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Aven Colony – Il Paese della Cuccagna tra le Stelle – Recensione

Aven Colony

Tutti da bambini sognano di diventare esploratori. Machete alla mano arrancare per trovare una via fino a quel momento ignota, dirigere il timone verso rotte sconosciute e mai battute, vivendo il brivido dell’avventura e assaporando in ogni momento la coscienza di essere il primo a posare lo sguardo su un belvedere o a calpestare una pietra millenaria. Un giorno però i bambini finiscono di essere bambini; quel giorno inconsciamente operano una scelta tra lo smettere di sognare e il sognare più in grande: se a questo punto i primi smettono di essere esploratori e intraprendono il loro cammino nella fredda e pragmatica realtà, i secondi diventano paladini e protettori delle terre di cui sono stati pionieri, con l’obiettivo di renderle dei luoghi di benessere e pace, dove chiunque possa godere dei frutti dei loro sogni infantili.
Aven Colony è proprio questo: una presa di responsabilità sul sogno di uno scopritore che in maniera matura si prende carico della prima pietra posata in un insediamento, promettendo a se stesso e ai coloni di portarlo a diventare una metropoli abitata.

Aven Colony

PER UN PUGNO DI NANITI

Il titolo sviluppato da Team 17 incentra il suo stile di gameplay intuitivamente sul puro genere gestionale, nel quale il giocatore sarà chiamato, come da manuale, a prendersi cura dello sviluppo di un insediamento, tentando di farlo crescere ricco e florido alla faccia delle avversità con cui inevitabilmente andrà a scontrarsi. Per guidare la nostra città al titolo di metropoli su Aven Colony dovremo snodare il nostro percorso attraverso lunghe (troppo?) missioni che passo dopo passo ci accompagneranno verso il nostro traguardo, ponendoci obiettivi inizialmente semplici e, avanzando nel gioco, via via più complessi, ma sempre meccanici e intuitivi.

Il risultato di questa meccanica è da una parte un tipo di gioco totalmente user friendly e adatto anche per i neofiti che si avvicinano per la prima volta al genere, dall’altra parte un incedere attraverso il gameplay forse troppo ripetitivo a causa degli obiettivi di missione troppo mirati al brevissimo periodo piuttosto che ad una visione più ampia.

Aven Colony

I meccanismi che al giocatore viene richiesto di innescare per riuscire nell’impresa di costruire un nuovo paradiso per l’umanità tra le stelle si rivelano essere paragonabili ad un enorme sistema ad incastro simile agli ingranaggi di un orologio, che se non padroneggiati con la necessaria coscienziosità (come nel caso del sottoscritto) rischieranno di mandare in totale stallo tutti i nostri sforzi di creare benessere, costringendo ad un immobilismo produttivo la nostra colonia.

Se invece sarà un giocatore almeno in minima parte conscio di ciò che sta facendo a mettere le mani sui meccanismi di crescita, allora scopriremo che, certo, l’essere responsabili dell’espansione di un avamposto non è cosa facile, ma il modo in cui tutti i settori produttivi interagiscono tra loro similmente ad un orchestra che suona un inno trionfale, è capace di dare enormi soddisfazioni.

Da una parte infatti dovremo fare in modo che la colonia sia sempre fornita di energia elettrica, ma dall’altra dovremo badare anche all’approvvigionamento di cibo per i civili, la loro occupazione tramite la creazione di posti di lavoro, la loro felicità e non ultimo il costante apporto che dovrà fornire l’industria edile attraverso il metodo di costruzione che sfrutta il potere degli iconici Naniti, per ampliare sempre di più le dimensioni e la credibilità della nostra metropoli.

In tutto questo non dovremo dimenticarci del fatto che ci troviamo su un pianeta fondamentalmente inospitale, e che quindi tenterà di ostacolare la nostra crescita attraverso l’aria irrespirabile, la carenza di materie prime sia energetiche che minerarie e, molto importante, l’avvicendarsi delle stagioni, che favorirà il nostro sviluppo durante estate autunno e primavera, ma che metterà in ginocchio tutto il sistema di produzione durante l’inverno.

Chiunque voglia definirsi un buon governatore dovrà dunque prendere delle contromisure adeguate a questo flagello, e non semplicemente far scorrere il tempo in modalità 4x (come nel caso del sottoscritto Episodio 2) sebbene permesso dall’apposito pulsante a schermo.

Aven Colony

CREARE LA POSSIBILITÀ DI CREARE

Il comparto tecnico di Aven Colony si rivela essere in pratica del tutto ineccepibile, presentando una parte visiva studiata nei minimi dettagli e di tutto rispetto, attraverso una grafica brillante e funzionale al genere in ogni sua sfaccettatura. I menu di gioco infatti si rivelano essere intuitivi e performanti, già navigabili con naturalezza dopo pochi minuti di gameplay, mettendo in questo modo in mostra ancora una volta la qualità di questo titolo di essere capito ed apprezzato anche da chi per la prima volta si approccia al genere gestionale.

Un’ulteriore nota positiva sta nel fatto che queste interfacce di navigazione risultino ottime sia nella versione PC dell’opera che in quella per console PlayStation 4, sulla quale Aven Colony approda con l’obiettivo di ritagliare un po’ di spazio per titoli con questo stile di gioco anche su console, dopo aver già conquistato grande seguito negli anni su PC.

Aven Colony

In conclusione Aven Colony si mostra nel complesso come un gestionale di qualità medio-alta, con realmente poche novità introdotte ma con il pregio di essere fruibile non solo dai veterani del genere, ma anche dai nuovi arrivati, che potranno godere del titolo ottimamente sia su PC che su PlayStation 4 (console sulla quale l’abbiamo provato noi), per avere esperienza di un videogioco che si fa carico di una storia ormai decennale che ha portato un genere diffuso a livello capillare ad avere la sua ultima manifestazione in quest’opera, completa nei suoi pregi e i suoi difetti.

Aven Colony

Aven Colony
7.1

Gameplay

7/10

    Grafica

    7/10

      Sonoro

      6/10

        Longevità

        8/10

          Pro

          • User Friendly per Neofiti
          • Menù intuitivi

          Contro

          • Alla lunga ripetitivo

          Pietro Ferri

          Senior Editor di Serial Gamer, è un appassionato di videogames fin da tenera età. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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