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void tRrLM(); //Void Terrarium – Una ragazzina e altri funghi – Recensione

void tRrLM(); è un nuovo gioco della NIS America (Nippon Ichi Software), disponibile dal 10 luglio su Nintendo Switch e PS4, che ci trasporta in un mondo post-apocalittico contaminato da funghi tossici dove ci troviamo nei panni di un robottino di manutenzione scartato. Il robottino, dopo che si risveglia in una discarica, incontra factoryAI, un’intelligenza artificiale, che decide di aiutarlo da lì in avanti lungo la strada e che lo battezza con il nome Robbie. Poco dopo, i due ritrovano una ragazza in mezzo alle macerie, coperta da funghi. Si presume che lei sia forse l’unica umana sopravissuta al mondo. FactoryAI ci spiega che in seguito a un’infezione da funghi tossici scatenatasi in superficie, gli umani scesero sotto terra e crearono un ambiente in cui potessero vivere, con tanto di stanze e tunnel, ma ahimé anche lì sotto poi si sono estinti.

(Insomma, insieme a TLOU, ce la vogliono mandare buona con questa infezione da funghi, eh)

 La ragazza riceve il nome di Toriko, e siccome viene ritrovata in condizioni di salute precarie e vulnerabile all’atmosfera tossica in cui si risveglia, il robottino e l’AI decidono di creare un rifugio per lei all’interno di un terrario, che andrà rafforzato mano a mano per poterla mantenere in buona salute. A questo scopo, Robbie con l’assistenza di factoryAI, dovrà esplorare le terre desolate nelle vicinanze per raccogliere le risorse che serviranno di volta in volta, trovandosi a combattere nei vari dungeon stratificati sia macchine e robot di vari tipi e livelli così come le creature mutanti che vagano per le stesse zone (insetti, topi, ecc).

INTO THE GAME

Direi che il gioco si divide proprio in questi due grandi momenti fondamentali: il monitoraggio di Toriko per poterla rimettere in sesto e mantenere in vita e quello di azione che prevede l’esplorazione e i combattimenti nelle zone circostanti per trovare risorse necessarie a seconda delle esigenze che ci si presentano.

Il monitoraggio di Toriko avviene sia in loco, quando non siamo impegnati in spedizioni, ma anche da lontano, grazie al cosiddetto Pet Nanny, ribatezzato Penny, che factoryAI ripara e attiva. Si tratta di un dispositivo ispirato ad un popolare gioco virtuale con animali con il quale si dice che i bambini umani solevano giocare molto (a me ha fatto subito pensare al vecchio Tamagotchi, simbolo d’infanzia oltre che di origine giapponese). Tramite il Penny dunque possiamo tenere sempre sotto osservazione la salute di Toriko, il livello di pulizia del terrario, e controllare quando la ragazza ha fame o si sta ammalando (febbre, influenza, raffreddore e quant’altro).

La fase più avventurosa e attiva del gioco è data dalle spedizioni che vengono fatte di volta in volta, che siano per trovare cibo e nutrire Toriko, o trovare medicine, oppure vari materiali e oggettistica per abbellire e migliorare il terrario.

GAMEPLAY

Mi soffermo qui proprio sulla parte che ho trovato più divertente del gioco, i combattimenti nei vari dungeon. Quest’ultimi sono strutturati per strati, e man a mano che li esploriamo alla cieca, ci si rivela sullo schermo la mappa dello strato sul quale ci troviamo (il mio cuore metroidiano qui ha esultato un bel pò). In ognuno di essi dobbiamo trovare il portale che ci farà salire al prossimo layer, ma tutto ciò non avviene ovviamente senza difficoltà. Robbie si trova di volta in volta alle prese con macchine e robottini con cui si si scontra nella classica modalità a turno (alla Zelda per dire) e ognuno dei nemici, una volta sconfitti, ci aiuta a salire di livello con dei punti oppure rilascia qualche gadget che possiamo utilizzare a nostro vantaggio. Quando facciamo level up, ci vengono offerti due perk tra i quali scegliere, che sia un potenziamento sull’attacco, sulla difesa, sulla nostra barra salute o energia o un vero e proprio perk più potente come un attacco speciale che possiamo designare ad un tasto specifico ed averlo a portata di mano ( o di dito in questo caso XD). Altri aiuti ci vengono dati proprio da oggetti che troviamo in giro, bombe di vario tipo da lanciare ai nemici, oppure ancora più importanti, secondo me, le leak batteries che ripristinano la barra energia e i tool kits che invece alimentano la barra di punti vita. Non serve dirlo, ma queste due barre si consumano man a mano che avanziamo nei dungeon, quindi se trovate in giro leak batteries e tool kits, inseritele subito nell’inventario, perché vedrete che vi serviranno.

