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Ys: Memories of Celceta – La Foresta Perfetta – Recensione

Siamo in una citta a noi totalmente sconosciuta, privi di qualsiasi memoria e con il compito di mappare una enorme foresta dalle quali profondità nessuno è mai uscito vivo, e non siamo neanche a metà settimana.

Mentre molti si lamenterebbero della situazione quantomeno peculiare noi, grandi esploratori, sappiamo che la condizione di chi non ha nulla da perdere è la migliore per iniziare un’avventura epocale, e Ys: Memories of Celceta ci accompagnerà in questo viaggio entusiasmante sin dall’inizio.

Sviluppato da Nihon Falcom e Marvelous, software house celebri per i lavori di qualità che hanno alle spalle, Memories of Celceta è un progetto che fa parte della enorme saga di Ys, caposaldo del genere JRPG da ormai molti anni. Il capitolo in questione era stato originariamente reso disponibile nel 2012 per Playstation vita in Giappone, e poi in Europa e America solo un anno più tardi grazie al lavoro del publisher XSeed. Oggi, sempre grazie a XSeed, il prodotto è finalmente approdato su Playstation 4, dove ha potuto presentare ad un pubblico molto più ampio come questo episodio della saga fosse una delle opere di grande interesse all’interno del genere JRPG.

La storia di Ys: Memories of Celceta ci presenta sin dall’inizio il protagonista, Adol Christin, mettendoci subito nei suoi panni. Introdotto come un avventuriero, ci ritroviamo a impersonare il giovane completamente privo di memoria e abbandonato per chissà quale motivo in una città sul limitare della ancestrale foresta di Celceta. Dopo alcune fasi iniziali che ci immergono immediatamente in un contesto high fantasy nutrito e ampio, faremo conoscenza con il capo delle truppe imperiali in stanza presso la cittadina, che ci chiederà di mappare la sconosciuta foresta. Tra le sue fronde infatti si nascondono segreti e ricchezze incommensurabili e sono proprio quelle a cui mira l’impero. Noi, di per contro siamo degli esploratori, e anche senza memoria, la nostra indole non cambia: non ci tireremo infatti indietro e partiremo all’avventura verso la sconfinata foresta con la volontà di esserne i primi pionieri e scoprire cosa ci sia successo e che fine abbiano fatto i nostri ricordi.

Durante il nostro viaggio infatti scopriremo che il nostro destino è indissolubilmente legato a Celceta, e addentrandoci nelle sue profondità troveremo personaggi che stranamente sembrano già averci incontrato in precedenza, ma di cui non manteniamo memoria. Cosa è successo dentro la foresta? Qualsi sono i poteri che hanno giocato, e forse giocano ancora, con la nostra testa? Sono tutte domande che solo una grande avventura può sperare di risolvere e Ys: Memories of Celceta è pronto a regalarcela.

Il gameplay, come sempre proposto dalle software house al lavoro sul prodotto, è quello di un vastissimo JRPG con forti tinte action le ambientazioni quasi sempre open word ci poteranno a incontrare infatti tantissimi nemici, che dovremo abbattere con un combat system molto dinamico, basato su attacchi, schivate, parate e abilità che potremo poi potenziare attraverso l’uso. Anche l’equipaggiamento del variegato party di personaggi sarà importante come in ogni gioco di ruolo: nel corso della nostra esplorazione troveremo infatti nuove armi, armature e accessori che potenzieranno la nostra efficacia sul campo di battaglia e starà a noi gestire i loro equilibri associandole tra loro in rudimentali build o potenziandole presso i fabbri delle città fino a diventare una perfetta macchina da guerra che non conosce ostacoli all’esplorazione della foresta.

Sempre nel contesto open world, al proseguire della storia si affiancheranno anche 38 side quest, sbloccabili da vari personaggi che incontreremo nelle nostre avventure: le missioni sono in gran parte diverse tra di loro, e oltre ad aumentare la longevità del titolo (non in maniera eccessiva, vista la proposta già molto ampia), offrono diversi spunti di approfondimento su alcuni personaggi, sfide ulteriori a quelle  proposte dalla trama principale e il modo di staccare un po’ dall’escalation della main quest.

Giocare a Ys è una manna per tutti i fan del genere JRPG, e anche in Memories of Celceta i giocatori troveranno tutto: azione, completismo, esplorazione e una storia avvincente si mischiano in quello che è un altro colpo grosso degli sviluppatori.

Dal punto di vista tecnico il titolo risente in ogni caso di un comparto vecchio di 8 lunghi anni, e dal punto di vista di poligoni, animazioni e effetti particellari il passaggio da PS Vita a PS4 non riesce ad aggiungere un granchè alla proposta a schermo, certo, la svecchiata della rimasterizzazione è evidente, ma pad alla mano i giocatori sentiranno di aver comunque fatto un grosso passo indietro nel tempo, almeno visivamente parlando.

In conclusione, Ys: memories of Celceta coglie l’occasione del passaggio sull’Ammiraglia di Sony per rivelare di essere sempre stato un must play per tutti gli amanti del JRPG. Con io9l suo gameplay completo e rotondo, la sua storia avvincente e una proposta complessiva davvero interessante, il titolo di Nihon Falcom e Marvelous non offre più davvero nessuna scusa a coloro che non avevano potuto a questo approcciarsi in precedenza. La foresta di Celceta, nella sua misteriosa enormità, non è mai stata così vicina, e sta chiamando tutti noi.

Ys: Memories of Celceta

7.5

Trama/Ambientazione

8.0/10

Gameplay

7.9/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

7.0/10

Longevità

7.5/10

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Pietro Ferri

Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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