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Darkest Dungeon: Attento a non diventare pazzo – Recensione

Al giorno d’oggi nel mondo videoludico l’alta difficoltà di alcuni prodotti riesce sempre a dividere il pubblico con alcuni utenti che si trovano a loro agio nel portare avanti sfide molto impegnative mentre altri che prediligono una maggiore leggerezza nell’affrontare una produzione. Di sicuro l’opera targata Red Hook Studios, Darkest Dungeon, si va a posizionare di corsa nel primo filone facendo della sua difficoltà uno dei punti di forza, contando su un gameplay da GDR complesso con dungeon generati proceduralmente e meccaniche da puro roguelike ma anche a feature uniche che riescono ad elevarlo ad uno dei titoli migliori del genere sulla piazza. Riuscirà il titolo a donarci un’esperienza unica? scopriamolo insieme in questa recensione.

Ordinaria follia

La storia di Darkest Dungeon inizia con una lettera che presenta un oscuro luogo infestato da corruzione e da un male ben radicato all’interno della struttura. Da qui inizierà una vera e propria avventura all’interno di luoghi spaventosi e popolati da nemici che non esiteranno un istante a metterci i bastoni tra le ruote cercando in tutti i modi di rendere impossibile la vita dei nostri combattenti.
Dalle prime battute ci ritroveremo a convivere con quella che sarà una tematica chiave del gioco ossia la follia e la sanità mentale del nostro gruppo di avventure che sarà costantemente minata da ogni azione, ogni problema, ogni attacco che subirà portando i protagonisti ad un rapido esaurimento nervoso.
Il gioco ci farà iniziare con due personaggi a cui se ne andranno ad affiancare altri due, con un team che sarà formato sempre da quattro eroi anche se difficilmente saranno gli stessi per più di una missione.
Una delle particolarità di Darkest Dungeon sarà infatti quella di aver dei personaggi che continueranno a cambiare dato che, dopo i primi minuti di gioco, farete la conoscenza con la morte quasi continua dei membri del vostro roster.

Ad ogni missione, infatti, i nostri personaggi, che siano cavalieri possenti, abili medici o incantatori navigati saranno tutti sottoposti allo stress, con la loro sanità mentale che verrà messa a dura prova durante ogni scontro e passo in più nel dungeon di turno: ogni colpo subito, ogni danno critico, ogni ferita ma anche ogni passo senza una torcia in una buia ambientazione alzerà inesorabilmente lo stress del personaggio portandolo ad impazzire, compiere azioni folli o addirittura ad un attacco di cuore.
Questa meccanica infatti renderà imprevedibile gli scontri di gioco, infatti potremo assistere a eroi che rifiuteranno le cure, a personaggi che diventeranno egoisti oppure che si andranno a riparare dietro i loro compagni pur di sopravvivere il tutto accompagnato dalla possibilità di avere un attacco di cuore.
In poco tempo dovremo gestire non più quattro baldi eroi ma altrettanti squilibrati mentali più da rinchiudere che altro, anche se potremo rimediare alle diverse problematiche presenti innanzitutto ritirandoci in caso di sconfitta assicurata e andando poi a curare i nostri personaggi al rifugio per riposare oppure al santuario dove pregare e alla clinica per guarire dalle malattie.

La forza del gruppo

Ma oltre alla sanità mentale da gestire accuratamente ci sarà tutto il resto del gameplay che vedrà prima una fase di preparazione della missione che andremo ad affrontare e poi l’esplorazione vera e propria dei dungeon.
Il tutto inizia dal villaggio nel quale dovremo gestire innanzitutto il nostro party di personaggi con i loro problemi e le loro statistiche, con la possibilità di reclutare sempre nuovo “personale” così da far riposare le vecchie glorie e portare nella rotazione nuove leve pronte a dar di matto. Oltre alla gestione dei pg sarà possibile anche fare scorte prima di partire per i viaggi con la possibilità di comprare oggettistica varia da pozioni a cibo e quant’altro per assicurarsi un’esplorazione “tranquilla” (ricordatevi di abbondare con il cibo per evitare la fame).
Una volta pronti e partiti per la missione avremo a che fare con un lungo andare a destra e sinistra nelle varie stanze del dungeon con la possibilità di incontrare pericolosi nemici, ma anche trappole ben nascoste, forzieri, librerie e quant’altro.
I personaggi si muoveranno praticamente in fila indiana e potremo posizionarli a nostro piacimento, con i vari eroi che avranno le loro posizioni preferite, per esempio sarà meglio utilizzare un cavaliere davanti agli altri per prendere più danni e sfruttare la sua natura da tank, oppure il chierico si troverà più a suo agio nelle retrovie per curare il gruppo.
Parlando del combattimento questo rispetterà i crismi del combattimento a turni ma con un livello generale decisamente alto, dovremo fare attenzione alle diverse abilità sia dei nostri personaggi sia di quelle nemiche che potranno avere effetti tragici sui nostri amici e portarli alla follia rapidamente; inoltre subendo attacchi potremo dover gestire anche dei cambi repentini di posizione tra i membri del gruppo, dato che se un cavaliere per esempio subirà troppi danni potrà decidere di fuggire nelle retrovie cambiando i nostri piani di battaglia. Questo renderà ancora più difficile il tutto portandoci a calibrare ancor di più ogni singola mossa e gestire al meglio le stats dei personaggi, con la possibilità di far cambiare anche posizione ai nostri eroi ma utilizzando ogni volta un turno che potrebbe risultare determinante per la nostra vittoria.

Rabbia cartoon

Nella produzione di Red Hook Studios lo stile gotica la fa da padrone con un comparto artistico che risulta curato in maniera eccellente grazie anche alla natura cartoonesca che si fonde alla grande con ogni oggetto, ogni scorcio e struttura, rendendo il tutto molto piacevole alla vista. Da notare inoltre la qualità delle azioni condotte dai personaggi che ogni volta vengono enfatizzate da appositi zoom che sottolineano il momento di follia o lo sconforto di quest’ultimi. Ad accompagnare un comparto grafico e artistico eccellente c’è anche un sonoro decisamente azzeccato che ci porta a vivere le emozioni dell’esplorazione con delle sonorità uniche che ben si sposano con la natura gotica del titolo. Nulla da eccepire poi per il comparto tecnico dato che non abbiamo trovato bug o cali frame di ogni sorta dandoci l’impressione di essere decisamente solido e adatto alla PS4.

Darkest Dungeon è un cliente scomodo sopratutto per i giocatori non abituati a questo tipo di giochi, un dungeon crawler che fa della varietà e della complessità i suoi punti di forza alzando decisamente il livello medio della difficoltà portando alla follia non solo i personaggi ma anche coloro che li controlleranno.
L’opera targata Red Hook Studios è senza ombra di dubbio un must have per tutti coloro a cui piacciono le sfide con la possibilità di addentrarsi in un GDR roguelike con un eccellente comparto artistico e delle meccaniche sopraffine.

*Versione testata: PS4, grazie al codice fornito dagli sviluppatori

Darkest Dungeon

Darkest Dungeon
8.5

Trama/Ambientazione

8.0 /10

Gameplay

9.5 /10

Grafica

9.0 /10

Sonoro

8.0 /10

Longevità

8.0 /10

Pro

  • Gameplay con molte sfaccettature
  • Sanità mentale feature unica
  • Comparto artistico ad alti livelli

Contro

  • Esplorazione a volte può diventare noiosa

Alessandro Reppucci

Senior Editor e responsabile YouTube di Serial Gamer, da sempre innamorato follemente dei videogames, dai 5/6 anni in poi ha macinato giochi su giochi di ogni genere.

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