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Bad Boys For Life: Bad Boys un’ultima volta – Recensione

Bad Boys, Bad Boys Whatcha gonna do, whatcha gonna do when we come for you!

Chi sentendo questa canzone non la associa al mitico duo Will Smith e Martin Lawrance?! Era da tempo che i Bad Boys non calcavano la scena cinematografica insieme, dai tempi del secondo capitolo sono infatti passati “solo” 17 anni (25 dal primo), un film che ha segnato indissolubilmente la scena storia dei buddy cop movie sia grazie alla fantastica alchimia della coppia sia alle scelte registiche di Michael Bay.
A distanza di una ventina d’anni la coppia è sempre quella ma a cambiare è il regista, non più Bay, bensì i registi belgi Adil El Arbi e Bilall Fillah che, insieme agli sceneggiatori Chris Bremner, Peter Craig e Joe Carnahan, hanno cercato di riportare in auge quelle fantastiche sensazioni delle sparatorie ed inseguimenti per la città di Miami e, questa volta, anche a Città del Messico.

Un’ultima volta

La pellicola incomincia subito cercando di ridarci le stesse sensazioni del passato riproponendo situazioni analoghe con i due intenti a scappare (questa volta) dalla polizia per arrivare in tempo alla nascita del nipote di Marcus (Martin Lawrence), è da qui che quest’ultimo decide inizialmente di appendere la pistola al chiodo andando in pensione. Una decisione che andrà a rafforzarsi ancor di più una volta che Mike (Will Smith) verrà colpito da una scarica di proiettili dall’aspirante boss Armando Aretsa (Jacob Scipio) in cerca di vendetta contro tutti coloro che hanno lavorato ad un caso di una ventina d’anni prima che ha visto la morte di suo padre. Da qui ci sarà una vera e propria ricerca di vendetta da parte del mitico agente Lowrey che farà di tutto per ritrovare colui che l’ha quasi spedito all’altro mondo arrivando anche a collaborare con la sua ex fiamma Rita (Paola Nunez) seguita dalla sua squadra speciale chiamata AMMO (composta da Alexander Ludwig, Charles Melton e Vanessa Hudgens) che, a differenza dell’agente, punta a risolvere i casi senza sparatorie improvvisate. C’è da dire che la trama del film non spicca per originalità andandosi a immettere nel classico genere poliziesco con la risoluzione del caso e la ricerca del cattivo di turno.

Passano gli anni ma sono sempre Bad Boys

Ovviamente la parte che salta più all’occhio del film risiede nelle sequenze spettacolari che non sfigurano anche senza Michael Bay: i due registi belgi hanno fatto un ottimo lavoro cercando di rievocare situazioni e frenesia dei primi due capitoli consegnandoci delle ottime scene d’azione intervallandole ad altre più ragionate con tanto di lunghi dialoghi per spezzare un po’ il ritmo. Il film infatti evidenzia molto il rapporto tra i due protagonisti e le differenze tra quest’ultimi con Lowrey che rimane sempre fedele al suo credo di uomo d’azione avvezzo alle sparatorie, mentre Burnett cerca di intraprendere una strada più soft “penetrando l’anima dei nemici con il suo cuore” salvo poi perdere la pazienza e ritrovarsi a fare a cazzotti. I due in ogni caso rimangono inseparabili anche le vie diametralmente opposte prese nel corso della pellicola, riunendosi per rintracciare il malvivente che ha come obiettivo eliminare Lowrey. Purtroppo questi cambiamenti non sono portati avanti come dovrebbero, per esempio il cambiamento di Burnett viene ben presto accantonato con il poliziotto che sarà rapidamente convinto a fare il Bad Boy per un ultima volta; lo stesso Lowrey dopo la sparatoria e le problematiche iniziali non sembra cambiare anche se è stato molto vicino a passare all’altro mondo.

Bad Boys For Life riesce a riprendere ottimamente l’atmosfera e la spettacolarità dei primi due capitoli, con la coppia affiatata Will Smith e Martin Lawrance che si conferma ancora sul pezzo e molto simpatica nella maggior parte della pellicola.
Il film rimane godibile anche sotto l’aspetto della regia con il cambio da Michael Bay a Adil El Arbi e Bilall Fillah che non si fa sentire grazie all’ottimo lavoro svolto da quest’ultimi che sono riusciti a confezionare diverse sequenze d’azioni molto piacevoli. A risentirne è la sceneggiatura che non si discosta molto dai cliché del genere con i protagonisti sempre intenti a rintracciare il delinquente, in un finale che potrebbe essere tranquillamente accostato al recente Gemini Man sempre con protagonista Will Smith.

Bad Boys For Life

7.1

Regia

7.5/10

Fotografia

7.5/10

Montaggio

7.0/10

Interpretazioni

7.5/10

Sceneggiatura

6.0/10

Pro

  • Riprende l'atmosfera dei primi due capitoli
  • Will Smith e Martin Lawrence sono perfetti insieme

Contro

  • Sceneggiatura poco originale

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Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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