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Grizzlyshark: la giusta favola della buonanotte – Recensione

Se siete appena tornati a casa terribilmente stanchi, scuri in volto perché la giornata non è andata per niente bene e l'unica vostra voglia è quella di ril

Se siete appena tornati a casa terribilmente stanchi, scuri in volto perché la giornata non è andata per niente bene e l’unica vostra voglia è quella di rilassarvi e andare dormire, leggete prima Grizzlyshark, così da assicurarvi di fare sogni tranquilli. Forse.

Grizzlyshark
Editore: Saldapress
Sceneggiatura: Ryan Ottley
Disegni:Ryan Ottley
Colori:Ivan Plascencia
Copertina:Ryan Ottley
Pagine:96
Prezzo:19,90 €
Data Di Uscita:2019

Grizzlyshark, edito da saldaPress è frutto dell’idea di Ryan Ottley (illustratore di Invincible) in collaborazione con di Ivan Plascencia. Ryan sforna un fumetto che si ispira al genere splatter, inserendo anche un po’ di demenzialità e humor, e nelle tavole possiamo vedere perfettamente questi ingredienti. Prima però di addentrarci nello specifico, cerchiamo di capire cosa si cela dentro questo mondo.

“Una volta, prima che il tempo fosse tempo e lo spazio fosse spazio, nei remoti recessi del nostro universo, c’era il pianeta Terra. Non era la Terra che conosciamo oggi: quella Terra era molto, molto diversa. Quella che noi conosciamo come terra non era affatto terra. E quello che noi conosciamo come mare non era affatto mare. Quella che noi oggi conosciamo come terra era in realtà mare. E quello che noi oggi conosciamo come mare era in realtà terra. Tutte le creature terrestri che conosciamo oggi, a quel tempo, vivevano nell’acqua. E tutte le creature marine che conosciamo oggi, a quel tempo, vivevano sulla terra. E tutti erano felici.
Poi venne il momento del grande rovesciamento. Fu un tempo di grande calamità e disordine. Molte vite andarono perdute nella transizione e ancor più vite furono cambiate per sempre. Le montagne ruggirono e gli oceani piansero, mentre l’imponente mutamento aveva luogo. Quella che un tempo era terra divenne mare. E quello che un tempo era mare divenne terra. Tutti gli animali che vivevano nel mare divennero improvvisamente animali terrestri. E tutti gli animali che vivevano sulla terraferma divennero improvvisamente animali marini. Fu un tempo di grande avversità per le creature del mare, come gli elefanti, i lupi e gli uccelli, ora costretti a vivere sulla terra. E fu un tempo di grande avversità anche per le grandi creature terrestri, le balene, i pesci e i delfini, ora costretti a vivere nel mare.
Ma il povero sfortunato orso e il povero sfortunato squalo… VENNERO MISCHIATI!

C’è un’avvertimento che i fan de “Il Trono di Spade” dicono a chi sta per iniziare per la prima volta la serie: non ti affezionare a nessun personaggio, perché possibilmente morirà. Bé, direi che questo consiglio posso darvelo anch’io, ma riferito a questo fumetto.

Già dall’inizio, senza nessuna forma di preavviso, l’autore ci spinge a tutta carica dentro il suo mondo fatto di tanti sketch comici , ma soprattutto di tanto sangue (alla Tarantino azzarderei dire). Conosciamo i primi due personaggi, Zio Pete e Donnie, che combattono contro uno squalo sbucato dagli alberi, il quale mangia a Donnie tutta la parte del suo corpo che va dal bacino in giù. (A tal proposito, se pensavate che gli squali di Sharknado fossero “paurosi”, fidatevi che dopo aver fatto la conoscenza di questi, diverrete molto amici delle creature trash prodotte dall’Asylum).

Questa squali fiutano da lontano l’odore di sangue, riuscendo la maggior parte delle volte a trovare facilmente la loro preda, e in quel caso le possibilità che la vittima riesca a sopravvivere sono quasi pari a zero, a meno di un colpo di fortuna.

A tal proposito, durante lo svolgimento della vicenda, la nostra attenzione viene momentaneamente distaccata da quella che è la storia principale, e viene posta su ciò che accade a dei personaggi che non sono importantissimi per lo sviluppo della sceneggiatura (almeno non tutti), e ci viene narrata la loro morte e il modo bizzarro in cui avviene.

