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Gaming: i costi dietro la professione

Quella del pro player è una professione ormai affermata e molto remunerativa, con la quale si possono arrivare a guadagnare anche centinaia di migliaia di euro ogni anno. Non a caso i gamer sono spesso considerati dei privilegiati: tuttavia, i costi iniziali della professione non sono affatto trascurabili, e per guadagnarsi l’ambita posizione da pro player è necessario mettere in conto un ingente investimento iniziale. Vediamolo nel dettaglio.

La figura del gamer

Al pari di una creatura mitologica, il gamer è ancora oggi una figura scarsamente compresa da chi non vive questo mondo dall’interno. Per questo motivo è bene fare un po’ di chiarezza. Si tratta di un professionista a tutti gli effetti, che dedica svariate ore all’allenamento quotidiano, partecipa a vere e proprie competizioni ufficiali e dedica gran parte del suo tempo agli accordi con sponsor e partner commerciali.

Inoltre, oggi gamer vuol dire anche streamer: significa che vengono utilizzate alcune piattaforme come Twitch o Youtube per trasmettere in diretta le sessioni di gaming, creando una vera e propria fan base, come fanno gli influencer.

L’importanza dell’attrezzatura

Non basta il talento per eccellere nel gaming, soprattutto se non si possiede la giusta attrezzatura. Si parla di periferiche come le tastiere e i mouse appositi, i monitor professionali e ovviamente i PC gaming, che un professionista di solito assembla da solo, dopo ore di studi e di test.

A livello economico la spesa è alta, perché la tecnologia si evolve rapidamente, e molte componenti vanno cambiate dopo pochi mesi, come nel caso della scheda video e del processore. Nel set delle attrezzature fondamentali fanno parte anche il microfono, le cuffie e la videocamera: in sintesi, tutte le componenti necessarie per “streammare”.

L’attenzione verso i consumi

Al pari di un lavoratore in smart working, anche i pro del gaming consumano moltissime risorse quando giocano, si allenano e trasmettono le dirette. Inoltre, stando ad alcuni studi, un pc gaming professionale consuma 3 volte di più rispetto ad un frigorifero, e un giocatore medio spende circa 4 ore al giorno al computer o alla console. Basta questo per avere una prospettiva delle bollette, se si considera che i professionisti passano dalle 8 alle 12 ore quotidiane davanti allo schermo.

Pertanto, è importante scegliere un fornitore di energia elettrica che, come Acea ad esempio, possa consentire di risparmiare soprattutto se oltre al pc si utilizzano altri apparecchi, come le già citate console e monitor. Naturalmente nessun gamer può fare a meno di una connessione Internet veloce, fondamentale non solo per abbattere il lag durante le sessioni di gioco, ma anche per consentire uno streaming fluido e rapido. Infine, ultimamente i pro giocano in multiplayer utilizzando le VPN, che permettono di compensare il vantaggio competitivo dei player stranieri.

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.