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The Elder Scrolls Online: Stonethorn – Nel castello del Vampiro – Recensione

La stagione del cuore oscuro di Skyrim è agli sgoccioli, e ho scelto queste parole con attenzione. I contenuti che questo ciclo (e potrei aver scelto queste parole con attenzione) di espansioni ha portato sul granitico The Elder Scrolls Online è stato di grande interesse, nonché di un graditissimo stampo gotico grazie al suo forte focus su sangue e stirpi di vampiri. Da qualche tempo inoltre è stata resa disponibile anche il penultimo DLC per l’mmorpg ambientato a Tamriel, Stonethorn, e appena le legioni di succhiasangue mollano per qualche secondo la presa sul mio glorioso healer argoniano, vi raccontiamo cosa abbiamo visto celarsi tra le ombre della Skyrim più buia.

ESO Stonethorn introduce di fatto solo due nuovi dungeon all’interno del sistema di gameplay ormai storico e collaudato del titolo, che non si vede dunque modificato particolarmente nella sua struttura ma solo arricchito di nuove aree e relative sfide per gruppi di quattro intrepidi avventurieri. L’aria che si respira all’interno di queste segrete è sempre quel pesante miasma di oscurità e sangue con qualche pizzico di consapevolezza che potremmo finire dissanguati nel giro di qualche secondo, ma è proprio per questo che ci piace.

Entrando nel merito passiamo a esaminare singolarmente le nuove implementazioni

Il primo dungeon si chiama Stone Garden. In questa segreta i nostri eroi in un gruppo classico di 4 giocatori dovrà farsi strada attraverso ad un oscuro laboratorio alchemico dove le forze del male vengono manipolate per creare dei mostruosi golem e trasformare gli alchimisti in grotteschi lupi mannari. Sarà compito degli impavidi eroi farei strada nelle profondità del giardino di pietra e fermare i rituali maligni.

Pad alla mano, Stone Garden ha onestamente più difetti che pregi. Pur vedendo proposte alcune nuove meccaniche durante le boss fight che non sono comunque nulla di eclatante, dal punto di vista delle ambientazioni il dungeon è chiuso e non particolarmente ispirato o godibile. Dal punto di vista della progressione d’altra parte si percepisce fin troppo l’avvicendarsi del classico design “corridoio-stanza” che sebbene sia una meccanica base qui pesa fin troppo, dando la sensazione di un contenuto poco curato e noioso

Bocciato quindi il primo di due, ma Stonethorn ha ancora delle carte da giocare.

Il secondo dungeon si chiama Castle Thorn, ed è quello che tiene l’intero DLC su livelli ottimi. Già solo entrando in questa segreta sentiremo come l’aria è diversa è ispirata. Ci troviamo all’ingresso del castello di lady Thorne, una signora dei vampiri con abbastanza potere da poter essere accostata al temibile Gray host. L’atmosfera fa venire i brividi e la fredda pietra delle mura si unisce al gelido rosso del sangue per farci venire i brividi lungo la schiena. Si tratta di una vera caccia al vampiro in vecchio stile, e chi non è pronto a intraprenderla dovrà essere pronto a subirla.

Nella nostra salita verso la torre più alta della rocca potremo man mano prendere familiarità con le meccaniche che ci serviranno per avere ragione dei boss, e quando saremo in cima ci troveremo davanti ad una delle fight più belle tra tutte quelle proposte da ESO fin’ora

Come accennato, Castle Thorn è il dungeon che assicura a tutto il DLC la memorabilitá, nonché uno dei contenuti più interessanti del gioco. Il castello è la quintessenza dell’intera esperienza annuale “Dark heart of Skyrim”, un tripudio oscuro e gotico perfetto per dare un senso alle scelte degli sviluppatori di portare un contenuto darkeggiante e decadente nel corso del ciclo annuale sull’MMO.

Ogni angolo di Castle Thorn è perfetto e rende magicamente l’atmosfera. È quasi un 10/10 e ce ne si rende conto appena entrati.

In conclusione, The Elder Scrolls Online Stonethorn è un contenuto che presenta bassi tanto desolanti quanto alti impagabili: la proposta è semplicemente quella di due nuovi dungeon con relativi set di armatura, e se esplorare il primo non è così appagante, completare il secondo è un’impresa gloriosa. Nel complesso, il livello medio dell’esperienza è comunque buono, e ogni giocatore di ESO che abbia a cuore il suo buon nome non potrà fare a meno di recarsi sul crown store, mettere mano al borsello imperiale e portarsi a casa il DLC.

Il cuore oscuro di Skyrim ha ancora una carta da giocarsi per concludere il ciclo di contenuti annuali, e dopo le magnificenze di Castle Thorn mi chiedo cosa possa riservarci ancora il futuro per mettere il punto su questa sanguinosa esperienza annuale su The Elder Scrolls Online.

*versione testata: PS4, grazie al codice fornito dal publisher

The Elder Scrolls Online

7.8

Trama/Ambientazione

7.6/10

Gameplay

8.5/10

Grafica

7.8/10

Sonoro

7.5/10

Longevità

7.4/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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