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Outlander – Recap. No Spoiler

Outlander è una serie fantasy dal respiro storico, creata da Ronald D. Moore che debuttato il 9 agosto 2014; essa è tratta dalla: “ Serie di Outlander”, un ciclo di romanzi scritti da Diana Gabaldon. La serie possiede due stagioni, alle quali si aggiungerà una terza, il 10 settembre sul canale statunitense Starz, mentre in Italia andrà in onda dal 29 settembre.

Claire è un’infermiera che ha prestato servizio nella seconda guerra mondiale, dopo la fine del conflitto si ricongiunge con suo marito Frank. I coniugi partono per le terre scozzesi, dopo essersi rifocillati Claire si dirige verso un luogo ritenuto sacro chiamato Craigh na Dun; durante la visita in quel sito tanto misterioso, Claire è catapultata nel 1743. Le premesse del plot possono essere tanto affascinanti quanto pericolose per via di due motivi:

  • Viaggi nel tempo
  • Cliché riconducibili alla storia d’amore tra la straniera e l’eroe senza macchia.

Il primo punto apre moltissime linee di sceneggiatura che possono confluire in un disordine di loop temporali; le prime due stagioni hanno utilizzato l’espediente del viaggio molto sapientemente seppur con qualche forzatura. Mentre il secondo punto possiede un duplice scenario, difatti, anche se sono presenti alcuni cliché, la narrazione segue dei binari interessanti e ben approfonditi ma per nulla originali.

Claire nelle fasi iniziali diventa il punto di vista dello spettatore, il quale è inglobato da una cultura ormai defunta, descritta nei dettagli dalla sceneggiatura. La nostra protagonista si ritrova ben presto a vivere tra le mura del clan Mackenzie; in questo luogo incontra diversi personaggi tra i quali spicca James Fraser. La storia d’amore tra i due evita moltissime soluzioni banali, per concentrarsi sul dramma di due persone costrette a sposarsi per necessità; passo dopo passo la passione cresce tra Claire e James, diventando una coppia dal grande carisma.

Le highlands scozzesi offrono a Claire una seconda vita, la quale è tempestata da avvenimenti che incollano lo spettatore al piccolo schermo; nell’avventurarsi in un’epoca sconosciuta, la straniera comincia a evolversi diventando l’ombra della persona che era nel 1945. Lontana e inseguita dal suo passato, Claire è un personaggio complesso, ben scritto e interpretato anche meglio; non tutti sono all’altezza di Caitriona Balfe ma il livello generale è molto buono. Anche la messa in scena è di buon livello, a volte regala grandi momenti televisivi scegliendo accuratamente un’inquadratura che possa illustrare un interessante concetto.

Per ora Outlander ha saputo approfondire i suoi personaggi dedicandogli il tempo necessario per crescere, evolversi, in cui la messa in scena alterna ottime soluzioni registiche ad altre molto convenzionali. La prima stagione si concentra sul rapporto tra i coniugi Fraser, creando allo stesso tempo un’epoca composta da ottimi comprimari. La seconda stagione invece si pone come conclusione dell’arco narrativo delle varie story-line, le quali potrebbero però ripresentarsi per via del colpo di scena finale.

Se siete in cerca di una serie scritta bene, con una messa in scena nella media, in cui il fantasy si unisce al genere storico, Outlander vi soddisferà.