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Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest, Radici insanguinate – Recensione

17 Nov 2020 | Recensioni Videogiochi, Giochi di Ruolo, Linux, Mac, PC, Recensioni

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Per chi ha dimestichezza col mondo del gioco di ruolo, sentir parlare dell’universo narrativo del World of Darkness, conosciuto da noi come Mondo di Tenebra, non è certo una novità. Per chi invece non l’avesse, permettetemi una piccola digressione a riguardo: quest’ambientazione raccoglie al suo interno molteplici titoli che richiamano il soprannaturale nella sua accezione più tetra ed oscura, essi sono infatti Vampiri, Maghi, Wraith, Changeling, Hunter, Mummy, Demon e Licantropi (o Lupi mannari secondo la nuova edizione).

Questo lungo ed estenuante elenco è voluto, in quanto rende chiaro e rimarca il fatto che ogni singola creatura che abita gli incubi di noi comuni mortali ha il suo posto all’interno di questa linea editoriale inaugurata nel lontano 1991 con Vampiri: la masquerade; ma oggi ci concentreremo in particolare sull’ultimo gioco da me citato, poiché infatti la sua prima edizione del 1992, Licantropi: l’apocalisse (Werewolf: The Apocalypse in originale), ha ottenuto quest’autunno (il 13 ottobre 2020) una trasposizione videoludica. Si tratta di Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest, avventura testuale sviluppata per Linux, Mac e PC (via Steam) dalla software house indipendente polacca Different Tales ed edito grazie all’aiuto di Walkabout. Il loro lavoro è quasi reverenziale nel suo essere estremamente fedele ai toni ed alle dinamiche dell’opera originale seppur modificandone alcuni aspetti, rivelandosi come un titolo valido, tanto più se si tiene in conto della natura indipendente del progetto, seppur semplice ed appartenente ad un genere decisamente di nicchia; lasciate che vi illustri di seguito il perché.

Alla ricerca del proprio perché

Parlare del comparto narrativo di Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest sarebbe impossibile per via delle innumerevoli pieghe che fin dall’inizio diversificano il percorso di ciascun giocatore, nonché un evidentissimo modo per rovinarvi l’esperienza di gioco stessa, in quanto starà a voi scegliere come interpretare la protagonista, Maia Boroditch, sancendone il percorso e conducendola verso uno dei cinque finali possibili del titolo in un modo del tutto diverso da individuo ad individuo. Unica cosa di cui posso tranquillamente parlare è, di conseguenza, il suo incipit: Maia è una studentessa americana giunta in Polonia sia per studiare medicina, sia per indagare le sue origini. L’enigmatico nonno paterno della protagonista proverrebbe da lì infatti, ma l’allontanamento forzato da parte della madre da quel ramo della famiglia ha precluso a Maia ogni tipo di conoscenza più approfondita a riguardo.

Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest

Ma qualcosa, di primordiale e ben radicato nelle profondità più recondite dello spirito della studentessa, la spinge ad indagare in profondità sul passato della propria famiglia, infrangendo quell’indicibile tabù. Insieme alla sua compagna di studi norvegese, Anya, parte quindi alla volta del villaggio nativo del nonno, Bialowieza, situato nei pressi di una tra le più grandi ed antiche foreste di tutta l’Europa, nonché Parco Nazionale Puszcza Bialowieska. Ma l’arrivo è decisamente più turbolento del previsto, in quanto nel villaggio è in atto una serie di proteste contro il disboscamento illegale della stessa foresta, e Maia si ritroverà nel bel mezzo di qualcosa di ben più antico e complesso di quanto possa sembrare ad un rapido sguardo.

Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest ha dinamiche di gioco semplici ed essenziali, fornendo al giocatore la sola possibilità di scegliere tra le diverse opzioni offerte di fronte alle molteplici situazioni che gli si presenteranno. Una classicissima avventura testuale che ricalca il loro precedente e riuscito progetto, Wanderlust, pur presentando un gae design ben più ricco e strutturato. Per affrontare le molteplici peripezie avremo a disposizione tre caratteristiche presenti anche nel corrispettivo cartaceo, Furia, Volontà e Salute, e la nuova Valutazione della Personalità suddivisa rispettivamente in Coraggio, Ispirazione, Analisi, Spiritualità e Astuzia, cosa che va a sostituire per ovvie ragioni di game design, già così ben sviluppato ed articolato, agli Attributi ed alle Abilità. Inutile dire che le scelte aumenteranno le nostre caratteristiche e influiranno sulle Relazioni con gli altri personaggi, palesandoci scelte e strade che non avremmo potuto percorrere altrimenti, fino a condurci ad alcune nuove citazioni dell’opera primeva che non posso citare citare senza evitare di fare spiacevoli spoiler a riguardo. Maia è una pagina bianca da costruire e plasmare a seconda della piena volontà del giocatore, cosa decisamente fantastica per ogni giocatore di ruolo, in particolare per coloro che arrivano diretti dal gdr in questione, ma è indubbiamente un titolo che faticherebbe a convincere una buona fetta di pubblico sia per i ritmi narrativi, sia per le dinamiche di gameplay semplici che però nascondono un lavoro di game design decisamente buono e da parte dei ragazzi di Different Tales.

Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest

Macabramente pittorico e suggestivo

Un punto di forza di Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest sta nel suo comparto artistico che rende appieno i momenti della sua narrazione, passando da momenti di puro idillio naturalistico a tetre e disturbanti scene sanguionolente. Ciò è possibile grazie ad un buon comparto grafico dallo stile pienamente pittorico e semplice; esso riesce a passare da schermate piacevolmente rilassanti ad altre caotiche, confusionarie e raccapriccianti in grado di richiamare alcune tematiche prettamente lovecraftiane seppur da esse totalmente separato. Anche il suo comparto sonoro si sposa bene all’atmosfera che si va a delineare all’interno del titolo, anche se non brilla in confronto al suo compare e tende a stuccare a causa della sua eccessiva ripetitività.

Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest

Conclusioni

Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest è una buona trasposizione videoludica di un gdr cartaceo, ma che potrebbe non risultare un buon titolo per chi non proviene dall’ambiente in questione purtroppo. Il suo genere d’appartenenza ha ritmi e dinamiche che si sposano bene con le richieste di ben pochi giocatori, quelli che cercano belle storie da poter vivere e plasmare come meglio credono senza tenere troppo da conto le dinamiche di gameplay; a questo oltretutto si aggiunge che il titolo non è stato localizzato in lingua italiana, il che rende il tutto un po’ più complesso in quanto sono presenti numerosi vocaboli particolari e di difficile comprensione per chi d’inglese se ne intende poco. Data la natura del titolo questo potrebbe essere un ostacolo, ma se ciò non dovesse esserlo e siete appassionati dell’interpretazione ruolistica, della natura e della narrativa, non lasciatevi assolutamente scappare Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest.

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Werewolf: The Apocalypse – Heart of the Forest

12,49 €
7.5

Trama

8.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

9.0/10

Pro

  • Game design narrativo ottimo
  • Tetramente pittorico
  • Affronta tematiche attuali e reali
  • Rigiocabilissimo per poterne scoprire ogni possibilità

Contro

  • Genere di nicchia

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