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Captain Tsubasa: Rise of New Champions, Due tiri ad un pallone con qualche vecchio amico – Recensione

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Captain Tsubasa, manga a tema calcistico scritto e disegnato da Yoichi Takahashi, con le sue serie a fumetti e televisive, ben cinque in ambedue i casi, è riuscito ad ispirare ed appassionare a quello che viene definito il miglior sport del mondo numerose generazioni di ragazzi fin dall’ormai lontanissimo 1981, affermandosi come fenomeno mediatico sia nella sua terra natia, il Giappone, che gran parte dell’Europa; chi potrà mai scordarsi dei pomeriggi dopo scuola passati a far merenda guardando Holly e Benji e delle interminabili discussioni in classe su chi fosse il proprio giocatore preferito? Decisamente altri tempi… tempi in cui Tsubasa Ozora e Genzo Wakabayashi venivano ancora chiamati Oliver Hutton e Benjamin Price a causa di un adattamento oramai obsoleto al quale però, nonostante tutto, si vuole ancora bene.

In mezzo a questo marasma di edizioni, riedizioni, filler, reboot, film non canonici e cambi di continuity (soprattutto per quanto riguarda l’ambito anime) la suddetta opera è riuscita anche ad impostarsi in ambito videoludico, sebbene spopolando unicamente nel mercato nipponico grazie a diverse iterazioni; la sola ed unica eccezione ad aver lasciato il paese del sol levante è stata Captain Tsubasa per NES e Mega Drive giunto in Europa nel 1992.

Permettetemi di dire quindi che quando Captain Tsubasa: Rise of New Champions sarebbe stato reso disponibile in tutto il mondo a partire dal 28 agosto 2020 per PC (versione utilizzata in sede di recensione), PlayStation 4 e Switch, per giunta localizzato in italiano, ho esultato! Probabilmente ciò è dovuto alla pubblicazione nel 2018 della quinta serie animata chiamata semplicemente Captain Tsubasa ed arrivata nel nostro paese con un adattamento finalmente fedele al prodotto originale. Finalmente avrei potuto giocare con quei calciatori per cui stravedevo da bambino immergendomi appieno nella mia nostalgia. Sebbene le ottime premesse però, il titolo sviluppato da Tamsoft Corporation ed edito dalla BANDAI NAMCO Entertainment è risultato abbastanza vacillante sotto diversi punti di vista che andremo ad analizzare meglio di seguito.

Che campioni Tsubasa e Genzo!!!

Come sostenevo prima, è chiaro che Captain Tsubasa: Rise of New Champions si basi sulla recente serie anime, o meglio sulla seconda metà di essa. Questa è una delle prime perplessità che ho avuto sull’opera, in quanto al portare la trama nella sua totalità o dividerla in più iterazioni si è preferita la totale rimozione dell’arco delle scuole elementari, eliminando dalla narrazione eventi e personaggi di notevole importanza. Il gioco fa continui riferimenti ad eventi e persone che non ha mai mostrato al giocatore se non in qualche rarissima occasione messa lì giusto per strizzare l’occhio ai fan, ottenendo come unico risultato lo sminuire alcuni personaggi.

Il gioco nella sua modalità “Episodio Tsubasa” riguarda infatti il 16° Torneo Nazionale di Calcio delle Scuole Medie, anno in cui Tsubasa Ozora, capitano della Nankatsu (New Team), giunto alla fine del suo percorso alle scuole medie lotta per la leggenda: diventare la prima squadra nella storia del torneo a vincerlo per tre anni di fila. Una volta concluso il tutto, il nostro eroe potrà darsi al professionismo in Brasile, dove molte squadre sono interessate a lui grazie al suo mentore Roberto Hongo (Roberto Sedinho); nonostante abbia il percorso agonistico abbondantemente spianato, il capitano della Nankatsu non si adagia sugli allori e desidera ardentemente portare la squadra al successo, sia per ringraziare i propri compagni e sostenitori sia per autoaffermarsi come uno dei più talentuosi calciatori nipponici under-15. Partirà quindi la sfida che lo vedrà impegnarsi con molti dei suoi amici-rivali del calibro di Kojiro Hyuga (Mark Lenders), i gemelli Tachibana (Derrick) e Hikaru Matsuyama (Philip Callaghan), tutti nomi che a distanza di anni mi fanno ancora effetto.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Fortunatamente Captain Tsubasa: Rise of New Champions aggiunge un nuovo episodio narrativo, che riprende l’arco del torneo di Parigi (non è ben chiaro se si tratti di quello canonico del o quello presente nella prima serie animata) per modificarlo e riscriverlo a suo piacimento. Tale torneo viene infatti tristemente e inaspettatamente cancellato e ben presto sostituito da una nuova competizione: la Junior Youth World Challenge, una competizione che permetterà agli eroi visti nell’episodio precedente di rappresentare la nazionale giapponese under-15. Ma c’è un motivo per il quale questo arco viene chiamato “Episodio New Hero”, ed è abbastanza intuibile: molte delle vecchie leve hanno già preso altre strade e di conseguenza è necessario che delle nuove promesse si facciano avanti. Qui entriamo in gioco noi, col nostro calciatore da costruire a nostro piacimento, dall’aspetto, alle caratteristiche, al ruolo, alla scuola di appartenenza e per giunta nelle sue amicizie!