Ad esempio quella della ragazza che durante l’arrampicata si taglia un dito e lo squalo subito dopo la divora. Oppure quella che riguarda i due ciclisti, che, dopo essersi fermati perché uno di loro si era sbucciato un ginocchio, si ritrovano nello stomaco di uno di quei bestioni ridotti in mille pezzi. Una delle più esilaranti ha a che fare con una ragazza al quale era venuto il ciclo. Immaginate che fine abbia fatto.

Una di queste storie aggiunge un nuovo protagonista (fondamentale): un neonato. Quest’ultimo ha assistito all’uccisione di tutta la sua famiglia dopo che la madre si era morsa la lingua litigando col marito percé gli faceva troppe domande, e siccome era ormai da giorni rimasto senza cibo, si è divorato i loro corpi. Insomma, scene di tutti i giorni.

Pete e Donnie, nonostante l’essersela cavata una prima volta, vengono ancora inseguiti dallo squalo, e così decidono di scappare a gambe levate (almeno solo Pete, perché Donnie non le ha più), ma durante il tragitto incontrano dei loro conoscenti (Carl, Gary e Jonbob) che erano appena arrivati nel bosco dopo: essersi fermati a comprare il Jubilee Bear (gelato alla cannella), aver avuto un incidente con l’auto a causa di un cervo e subito dopo essere usciti indenni fuori dalla vettura ricolmi di gelato rosa, provocando così la morte di un anziano cacciatore che li ha scambiati per dei mostri. Attenzione a pensare che questa sia stata una catastrofe. Assolutamente no, perché sarà tutta quella melma color rosa a salvare le vite dei cinque. Perché vi chiedete? A quanto pare il gelato alla cannella fa schifo agli squali, e il disprezzo è talmente tanto che non riescono ad avvicinarsi alle loro vittime.

Ricordatevi però che abbiamo a che fare con la legge de “Il Trono di Spade” (sopra citata), infatti se vi eravate affezionati a Gary, a Carl o a Pete, o a tutti e tre, mi dispiace deludervi, ma i primi due vengono divorati dopo essere saliti su un albero, nel tentativo di adocchiare in quale direzione si trovasse il loro rifugio, l’altro invece, dopo aver abbandonato il figlio che non poteva più camminare (Donnie), si nasconde sotto un albero, ma ciò non gli evita il mozzamento della sua testa. Vedendo Carl morto, Jonbob impazzisce e uccide a suon di pugni lo squalo (altro che Bud Spencer e Terence Hill). I sopravvissuti sono solo Donnie e Jonbob.

Il seguito della storia prende il nome di Grizzlyshark Returns.
I due, dopo aver deciso di mettersi in mezzo alla strada a fare l’autostop, fortuna vuole che incontrano la dottoressa Lorraine, interessata a questo misterioso caso e il suo “segretario” Kyle. Ma neppure il tempo di fare le dovute presentazioni che scatta il litigio tra quest’ultimo e Donnie. La spunta il senza gambe, mentre l’altro non solo perde le dita, ma si trova faccia a faccia con uno di quei mostri.

Tentano di andare a salvarlo. Qui Ryan Ottley, interrompe per un attimo la normale narrazione e ci porta dentro il diario segreto di Donnie. Ci racconta di aver trovato questo neonato solo soletto nel bosco, di aver progettato tutti insieme una trappola per gli squali e di essersi innamorato della dottoressa, il quale gli ha regalato dei pantaloni con dei piedi finti per comprirsi, oltre ad averlo stuzzicato dicendogli che doveva avere dei genitali davvero belli.

Dopo un po’, una delle loro trappole scatta, ma dentro la gabbia vi sta Kyle, che invita subito tutti a lasciarlo lì e scappare, perché rischiavano di essere circondati dagli squali. Neppure il tempo di dirlo che vengono accerchiati.

Da qui, si passa a Grizzlyshark vs Seabear. 
Abbiamo lasciato i nostri protagonisti in difficoltà, ma stavolta a salvarli (non tutti eh, non fatevi ingannare) è un incidente tra due macchine e un autobus, che si schiantano contro un masso e tra di loro, perché tutti e 3 i conducenti erano intenti a giochicchiare col telefono durante la guida. Vedete cosa può succedere se lo fate; uno squalo vi può divorare.

