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Re:Turn – One Way Trip, tutti a bordo del treno fantasma – Recensione

Misteriosi intrighi si mescolano a drammi giovanili in una storia di terrore con Re:Turn-One Way Trip, gdr horror side-scrolling 2D dal semplice gameplay a puzzle interattivi in salsa da avventura grafica, sviluppato da Red Ego Games e pubblicato da Green Man Gaming Publishing, dal 14 ottobre disponibile su PC (Steam) e Xbox One e prossimamente in arrivo per Nintendo Switch e PlayStation 4; campeggio, notte, cinque adolescenti si radunano intorno ad un fuoco, ricetta ready-made perfetta che ci fa domandare: dove ci porteranno la storielle di fantasmi questa volta?

https://www.youtube.com/watch?v=0cbBOfWolVM

Trip paranormale

Quando si parla di horror non vi è nulla di più classico rispetto a ciò che abbiamo detto, racconti di paura intorno al falò e dei ragazzi lasciati in balia di un bosco tetro; incipit perfetto per Re:Turn, laddove il nostro obiettivo sarà altrettanto classico: ritrovare i nostri amici sperduti. In questo titolo interpreteremo Saki, giovane ragazza che decide, con il suo gruppo di più stretti compagni comprendente il fidanzato, di trascorrere insieme un’ultima piacevole avventura, al termine del loro percorso scolastico e prima di entrare ufficialmente nel periodo dell’età adulta, dovendo rispettare tutti gli oneri che essa comprende; un’inaspettato alterco però li fa dividere durante la notte, e tutto diventa bizzarro oltre che spaventoso alla comparsa di un treno fatiscente, abbandonato a marcire nel cuore della foresta. Salendoci sopra alla ricerca dei nostri compari verremo catapultati in un ambiente orrorifico, dove strane figure fanno la loro comparsa e macabri eventi accadono, rimanendo invischiati in vicende che vanno oltre la nostra comprensione; dovremo quindi non solo ricongiungerci, ma anche venire a capo di cosa stia succedendo in questo luogo, o per meglio dire, cosa sia successo: infatti durante le nostre avventure esploreremo due mondi paralleli, quello del tempo presente e quello del tempo passato, dove ancora la vettura era splendente e funzionante oltre che popolata dai suoi vecchi passeggeri.

Tutto ciò lo faremo fondamentalmente muovendoci nelle due direzioni e risolvendo puzzle, avremo a disposizione un piccolo inventario in cui tener conto degli oggetti trovati e un diario dove conservare eventuali appunti, scritti o figurativi; in materia di gameplay il gioco riesce a creare un divertente e basilare mix tra un’avventura horror punta e clicca, una visual novel e un classico gdr dallo stampo “rpg maker”, rimanendo molto semplice e fruibile.
Questa “semplicità” é la croce e delizia del titolo, che in sostanza rimane “leggero”: basilare nelle meccaniche, di facile approccio, ma anche non molto impegnativo in termini di gioco e non troppo impegnato per quanto riguarda sceneggiatura, personaggi, trama, e spaventi. Invece è molto apprezzabile l’estetica, la mappa di gioco è tutto sommato piccola ma ben curata, dettagliata in pregevole pixel art, gli sprite dei personaggi in stile anime non brillano per originalità ma si presentano ben fatti (per quanto riguarda altri oggetti in-game invece sarebbe stata gradita forse una maggiore uniformità d’intenti); comparto sonoro all’altezza, che riesce a caratterizzare bene l’atmosfera cupa di un treno fantasma, con cigolii, rumori e macabri versi.

One Trip Spoony


Senza girarci troppo intorno, specifichiamo quanto già detto: Re:Turn è un gioco leggero. Non è sgradevole da giocare e anzi riesce a portare un piacevole intrattenimento, ma spesso rimane superficiale; una volta abituati all’ambiente del treno spettrale saranno davvero pochi gli spaventi veri e propri, quindi in quanto gioco horror rimane leggero. Sarà piacevole risolvere gli enigmi per proseguire, ma lo sviluppo del titolo sarà estremamente lineare, difficilmente non sapremo cosa fare o dovremo spremerci a sangue le meningi per venire a capo dei puzzles, e ovviamente la struttura bidimensionale non aiuta ad aggiungere complessità: quindi a livello di gameplay rimane un titolo leggero. Infine, intreccio e personaggi: come sopracitato la base narrativa si basa su alcuni clichè del genere, come il gruppo di adolescenti che si separa in un luogo pericoloso e abbandonato a causa di motivi sentimentali interni al party (equivoci, per altro), scusa perfetta per rimanere invischiati in eventi paranormali che prevedono spettri, demoni, e in questo caso figure ispirate al folklore e tradizione della cultura nipponica; nulla di male sotto questo punto di vista, e anzi buon modo per destare l’attenzione del giocatore, tuttavia il titolo non si spinge troppo in là con gli elementi propri e originali, come i dialoghi dei personaggi che risultano poco interessanti o talvolta blandi e i risvolti di trama che, partendo da intriganti intrecci, si risolvono in maniera sbrigativa e non così ispirata, fino a terminare in scivoloni quasi definibili “buchi” sul finale. Generalmente carino e curato, ma i momenti memorabili sono giusto un paio, tendenzialmente rimane “piatto” seppur godibile.

Tirando le fila di quanto detto quindi, Re:Turn-One Way Trip è un gioco che sicuramente ho iniziato con buono spirito, immaginando di trovare un titolo dalle meccaniche molto semplici ma dalle situazioni assurde e curiose in linea con altri prodotti del genere indie rpg horror, e sono stato deluso solo parzialmente; la leggerezza che caratterizza il titolo in realtà rimane un suo aspetto cardine, e tutto sommato giocarvi è stato piacevole, a tratti interessante e divertente, pur nella sua limitatezza di contenuti e profondità. La maggiore nota dolente risiede nell’epilogo della trama: il finale purtroppo cede il passo all’amarezza, gli eventi si risolvono in maniera insoddisfacente, e lascia straniti il fatto che tutto si riduca ai minimi termini con così tanta approssimazione. Un titolo discreto, buon passatempo e simpatico gioco per chi ricerca, come già detto, un horror “leggero”.

*versione testata: PC, grazie al codice digitale Steam fornito dal publisher

6.5

Trama/Ambientazione

5.5/10

Gameplay

6.5/10

Grafica/Estetica

7.0/10

Sonoro

7.2/10

Longevità

6.5/10

Pro

  • - Struttura dal mix vincente
  • - Piacevole passatempo

Contro

  • - Narrazione approssimativa
  • - Finale deludente

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