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Dead Cells: The Fatal Falls – Mamma, pare che sono morto – Recensione

Sono morto. Di nuovo. Non ho nessuna memoria della mia vita passata e solo l’ennesima condanna di doverne vivere un’altra senza un senso apparente. Cosa sono? Un insieme di cellule rubate al ciclo della natura e qualche soldo della valuta corrente, in un mondo dove in effetti nulla ha più valore. In poche parole, sono su Dead Cells.

Sviluppato da Motion Twins, il titolo di oggi non ha bisogno di tante presentazioni, visto la calorosissima accoglienza a lui riservata sin dal momento del suo lancio e ora anche la parte più coraggiosa della redazione di Serial Gamer ha avuto l’occasione di sbarcare sul fortunato progetto, grazie all’uscita del suo ultimo DLC, The Fatal Falls

Cos’abbiamo trovato qui noi sconclusionati eroi senza macchia e senza scopo? La risposta potrebbe essere un po’ lunga.

Dead cells si è fatto giustamente un nome nel panorama dei roguelike a scorrimento orizzontale perché in questo genere si pone comodo e arrogante. Il suo gameplay, profondo come pochi altri e genuinamente divertente, si arricchisce non solo degli elementi classici del panorama di appartenenza, ma anche di mille altre sfaccettature. Nei panni di un costrutto alchemico antropomorfo saremo chiamati a farci strada attraverso un misterioso castello nelle cui segrete ci ritroviamo sbattuti insieme ad altre miriadi di cadaveri all’inizio della nostra partita, e ovviamente questo è solo l’incipit di una situazione che può solo peggiorare.

Il nostro scopo è fuggire da questo luogo criptico e inaffidabile, inconoscibile e pericoloso: per farlo dovremo farci strada attraverso le diverse e ispirate ambientazioni e camminare sul cadavere di innumerevoli nemici, che fronteggeremo grazie ad un sistema di combattimento prettamente hack and slash, che viene impreziosito da componenti ruolistiche legate alle scelte di progressione e potenziamento di tre classi riconducibili ad un bruiser, un tank e un ranger. Ognuna delle nostre partite ci condurrà verso diverse possibilità, la scoperta di nuove armi e abilità e  la lotta contro nemici (mob ed elite) sempre differenti in virtù di una proceduralità che caratterizza sia location che avversari.

Certo c’è anche la remota possibilità di vincere la nostra scalata al castello, ma cosa succederà nel più probabile caso in cui noi fallissimo? Morte, oblio e condanna.

Perderemo le nostre monete, utili per acquistare equipaggiamento e abilità. Perderemo le cellule sottratte ai nemici, fondamentali per potenziare il nostro avatar, e ci troveremo di nuovo nelle cantine di un palazzo ancora una volta diverso da prima, tutto da esplorare a nostro rischio e pericolo.

Nel complesso il gameplay si determina in un apparato preciso e potente in grado di colpire positivamente i giocatori, nonché la prima arma che ha fatto breccia nel loro cuore e ha dato a Dead Cells il seguito che assolutamente si merita.

Un’altro aspetto per il quale Dead Cells eccelle è il compagno artistico. Supportato da una colonna sonora di buona fattura in grado di accompagnare le nostre concitate avventure aumentando i ritmi nel momento giusto e cullandoci negli attimi più “esplorativi” l’apparato grafico si fa fregio di una pixel art semplice e curata, che sfoggia colori brillanti e in contrasto tra loro al fine di creare un colpo d’occhio di ottima qualità e in grado di avvolgere tutta l’esperienza in un’atmosfera Arcade e d’impatto. Graficamente il titolo, pur facendo parte di un genere molto ricco di nomi, riesce a mostrarsi come unico e perfettamente distinguibile dagli altri, e il merito di questo va certamente agli sviluppatori che hanno compiuto le scelte artistiche senza dubbio corrette per poi renderle a schermo in maniera ideale.

Il motivo per il quale siamo approdati su Dead Cells anche noi di Serial Gamer italia è però il lancio di The Fatal Falls: l’ultimo DLC introdotto per il titolo

L’espansione introduce nel già vasto roguelike nuove aree, un nuovo boss e una pletora di nuove armi e equipaggiamenti che rendono il titolo ancora più ricco di possibilità che mai. Le nuove aree prendono il nome di Fractured Shrines e Undying Shores, e sono diametralmente opposta tra loro: se la prima infatti si pone su una sorta di cattedrale sospesa in aria che metterà alla prova tutti i giocatori con le sue sequenze di platforming preciso, la seconda ci chiamerà a scendere verso il basso, modificando l’orientamento dello scorrimento orizzontale che caratterizza la stragrande maggioranza del titolo. Si tratta di due distillati di gameplay diversi, perfetti per arricchire l’offerta in maniera organica e donare freschezza all’interno comparto, e anche la resa pad alla mano dell’ottima idea si percepisce a dir poco succulenta. Il boss che corona il completamento di questa parte di esplorazione poi risulta sfidante al punto giusto, grazie all’introduzione di meccaniche nuove e una difficoltà mai opprimente, che invece permette di godere grandemente dell’ottimo lavoro artistico compiuto dagli sviluppatori anche in questo frangente.

L’esame è completamente superato dunque sia per Dead Cells che per il suo ultimo DLC The Fatal Falls. L’opera già solidissima degli sviluppatori di Motion Twins si arricchisce ulteriormente con la nuova espansione e sia i giocatori veterani che i nuovi arrivati avranno modo di avere esperienza di qualcosa di davvero divertente e in grado di soddisfare sia la voglia di sfida sia l’occhio, grazie ad un comparto artistico perfetto per l’opera e ancora maggiormente ampliato e approfondimento in occasione dell’uscita del DLC.

Certo morire sulla carta non è esattamente una cosa auspicabile, ma può essere che in questo caso il viaggio valga ogni singolo colpo che subiremo.

Dead Cells: The Fatal Falls

8

Trama/Ambientazione

7.5/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

8.0/10

Sonoro

7.8/10

Longevità

8.4/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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