Fatto sta che gli squali si allontanano, Kyle e la dottoressa Lorraine allora si ritrovano e dopo aver scambiato alcune battutine per cercare di sdrammatizzare le condizioni dell’uomo, lei muore divorata, ma lui anche (nonostante avesse un barlume di speranza di salvarsi, spento da una sgommata di Donnie con la macchina che lo fa finire in un dirupo, poiché lo accusa di essere il responsabile della morta della dottoressa). Non ditemi che all’inizio non vi avevo avvertito. Inoltre, i più attenti possibilmente potranno chiedersi: ma se Donnie non ha le gambe, come fa a guidare? Risposta: il neonato era ben posizionato sull’acceleratore. Passo e chiudo.

Sono rimasti solo in 3. E se prima il neonato era ben posizionato sul pedale dell’auto, adesso viene usato come esca sopra il ramo di un albero; un’esca non funzionante però. Si rivela più utile l’azione del maldestro Jonbob, che tirando la fune nel quale era appeso il neonato, la fa inceppare. Di conseguenza, Donnie si arrampica per sgrovigliare il tutto, ma col peso fa spezzare il ramo: un richiamo perfetto per gli squali.

Da qui parte una sequenza ai limiti dell’incredibile. Se Daenerys Targaryen ha cavalcato i draghi, perché Jonbob, Donnie e il neonato, non possono cavalcare uno squalo? Possono eccome. La loro idea principale (e anche unica oserei dire) è quella di portare le bestie verso il dirupo, così da ucciderli definitivamente, anche a costo di sacrificare la loro vita, pur di vendicare tutti coloro che sono stati uccisi. Arrivati nei pressi del dirupo, tutti cadono, ma sotto di loro non trovano rocce, bensì acqua. Sono salvi.

I più disattenti tra di voi diranno: come fanno a morire gli squali in acqua? Vi rinfresco la memoria per evitare che dobbiate ritornare indietro; questi ultimi vivono nuotando nella terra, mentre gli orsi in acqua, di conseguenza muoiono se si trovano a contatto con l’ambiente a loro ostile.

Il fumetto si chiama Grizzlyshark, ma per ora di orsi non si è visto neppure un pelo o una pelliccia, decidete voi quale termine sia più corretto. I nostri “eroi”, che si credevano ormai vincenti, trovano nella sommità della scogliera uno squalo superstite, che furbescamente non si era buttato. Ed è proprio in quel momento che vedono bollicine e sentono qualcosa muoversi da sotto l’acqua: è un orso, che con un ruggito spaventoso e un balzo, si fionda verso il nemico. Parte così una scena ai limiti del possibile, come se stessimo assistendo allo scontro epico tra King Kong e Godzilla.

Dopo vari colpi di coda e zampe, a vincere è lo squalo, il quale riesce ad uccidere l’orso con un bel morso dritto in faccia. Per i nostri eroi sembra la fine, ma del resto, come nelle favole che si rispettino, non può trionfare il male. Infatti, quando i tre stanno per essere eliminati definitivamente, entra in gioco l’astuzia di Jonbob, che come fosse una palla di rugby, lancia il piccolo nella bocca dello squalo, così facendo riesce a strappargli il cuore. Sono definitivamente salvi.

Il mondo di Grizzly Shark non è tanto diverso dalle favole che ci raccontavano da piccoli. Del resto, a parte un po’ di sangue in più, che differenza c’è con Cappuccetto Rosso o Hansel e Gretel? Nella prima, il cacciatore tagliava la pancia al lupo dopo essersi mangiato tutti, nella seconda i bambini vanno a finire dentro ad un forno. Scherzi a parte, è una lettura non tanto leggera per gli stomaci sensibili ma pur sempre piacevole, con una storia anch’essa molto apprezzabile. I personaggi sono degli umani strani, che non hanno una minima reazione al fatto che perdano varie parti del corpo e gli sembra una cosa normalissima. Ma del resto, in un mondo così malato, trovare qualcosa di normale è come cercare un ago in un pagliaio. Del resto, chi non ha mai visto uno squalo girare per i boschi, o un orso farsi una bella nuotata sotto il sole cocente dell’estate.

Copia digitale del volume fornita da Saldapress




Grizzlyshark

7.5

Voto SerialGamer

7.5/10

Pro

  • Storia interessante
  • Humor apprezzabile

Contro

  • Poco longevo

Samuele Gugliotta

Studente presso l'Accademia di Belle Arti di Catania, durante la sua crescita nutre una sempre più grande passione per il mondo del cinema. E' anche un apprezzatore di libri, fumetti e anime.

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