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Bleeding Edge: L’Hero brawler secondo Ninja Theory – Anteprima

In uscita il prossimo 24 marzo su PC e Xbox One (incluso nel Game Pass su entrambe le piattaforme) al prezzo budget di 30 €, Bleeding Edge è il nuovo FPS multiplayer 4 vs. 4 di Ninja Theory. Dopo averci giocato per tutto il week-end, grazie alla Closed Beta disponibile per tutti gli abbonati al Game Pass e a chi ha preordinato il gioco, eccovi la nostra anteprima.

Personaggi ben assortiti

Dopo una breve serie di tutorial che spiegano il gameplay di questo shooter e le meccaniche delle due modalità presenti nella beta, abbiamo provato a lungo tutti gli undici personaggi disponibili, divisi in tre categorie: attacco, supporto e tank. Tutti gli eroi sono ben caratterizzati e diversificati ottimamente, con abilità abbastanza originali e per il momento abbastanza bilanciati tra loro, anche se ovviamente questo aspetto andrà analizzato meglio in fase di recensione del titolo completo. Anche visivamente i protagonisti sono molto originali e non sembrano solo scopiazzature prese da altri titoli dello stesso genere, cosa per niente scontata in un mercato che ormai presenta davvero molti sparatutto che partono dagli stessi presupposti.

Ogni eroe ha un attacco base e tre abilità specifiche in base alla categoria a cui appartiene, oltre a due “super” (dovremo sceglierne una ogni volta che decidiamo quale personaggio utilizzare) che si caricano con la classica percentuale progredendo nelle partite. Molto interessante anche la progressione, divisa in livello generale e livello dei singoli combattenti, che ci permette non solo di sbloccare nuove skin e componenti estetiche, ma anche mod per personalizzare la build dei personaggi, rendendoli così molto più personalizzabili secondo il proprio stile di gioco.

Le modalità disponibili nella beta erano, come detto sopra, due. La prima è una classica Conquista con gli obiettivi, in cui però i punti di controllo non solo si attivano e disattivano durante la partita , ma in alcune mappe si spostano anche, elementi che rendono meno statiche le battaglie e che permettono diversi tipi di approcci, in mappe che si sviluppano anche anche in verticale con diverse postazioni di salto che consentono di raggiungere i piani più alti. La seconda invece richiede la distruzione di alcune casse disseminate nell’area di gioco, per raccogliere delle celle di energia che andranno successivamente “consegnate” in punti specifici della mappa, cosa non facile visto che gli avversari non resteranno di certo a guardare mentre tentiamo la consegna. In entrambe le modalità le uccisioni portano punti alla propria squadra, cosa che richiede ai giocatori una dose di attenzione extra per evitare di svantaggiare il proprio team con una serie indecorosa di morti.

Visivamente ispirato, tecnicamente solido

A livello grafico Bleeding Edge appare molto ispirato, sia per quanto riguarda i vari eroi disponibili che per le mappe da noi provate. Lo sparatutto, in terza persona, non farà gridare al miracolo per quanto riguarda l’aspetto grafico, ma artisticamente è impressionante e sembra fin da ora molto curato. Nonostante qualche calo di framerate, nella versione Xbox One provata da noi sia su Xbox One X che su Xbox One S, il gioco sembra solido e il matchmaking è sempre risultato veloce e immediato. Il gameplay è frenetico, divertente e incoraggia fortemente il gioco di squadra, anche se per dovere di cronaca dobbiamo segnalare che in alcune partite abbiamo subito spawn-camping da parte della squadra avversaria che letteralmente non ci permetteva di uscire dalla nostra base, elemento che speriamo venga corretto in qualche modo dagli sviluppatori in questo mese abbondante che manca al lancio ufficiale. Inoltre ci teniamo a menzionare l’ottima colonna sonora, che colpisce fin dal  primo avvio e che sembra davvero accattivante e che calza a pennello per una produzione del genere.

In conclusione siamo piuttosto soddisfatti da questo week-end di prova di Bleeding Edge e non vediamo l’ora di poterlo recensire e trasmettere a fine marzo, per vedere se Ninja Theory riuscirà a fare centro anche con un titolo multiplayer, molto diverso dalle sue precedenti opere. Ovviamente il destino di un gioco del genere dipenderà soprattutto dal supporto che riceverà nei mesi successivi alla release, perché come detto nelle fasi iniziali di questa anteprima, il mercato è saturo di produzioni di questo genere e occorrerà un supporto costante, a livello di contenuti e di bilanciamento perché Bleeding Edge possa avere successo. Di certo il fatto di essere venduto a prezzo budget e la disponibilità immediata nel Game Pass sono un’ottimo punto di partenza.

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Paolo Lorenzini

Editor in chief di Serial Gamer, dopo anni di gavetta su diversi portali videoludici ne crea uno nuovo perché crede in un'informazione libera ed obiettiva.

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