Per selezionare i migliori giocatori da portare in nazionale, la lega calcistica giapponese indice quindi un piccolo torneo amichevole denominato perlappunto New Hero League. Spetterà a noi il compito di diventare sempre più forti e farci notare per riuscire a giocare nel dream team della nostra infanzia… un sogno forse più nostro che del personaggio stesso!

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Se il calcio fosse giocato da supereroi

Se cercate un simulatore calcistico realistico, Captain Tsubasa: Rise of New Champions è la cosa più lontana da ciò per via della sua natura estremamente arcade e volutamente esagerata, cosa che lo rende decisamente divertente e molto fedele al prodotto d’appartenenza. Ogni calciatore avrà infatti una barra d’energia chiamata Spirito che sfrutterà compiendo una qualsivoglia azione e ne sancirà il grado di efficacia; a questa barra sono associate anche le Tecniche che a seconda del personaggio che si gestisce potranno essere di Parata, Blocco, Passaggio, Dribbling e Tiro, mostrandoci pienamente come sarebbe il calcio se fosse giocato dagli Avengers.

Il tempismo si rivelerà essere uno dei migliori alleati dei giocatori, sia per prendere possesso della palla, per mantenerne il controllo e per finalizzare al meglio l’azione; per farlo bisognerà tenere d’occhio lo spirito, riuscire a dribblare e bloccare gli avversari nel momento giusto per ripristinarlo e schiaffare palle supersoniche in faccia ai malcapitati portieri che ci si ritroverà davanti. Captain Tsubasa: Rise of New Champions è frenetico in ogni sua partita, riuscendo a immergere appieno qualsiasi giocatore vi si approcci nonostante il suo gameplay estremamente semplice diviso nelle sue varie modalità: ad aggiungersi alla campagna (chiamato “Il Viaggio”), della quale abbiamo abbondantemente parlato poco sopra, troviamo “Versus” e “Versus Online”, nelle quali potremmo giocare contro l’IA, in coop locale od in multigiocatore online con le squadre classiche o con il team da noi formato (all’interno del quale potremmo mettere anche il nostro eroe). Ad aggiungere un po’ di brio e longevità al comparto online si trova la Lega, una vera e propria modalità competitiva divisa in stagioni e sezioni, permettendo di dimostrare al mondo il nostro valore!

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Una realizzazione tecnica decisamente debole

Il vero dramma di Captain Tsubasa: Rise of New Champions è la realizzazione tecnica della sua versione PC, spesso afflitta da fastidiosissimi crash, freeze, cali di frame e glitch grafici che nel loro insieme minano e non poco l’esperienza di gioco, in particolare durante partite sentite come possono essere quelle online. Ma anche se non ci fossero queste problematiche dovute ad una programmazione un po’ troppo approssimativa, il gioco non brillerebbe certo dal punto di vista grafico, che risulta essere un po’ troppo rigido e sgranato, quasi fosse datato rispetto all’anno d’uscita. Il comparto sonoro, sebbene non sia memorabile, fa il suo dovere riuscendo a sposarsi bene coi momenti concitati e scandendo il ritmo del gioco stesso; un contributo è certamente dato dal doppiaggio originale in giapponese, particolarmente enfatico e ben realizzato.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Conclusioni

Captain Tsubasa: Rise of New Champions, nonostante non brilli per caparbietà e realizzazione, risulta essere molto divertente e coinvolgente anche per chi di Holly e Benji non ne ha mai sentito parlare; per coloro che invece ci hanno passato l’infanzia assieme, troveranno nel titolo un ottimo passatempo che permetterà loro di tuffarsi a cuor leggero nei propri ricordi e viverli da un’altra prospettiva. Se cercate l’iper-realismo andate altrove, qui troverete portieri che volano in porta, palle sfondate e deformate, gemelli volanti e tante altre tecniche che fanno sembrare Ronaldo e Messi dei principianti se messi a confronto con dei quattordicenni giapponese. E tutto ciò è bellissimo.

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Captain Tsubasa: Rise of New Champions

Console: 59,99€ / PC: 49,99€
7.2

Trama

7.0/10

Gameplay

7.8/10

Grafica

6.0/10

Sonoro

7.2/10

Longevità/Multiplayer

8.0/10

Pro

  • Gameplay frenetico e divertente
  • La realizzazione di un sogno per tutti gli appassionati

Contro

  • Gestione della trama
  • Comparto tecnico costellato di problemi

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