Dunque, in dungeon direi che la giocabilità è molto più variegata e divertente, e anche ben equilibrata tra zone, nemici, combattimenti e perk che ci aiutano a potenziarci. Tra le molte cose positive sul piano esplorazione-combattimento, credo che la più vantaggiosa sia il fatto che qualora si muore, tutti gli oggetti raccolti si trasformano in punti risorse che vanno a riempire delle barre divise per tipo di risorsa, quindi perdiamo le risorse ma ne traiamo comunque beneficio. Se invece abbiamo raccolto la risorsa od oggetto specifico per la quale siamo andati in spedizione, essa rimane salvata nell’inventario, quindi non dobbiamo ripartire ogni volta da zero. Inoltre, il gioco ci viene incontro con degli indizi, che possiamo consultare prima di avviare una qualsiasi spedizione, utilizzando il tasto Options.

Per ciò che corcerne il lato artistico del gioco, l’ho trovato molto carino, mi ricorda un pò Limbo come grafica e fluidità e il disegno invece gli anime giapponesi (soprattutto l’aspetto di Toriko). I colori sono dalla palette prevalentemente scura nella zona terrario e dalla tonalità più chiara nella zona combattimento, dove incontriamo anche una più grande varietà di creature e oggetti insieme ai colori. Per quanto riguarda il soundtrack del gioco, la musica è dai suoni un pò futuristici e dal ritmo calzante, ma purtroppo nulla di eccezionale o memorabile.

Anche la trama del gioco, a mio parere, non è una storyline profonda e neanche originale, che si presta magari al tipo di gioco in questione, ma allo stesso tempo risulta un pò superficiale ed anonima (perlomeno a me è risultata così, non essendo questa la prima o seconda volta che leggo o gioco con una storia simile come cornice). Inoltre, alcune interazioni tra factoryAI e Robbie sono, a mio avviso, di una durata un pò lunga, per non parlare del fatto che ogni volta che ci rispawniamo con il robottino vicino al terrario, parte la schermata: “Oh, Robbie, welcome home!” detta da factoryAI. E si, sembra una stupidaggine dirlo, ma quando magari ti capita di morire più volte sul presto durante un combattimento, ti inizi ad annoiare nel vedere questa schermata ogni singola volta (tipo quando su un gioco stile triple A ti parte la sequenza cinematografica ogni volta che muori e devi ricominciare il combattimento XD).

In conclusione direi che il gioco personalmente non mi ha fatto proprio impazzire ma non potrei neanche dire che non ne vale la pena. Anzi, lo consiglierei proprio perché il gameplay sul lato esplorativo e di combattimento mi è piaciuto molto, ci ho giocato con gusto e l’ho trovato molto divertente ed equilibrato per quanto riguarda le azioni da intaprendere. Potrebbe essere esattamente il tipo di gioco che fa al caso di chi non ha molto tempo per giocare, ma vuole provare qualcosina di divertente e non eccessivamente impegnativo.

void tRrLM(); //Void Terrarium

6

Trama/Ambientazione

5.0/10

Gameplay

7.0/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

5.0/10

Longevità

6.0/10

Pro

  • combattimenti in dungeon divertenti ed equilibrati
  • tool e perks molto carini e utili insieme al sistema barra vita/energia
  • salvataggio nell'inventario degli oggetti specifici che si ricerca, senza dover ripartire da zero ogni volta

Contro

  • trama del gioco abbastanza lineare ed anonima
  • musica poco memorabile

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