuggire facilmente alle guardie della multinazionale o passare tra stretti condotti, non accessibili in versione umana o in forma di licantropo. Mentre da umano, il protagonista potrà attaccare i nemici alle spalle, interagire con oggetti e sistemi di sicurezza e altre opzioni sbloccabili man mano che si progredisce con l’avventura, da licantropo sono a disposizione diverse abilità, tra cui due assetti (leggero e pesante) che facilitano l’uso della forza bruta contro gli sventurati nemici. L’albero delle abilità in realtà non ha molte ramificazioni e opzioni, ma risultano essere comunque un numero adeguato per rendere il gameplay abbastanza vario ed adatto per entrambe le modalità di azione (appunto stealth e brutale). Ogni forma da lupo mannaro ha dei poteri che sono sbloccabili nel suddetto albero delle abilità e che possono essere utilizzati in combattimento riempiendo la barra della furia, che si riempie ovviamente dilaniando i nemici e si consuma, una volta attivata, in maniera proporzionale al numero di attacchi che andremo a portare a segno.

Anche le tipologie dei nemici da affrontare sono abbastanza diversificati, dai soldati semplici a quelli dotati di scudo anti-sommossa, passando per giganteschi esoscheletri a quelli potenziati da misteriosi composti chimici, oltre ovviamente ad altri licantropi nelle fasi avanzate di gioco.

A vanificare questa buona varietà, purtroppo, ci pensano un’IA davvero molto basilare ed il livello di sfida piuttosto basso, anche selezionando una difficoltà maggiore. Aldilà di qualche combo da ricordare, tutti i combattimento si risolveranno facilmente premendo i tasti dei colpi e usando le abilità da licantropo, così come le dinamiche stealth, pur funzionando, sono molto basilari e non offrono grande varietà nemmeno sbloccando le abilità durante la progressione; occorrerà principalmente sfruttare le coperture e la silenziosità della balestra di Cahal per superare senza essere notati le guardie della Endron, avvicinandosi alle spalle dei nemici ed abbattendoli con un sol colpo nella maggioranza delle situazioni.

È possibile inoltre spostare i cadaveri nemici in modo da renderli meno individuabili dalle ronde delle altre guardie mentre non sarà possibile scegliere quando muoversi furtivamente e quando invece esplorare liberamente le zone della mappa in cui ci si trova, visto che questa opzione è decisa dagli sviluppatori in ogni situazione.

La parte GDR di Werewolf: The Apocalypse – Hearthblood è davvero molto semplificata: non esistono le caratteristiche (forza, destrezza eccetera) su cui scegliere dove spendere punti, non esiste un inventario modificabile né la possibilità di acquistare o vendere oggetti e potenziamenti, ma solo il suddetto ramo di abilità, scelta che penalizza notevolmente la profondità e la rigiocabilità del titolo. Anche le scelte multiple nei dialoghi non comportano decisioni così radicali e sono presenti in maniera davvero esigua, nonostante siano presenti più finali, a cui però ci porterà solo un bivio narrativo verso la fine del titolo.

A cercare il pelo nel… Lupo

A livello tecnico Werewolf: The Apocalypse – Hearthblood non è un titolo che lascia strabiliati. Se il framerate risulta stabile, anche nelle situazioni più concitate, la grafica delle ambientazioni ed i modelli poligonali dei livelli e dei personaggi principali e secondari non sono all’altezza delle console di nuova generazione e nonostante alcuni scorci apprezzabili il risultato è, ad essere onesti, piuttosto altalenante con anche animazioni che sembrano essere a livello di produzioni per PS3 e Xbox 360.

Il doppiaggio in inglese risulta accettabile così come la colonna sonora, con diversi brani metal azzeccati, mentre i sottotitoli in italiano presentano alcuni errori di traduzione e parecchie imprecisioni. Nell’elenco dei difetti della produzione aggiungerei anche la mancanza di una funzione di salvataggio, essendo presente solo l’autosave a checkpoint.

In conclusione, Werewolf: The Apocalypse – Hearthblood è un titolo che riesce solo a livello narrativo a sfruttare in maniera degna la prestigiosa licenza che ha a disposizione. A livello di gameplay svolge un compito sufficiente senza mai prendersi dei rischi e con opzioni da GDR solo abbozzate mentre a livello tecnico, pur non avendo particolari bug, non raggiunge mai una resa adeguata alle piattaforme su cui è lanciato il titolo.

Un gioco che consigliamo a prezzo pieno solo a chi ama in maniera viscerale le ambientazioni del World of Darkness e del GDR cartaceo Werewolf: The Apocalypse edito da White Wolf, mentre gli amanti dei GDR action dovrebbero farci un pensierino solo dopo un drastico calo di prezzo.

*Recensione effettuata su Xbox Series X|S grazie ad un codice fornito dal publisher.

Werewolf: The Apocalypse - Earthblood

€49,99
6

Trama

6.5/10

Grafica

4.5/10

Gameplay

6.5/10

Sonoro

6.0/10

Longevità

6.5/10

Pro

  • Trama e narrazione a tema ecologista calzante con il GDR cartaceo da cui il titolo è tratto
  • Oltre 20 ore di gioco

Contro

  • Grafica altalenante
  • Qualche errore nelle traduzioni dei sottotitoli
  • Opzioni da GDR solo abbozzate

Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.