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Torino Comics 2019: Una 25° edizione un po’ sottotono – Speciale

Torino Comics

Come ormai da tradizione consolidata nel tempo, anche quest’anno mi sono recato al Torino Comics, che compie la veneranda 25° edizione, cosa non indifferente per una qualsiasi fiera del fumetto. In questo speciale andrò proprio a fornirvi una mia opinione riguardo alla fiera nella sua interezza, analizzandone quindi sia gli aspetti positivi sia quelli negativi, ma anche sulle aspettative che mi ero creato riguardo a questo emblematico anniversario.

Anche quest’anno l’evento si è svolto nel weekend tra il 12 ed il 14 aprile all’interno del Lingotto Fiere, una struttura dedicata(come suggerisce il nome) ad ospitare gli innumerevoli eventi di cui Torino è ospite, Salone Internazionale del Libro e Salone del Gusto per citare ed esemplificare i più caratteristici ed importanti. Sebbene tale location risulti più spaziosa rispetto all’Oval, palazzina sportiva dove si è svolta precedentemente qualche edizione, la fiera risulta nel complesso molto ristretta e contenuta; questo è dovuto anche al fatto che non vi sia stato alcun ampliamento rispetto all’edizione passata e questo come conseguenza ha il sovraffollamento di molte zone dell’evento stesso, tra cui le principali arterie che si snodano tra i vari stand e bancarelle.

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Il fatto che il Comics si sia svolto nello stesso luogo mi ha permesso un facile orientamento tra le varie e ben delineate zone, che risultano quasi tutte disposte nello stesso modo, eccezion fatta per l’area cosplay e quella dedicata all’esposizione artistica invertite tra loro e finalmente separate per evitare l’eccessiva calca che per ovvi motivi veniva a formarsi. Trovo però che questo sia in realtà un punto a sfavore della fiera, che per l’ennesima volta non riesce ad innovarsi mantenendo invariata una formula che forse non funziona più senza nemmeno provare ad evolverla in qualcosa di diverso e, di conseguenza, migliorativo: il tutto risulta un qualcosa di già visto e riciclato dalle edizioni precedenti, non suscitando più di tanto l’interesse dei veterani della fiera come me, ma che sicuramente potranno avere ancora effetto su chi si approccia all’evento per la prima volta. Le sopraccitate aree venute a consolidarsi nel tempo continuano quindi ad essere quella commerciale, quella editoriale, quella dedicata ai giochi di ruolo/società, quella gaming, quella dedicata alle varie attività “extra” e quella cosplay.

Torino Comics

Al Torino Comics il concetto di fiera è sempre opinabile, in quanto da qualche anno a questa parte i prezzi hanno subito un rialzo non indifferente, sia per quanto riguarda il prezzo del biglietto sia per quanto riguarda gli acquisti effettuati all’interno, rendendo il concetto del “prezzo da fiera” del tutto inassociabile all’evento; questo è evidentissimo nella compravendita dei fumetti, che mantengono pressochè lo stesso prezzo da negozio, eccezion fatta per qualche rivenditore.

Le attività erano molteplici e simpatiche(sebbene la fastidiosa presenza delle ormai dozzinali escape room), ma alcune risultavano decisamente troppo costose, costringendoci a scegliere solo alcune di esse, ma fortunatamente i workshop gratuiti ad ambito fumettistico mi sono venuti in soccorso.

Come l’anno scorso mi ritrovo qui a tessere le lodi della Event Horizon-School of Digital Art, scuola torinese che oltre ad occuparsi di sola arte digitale ha un’intera sezione dedicata alla programmazione e al game design che sta divenendo via via sempre più prominente ed importante. La possibilità di giocare a titoli sviluppati dagli stessi studenti, oltre a incentivare il pubblico ad iscriversi, ci ha aperto gli occhi riguardo al fatto che molte produzioni piccole hanno un ben più grande futuro dinnanzi a loro. Alcuni giochi ci hanno preso a tal punto da tenerci occupati per molto tempo e a parlare con i loro sviluppatori, fossero concept designer, game designer o programmatori stessi.

Torino Comics

Una classica edizione, che io ingenuamente avevo immaginato procedesse in maniera differente essendo la sua 25°: mi aspettavo qualcosa di più maestoso e solenne, con qualche piccolo evento in grado di commemorare questa tappa non da poco. Ma la realtà si è rivelata piuttosto deludente comparata alle mie aspettative, ed è per questo che la mia valutazione complessiva della fiera non è positivissima; non fosse stato per tale illusione sarei riuscito ad essere meno critico nei confronti di una fiera che continuo ad apprezzare nel suo piccolo.

Per quanto il Torino Comics abbia i suoi innumerevoli difetti, segna comunque parte integrante del mio percorso di vita, avendo inciso molto nel mio percorso di crescita da piccolo a grande nerd. Una fiera molto piccola e minuta rispetto ad altri mostri in ambito, quali possono essere il Lucca Comics od il Cartoomics, ma che ormai mi è entrata dentro e difficilmente riesce a scollarsi dalla mia identità di torinese-nerd. E’ sempre bello ritrovarsi a chiacchierare lì di tutto ciò che adoriamo e ci accomuna, mangiucchiando giapponesate, ridendo, scherzando e formando così legami indissolubili che vanno via via a consolidarsi di edizione in edizione.

Proprio a proposito di legami indissolubili, mi ritrovo a dover dedicare due parole ad un compagno di avventure e di Comics che ci ha lasciato di recente, rendendo difficile quest’esperienza che, sebbene vissuta in compagnia, è risultata essere molto più difficile, solitaria e avvilente del previsto. Ci manchi Marco, anche in queste piccole cose che non saranno più le stesse senza te.

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