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The Medium – Un horror a due facce – Recensione

Sviluppato dai polacchi di Bloober Team, già autori dei due Layers of Fear e di Blair Witch Project, The Medium è un titolo horror disponibile dallo scorso 28 gennaio su PC (via Steam e Windows 10 Store) e Xbox Series X|S. Presente fin dal dayone sul Game Pass in esclusiva temporale sia per console che per PC, il titolo unisce una meccanica innovativa, chiamata Dual Reality, ad una telecamera fissa in terza persona ispirata ai capolavori storici del genere.

Le due facce di Cracovia

In The Medium siamo chiamati a vestire i panni di Marianne, una giovane donna polacca che fin da quando era bambina ha un dono molto particolare, ovvero il poter vedere anche una realtà parallela dove risiedono gli spiriti e le anime dei deceduti prima di raggiungere l’aldilà una volta reciso il legame che hanno con il mondo dei vivi e trovata finalmente la pace.

L’avventura prende il via nell’appartamento di Jack, mentore di Marianne e proprietario delle pompe funebri (situate al piano terra, sotto l’abitazione), recentemente deceduto. La giovane protagonista ha il compito di prepararlo alla celebrazione funebre e, dopo una breve panoramica dei comandi base e qualche semplice obiettivo da completare, Marianne avrà la prima “visione” del gioco in cui potrà salutare un’ultima volta il compianto amico e in cui noi potremo vedere all’opera per la prima volta la funzionalità Dual Reality, che ci permette, attraverso lo split screen, di agire contemporaneamente nel mondo reale e in quello spirituale.

Immediatamente dopo questo primo momento “medianico”, Marianne riceverà una telefonata misteriosa da un uomo, Thomas, che dice alla ragazza di sapere dei suoi poteri, di avere tutte le risposte che cerca e che sarà disposto a donargliele se lei lo salverà dall’oscurità, dandole appuntamento in un vecchio resort abbandonato, appena fuori Cracovia, teatro anche, come scopriremo dalla stessa protagonista poco dopo, di un misterioso massacro qualche anno prima: l’hotel Niwa.

Ed è proprio in questa location che la trama di The Medium ha il suo vero e proprio inizio: preferiamo però non effettuare ulteriori spoiler e ci limitiamo a dire che nelle circa 8-10 ore necessarie a portare a termine il gioco saremo chiamati ad utilizzare tanto i poteri medianici di Marianne, quanto di risolvere enigmi ed interagire con oggetti anche grazie alla connessione delle due realtà, cercando di superare ostacoli e difficoltà capendo in quale dei due “mondi” sarà necessario agire.

Il gameplay diventa sempre più vario progredendo nell’avventura con l’aggiunta graduale di meccaniche e poteri, che però preferiamo non elencare per evitare clamorosi spoiler sulla storia del gioco, tra colpi di scena e tematiche anche decisamente profonde. Il titolo è nettamente diverso dalle precedenti produzioni di Bloober Team, sia per la quantità di enigmi e di oggetti da trovare nelle varie location sia per la telecamera fissa, che risulta molto azzeccata donando un sapore retrò a The Medium e senza quasi mai ostacolare il gameplay del gioco.

Un mondo tetro ed occulto ma vivo e ben presentato

The Medium è anche tecnicamente un passo in avanti rispetto alle produzioni precedenti dello studio polacco con una realizzazione grafica eccellente sia nella realtà che nella parte spirituale delle visioni di Marianne, ottimamente realizzata dal visionario artista Zdzislaw Beksinski che risulta davvero ispirata e perfetta per un titolo horror.

I modelli poligonali dei personaggi e degli oggetti sono davvero realistici ed il level design dell’hotel Niwa e delle altre location sono ottimamente realizzati e funzionali alla Dual Reality, così come è ottimo il livello di sfida degli enigmi. Il taglio registico è anch’esso un passo avanti enorme di Bloober Team, che dimostra di aver finalmente raggiunto una sorta di maturità artistica, così come la sceneggiatura e lo scorrimento della trama. Il framerate è risultato stabilissimo anche nelle scene più concitate sia su Xbox Series X|S che su PC.

Il comparto sonoro presenta tracce di fattura eccelsa anche grazie alla collaborazione alla realizzazione del maestro giapponese Akira Yamaoka, autore delle musiche di capolavori come Silent Hill, e del compositore polacco Arkadiusz Reikowski. I dialoghi sono doppiati ottimamente in inglese con validi sottotitoli in italiano.

In conclusione, The Medium è la miglior opera dei polacchi Bloober Team ed è un valido titolo horror sia a livello narrativo che grafico, impreziosito dalla novità, a livello di gameplay, apportata dalla Dual Reality, che permette di svecchiare il genere con nuove tipologie di enigmi. La telecamera fissa è ottimamente studiata e pur aggiungendo un sapore retrò al gioco non lo limita ma anzi riesce ulteriormente a valorizzare le due realtà in cui Marianne dovrà affrontare gli orrori presenti nel gioco.

Un’ottima esclusiva temporale per PC e Xbox Series X|S che mi sento di consigliare a tutti, anche in virtù della presenza nel Game Pass di entrambe le piattaforme, cosa che consente di provare il gioco semplicemente attivando l’abbonamento al servizio.

*Versione testata: Xbox Series X|S grazie ad un codice fornito dal publisher

The Medium

49,99€
8.2

Trama

8.5/10

Grafica

8.0/10

Gameplay

8.0/10

Longevità

7.5/10

Sonoro

9.0/10

Pro

  • Trama ben sceneggiata e ricca di colpi di scena
  • Artisticamente ispirato
  • Dual Reality innovativa e funzionale

Contro

  • Longevità non eccezionale
  • Scarsa rigiocabilità

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.